Palazzo Clerici Anteprima
Per la mostra "Bortoloni Piazzetta Tiepolo: il '700 Veneto"

Presentata a Milano presso la prestigiosa sede di Palazzo Clerici la mostra “Bortoloni Piazzetta Tiepolo: il '700 Veneto”, che si terra alla Pinacoteca di Palazzo Roverella a Rovigo dal 30 gennaio 2010 - 13 giugno 2010.
Hanno introdotto la conferenza stampa Antonio Finotti, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo Fausto Merchiori, sindaco del Comune di Rovigo, Luigi Costato, presidente dell’Accademia dei Concordi, che in modo chiaro e succinto hanno focalizzato l’attenzione sull’attività artistico della provincia veneta ed espresso soddisfazione per i risultati ottenuti investendo in cultura. Fondamentali, gli interventi di Fabrizio Magani, soprintendente per i Beni Storici, Artistici e Etnoantropologici per le province di Verona, Rovigo e Vicenza e di Alessia Vedova curatrice della mostra, travolgente la conclusione di Vittorio Sgarbi.
La silenziosa Rovigo elogia la storia dell’Arte con grandi mostre che testimoniano la sensibilità culturale di una città che, come ha evidenziato Sgarbi, ha praticamente mantenuto all’interno dei propri confini l’intero patrimonio artistico, nessuna dislocazione, nessun tesoro residente altrove, tranne un‘opera del Tiepolo che questo evento riporterà in loco anche se solo per il periodo espositivo.
Un primato da non sottovalutare per una cittadina considerata, a torto, periferia rispetto ai centri simbolo di erogazione culturale ad ampio raggio. Ma Rovigo e il Polesine dalle loro morbide curve si lasciano scoprire guidandoci tra le anse di un passato che si “legge” sui muri affrescati delle chiese e delle ville palladiane. La mostra offre al visitatore una nuova possibilità per svelare i tesori nascosti di un paesaggio vivo e folgorante tra i risvegli quotidiani.
Rovigo, quindi, ancora una volta, sulla scia delle grandi mostre, dopo “Cavalieri”, dopo “La Belle Epoque”, dopo “Art Decò”, corona la bellezza, la profondità, il trionfo del ‘700 veneto, ponendo lo sguardo su un protagonista “nascosto” del periodo più barocco della storia: Mattia Bortoloni. Il confronto con il maestro Tiepolo si traduce subito in un dialogo atto a togliere l’ombra che molto spesso avvolgeva la sua figura, molti dei lavori del Bortoloni sono stati infatti, erroneamente attribuiti al Tiepolo, ed ancora oggi dinanzi ad alcune sue opere aleggia per alcuni istanti il dubbio, e questo, come afferma Sgarbi, è una dimostrazione della qualità artistica, della maestria, della pennellata intensa e vibrante del Bortoloni che ha un suo percorso autonomo.
Mattia Bortoloni (Canda di Rovigo, 1696 - Bergamo, 1750), è stato molto famoso e richiesto in vita, tanto da vantare a soli 20 anni commissioni importantissime come quella di affrescare gli interni di Villa Cornaro a Piombino Dese, capolavoro del Palladio. Un’impresa in cui seppe anticipare il rococò. Tra i suoi capolavori ricordiamo almeno i cicli affrescati per il Duomo di Monza, per il Santuario della Consolata e per Palazzo Barolo a Torino, per Palazzo Clerici a Milano, non a caso luogo scelto per la presentazione e dove gli affreschi raffiguranti Eolo ed i venti, l’ascesa all’Olimpo sono una gioia per gli occhi.
Non possiamo, inoltre, non nominare un’opera da “guinnes” un affresco di 5500 metri realizzato per l’enorme cupola ellittica del Santuario di Vicoforte, in Piemonte, in onore della Beata Vergine e per festeggiare la gloria di Casa Savoia. Opera considerata, non a torto, il capolavoro del barocco piemontese.
La mostra ruota intorno alla figura di Bortoloni, quindi non è stata concepita come una “passeggiata” nel ‘700 veneto, secolo ricco di soluzioni ed innovazioni, ma da esso sono stati estratti solo i maestri affini al Bortoloni stesso, come Tiepolo, Piazzetta, Ricci, e Balestra maestro del Bortoloni. La grande decorazione, il trionfo, la necessità di dare continuità tra spazio reale e spazio dipinto, elementi affini al percorso espositivo che ci viene illustrato, lontani dal Canaletto, dal Bellotto, dal Guardi.
Oltre all’attività di frescante Bortoloni fu autore di teleri ed in mostra sarà possibile ammirare fra gli altri lavori, un’inedita “Natività” e due straordinarie tele, provenienti dal monastero benedettino di San Paolo d’Argon, recuperate dopo un lungo intervento di restauro, attribuzioni inedite, tele mai svelate al pubblico e altre difficilmente visibili Tra i capolavori esposti, poi vi sono opere giovanili del Tiepolo come la “Gloria di San Domenico” e le “Tentazioni di Sant'Antonio” concessi dalle Gallerie dell'Accademia di Venezia. Numerosi altre visioni estetiche ci attendono in una mostra capolavoro che apre il 2010.
di Antonella Iozzo © Produzione riservata
Immagine:
Mattia Bortoloni: Giunone chiede ad Eolo, particolare.