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Red Bull per l’Arte Italiana

08/09/2009
di Antonella Iozzo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  L’Hangar-7 di Salisburgo con la mostra Una forza del passato parla italiano  

 

 

 


Artisti:  Gabriele Arruzzo, Alessandro Ceresoli, Valentina D’Amaro, Francesco De Grandi, Francesco Lauretta, Francesca Pizzo, Pietro Ruffo, Sibylle Trafoier

  
 
 
 
 
 
Salisburgo ( A ) - Giovani, emergenti, italiani, otto artisti figurativi per l’Hangar-7 di Salisburgo, un meraviglioso spazio polifunzionale voluto dal fondatore di Red Bull, Dietrich Mateschitz. La mostra “Una forza del passato”, citazione da una lirica dello scrittore e regista Pier Paolo Pasolini, curata da Lioba Reddeker rientra nel programma HangArt-7 e si concluderà fra qualche giorno.
 
Da Milano alla Sicilia e ritorno, il tempo pulsante della storia e della contemporaneità è una riflessione riflessa nell’Arte come forza del passato, come sintesi di un legame profondo che da Pasolini, profondo conoscitore di verità nascoste tra le pieghe della società e le increspature dell’animo umano giunge fino a noi.
 
Gabriele Arruzzo, Alessandro Ceresoli, Valentina D’Amaro, Francesco De Grandi, Francesco Lauretta, Francesca Pizzo, Pietro Ruffo, Sibylle Trafoier otto artisti per avanguardie tra rottura e tradizione. Sguardi, occhi, ritratti di una realtà traslata in elaborazione sensoriale, in emersioni cromatiche costruite con un crepitio di pennellate sfilacciate e vibranti, ma anche silenzi, emozioni e memorie avvolgenti la sensibilità paesaggistica di D’Amaro, un reale lontano dal reale che si lascia ascoltare rimanendo alieno al ciclo del tempo. La scena artistica di Ruffo, invece, si apre all’attimo intimo di cui è imbevuta la società, sono fotogrammi di umana incertezza, di radici strappate al presente e di paure inconsce. Luoghi e spiritualità rivivono nelle sue opere, abitano il suo interno e trasmettono la bellezza profonda, nascosta dentro il riverbero del proprio essere.
 
In questo suggestivo spazio espositivo l’espressione della creatività evoca una nuova dimensione, una sorta di cosmica armonia che esprime la poliedricità dell’Arte. L’esterno comunica con l’interno grazie al vetro, materiale che compone l’intera struttura, una sorta di finestra aperta con la proiezione del mondo. Le opere sono quasi tutte di grande dimensione come quelle di Trafoier, tratti espressionisti, intensi, dinamici; qui è la materia umana a veicolare la forza e la sua caducità, la sua essenza e la sua presa d’atto del circostante. Circostanze diverse da quelle di Arruzzo dove la vena fumettistica affronta il quotidiano portando alla luce contenuti nascosti ed a volte inquietanti. Un inquietudine che scende nel fantastico con De Grandi, la natura si svela e si rivela nella sua potenza misteriosa, ed è come se l’onirico emergesse tra gli alberi, tra le foglie, tra le fibre, e serpeggiando nei meandri della nostra intimità, si tingesse di toni plumbei e malinconici per poi raccontare le oscurità dell’anima e le pulsioni segrete dell’immenso.
 
Profumo di mediterraneo tra sacro e profano ci conducono nel mondo di Lauretta, nelle sue tele la cultura del Sud, la terra del Sud, la complessità di un universo baciato dal sole assume una trasfigurazione poetica. Un’evoluzione intimistica narrata con colori forti, audaci, caldi, che stazionano nel cuore e cantano il vivere sulla soglia dell’orizzonte sempre e ovunque ci si trovi.
 
La razionalità architettonica del luogo abbraccia le opere, è una scansione minimalista di forme e spazi nella quale ritroviamo anche i lavori di Ceresoli che riprendono creature mitologiche stagliate nell’oscurità di un foglio nero con sorprendente precisione chirurgica, come se volesse imprimere ancora più marcatamente la loro presenza, e di presenze ci parlano, ma in maniera totalmente diversa,  anche i lavori di Pizzo, simboli di una realtà che gravita intorno all’uomo, diafane figure quasi bianco su bianco, se non fosse per l’uso di pochi colori, sono intense percezioni di un passato che trapassa nel presente.
 
Sulle ali della concettualità interdisciplinare mostre, eventi e il piacere di comunicare coinvolgendo il pubblico e incuriosendolo perfino non per ultimo con l’arte della cucina. Al suo interno è presente infatti il ristorante Ikarus, che ogni mese ospita un grande chef di un paese diverso, e il Mayday bar, un bar super hi-tech. Hangar-7 l’alta quota dei sensi.
 
 
  
 
 
© Produzione riservata - Antonella Iozzo 

 

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Hangar-7 di Salisburgo, un luogo innovativo concepito per nutrire i sensi la mente.

 

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PHOTO GALLERY
ARRUZZO
Gabriele Arruzzo - Shopping a Milano con S. Carlo Borromeo, smalto e acrilico su tela, 120 x 150, 2008
CERESOLI
Alessandro Ceresoli -  La Liebre Lunar dalla serie La Stanza dei Mostri, evidenziatore su carta, 32 x 35, 2005-2007
D AMARO
Valentina D Amaro – Untitled, olio su tela, 90 x 120, 2008
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Francesco De Grandi – Capanni, olio su tela, 300 x 200, 2008
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Francesco Lauretta – Sonatine, olio su tela, 179 x 219, 2005
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Francesca Pizzo - Il Sapere, matite colorate su carta, 100 x 70, 2008
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Pietro Ruffo -  Camille,  grafite, pigmenti di polvere, inchiostro e gesso su tela, 225 x 175,
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Sibylle Trafoier -  Nocturne II,  olio su tela, 80 x 100, 2006
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