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Maxxi museo per Roma

13/11/2009
Redazione

 

 
 
 
 
 
 
Maxxi, Il Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo
 
 
 
 
 
 
Museo Maxxi, su BluarteROMA - Dopo dieci anni di lavori e di attese il Maxxi, il Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo, apre finalmente le sue porte. Il faraonico progetto di uno dei musei di arte contemporanea più grandi al mondo, ideato dell’architetto Zaha Hadid, costato 150 milioni di euro, ha convinto sei governi diversi che si sono succeduti negli anni, sfidando la burocrazia italiana, fino ad arrivare a compimento. Eppure Hadid, impegnata in altri progetti a Napoli e Cagliari dove realizzerà il Museo dell’arte nuragica e contemporanea afferma di non aver trovato ostacoli, né problemi con la burocrazia italiana: «ogni volta che c’è un cambio di governo si ha un attimo di perplessità ma poi tutto si risolve».

Forse perché il progetto è stato voluto con convinzione dalle istituzioni italiane, in primis dal ministero per i Beni culturali: «Il Maxxi nasce con l’idea di manifestare un impegno concreto verso l’arte del futuro - spiega Pio Baldi, presidente della Fondazione Maxxi - Questa è un’opera del Mibac, la parte del ministero proiettata in avanti».

Un progetto nato nel 1998, quando il ministero della Difesa cedette quelle aree, con l’inizio dei lavori nel 2002. «Un’opera che non ha colore politico - afferma il ministro Altero Matteoli, ministro delle Infrastrutture - che per la sua grandezza dà l’impressione dell’immensità. Qui dentro non ci sono confini. È un’opera molto bella e sono contento che il mio ministero ha potuto partecipare attivamente alla sua realizzazione. Anzi mi auguro che sia solo il primo di una serie di interventi di questo tipo a cui potremo partecipare».

Un intervento importante quello del ministero delle Infrastrutture che con un contribuito di 10 milioni di euro ha permesso la realizzazione dell’ultima trance del Maxxi. Anche se, in effetti, mancano ancora quattro lotti per la totale conclusione del progetto. Il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi conta di attivare i lavori durante il suo mandato politico. Per ora si pensa ad avviare l’attività artistica del Maxxi: «Sono state reperite risorse per la iniziale progettazione delle mostre del museo - assicura Bondi - Un segno importante per la città di Roma che testimonia lo spirito del nostro tempo e della nostra umanità».

Un finanziamento pari a 4 milioni di euro che serviranno per l’avvio dell’attività museale. Nei prossimi mesi i grandi spazi dell’immenso e luminoso museo, il primo museo italiano dedicato al contemporaneo, ospiteranno una collezione permanente di arti visive, mostre e non solo. Saranno organizzate anche manifestazioni ed eventi perché questo è un museo dinamico, pensato ed ideato per essere un campus dedicato all’arte.

«Un edificio organizzato a più livelli dove le esposizioni potranno essere realizzate con grande libertà», sottolinea l’architetto Zaha Hadid che per il futuro avverte: «Vi terrò d’occhio». Spiega: «Mi riferisco alla seconda fase dei lavori. Nel senso che vorrei vedere come verranno utilizzati questi spazi. Non voglio interferire su tutto - rassicura - però mi piacerebbe essere tenuta in considerazione».

Insomma, come spiega il presidente Pio Baldi: «Non sarà un museo come gli altri, né sarà un luogo dove esporre le opere d’arte. Sarà invece un laboratorio di ricerca per il confronto tra diversi linguaggi contemporanei: design, moda, cinema, pubblicità dialogheranno con l’arte e l’architettura. Una vera e propria fabbrica della creatività che si baserà su tre parole: innovazione, multiculturalità, interdisciplinarità».

Per un miglior sviluppo di questo museo, qualche mese fa è nata la Fondazione Maxxi alla quale, oltre il Mibac, si auspica aderiranno soggetti pubblici e privati. Il ministro Bondi dice di aver già parlato con il sindaco di Roma, Gianni Alemanno per l’eventuale adesione del comune per altro già impegnato in un altro progetto museale: «Con il Maxxi Roma recupera il tempo della contemporaneità - secondo l’assessore capitolino alla Cultura, Umberto Croppi - Un progetto al quale si affianca quello del Macro, realizzato dal comune di Roma. Anche lui progettato da una donna architetto. Con questi due musei Roma - rileva l’assessore - si dota di una piattaforma per l’arte moderna molto importante sul piano internazionale. Così finalmente il nostro Paese occuperà il ruolo che gli spetta sul piano della produzione dell’arte».
 
 
 Fonte lastampa.it
 

 

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