Non si sa come
Sebastiano Lo Monaco interpreta sulla scena Romeo Daddi
Genova – Teatro Alla Corte - Ultima opera teatrale completata da Luigi Pirandello (la successiva, I giganti della montagna, rimase interrotta dalla sua morte), Non si sa come (1934) utilizza spunti tratti da tre novelle (Nel gorgo, Cinci e La realtà del sogno) per raccontare la storia di un "delitto innocente", che propone ancora una volta, come sempre accade nelle opere del drammaturgo siciliano, una riflessione sulla complessità della natura umana. Il conte Romeo Daddi, uomo impeccabile, serio, rispettabile, innamoratissimo della moglie Bice, la tradisce inspiegabilmente con Ginevra Vanzi, consorte del suo migliore amico. Tutto questo accade non per amore o per un qualsivoglia motivo razionale o comprensibile, ma, appunto, "non si sa come": nel caldo soffocante di una giornata assolata. Ed ecco, che, durante il doloroso chiarimento tra i protagonisti del dramma, riaffiora in superficie un altro episodio legato al passato del conte, frutto anch'esso di quel particolare "straniamento" che è sospensione della volontà, di quell'allontanamento da sé rischioso e inarginabile che porta a un'improvvisa inconsapevolezza e mostra come Romeo, e con lui tutti gli uomini, non siano sempre totalmente padroni dei propri atti.
Ambientando la vicenda in un periodo storico euforico, in cui la gente scopre il piacere del divertimento (gli anni Trenta come oggi?), Sebastiano Lo Monaco interpreta sulla scena Romeo Daddi come un conte decaduto che per campare fa il cantante sulle navi da crociera; ed è in questo mondo dello spettacolo, fatto di lustrini, paillettes e viaggi esotici su transatlantici, che costui perde l'orientamento e si abbandona, tra un motivetto e un numero di varietà, a una debolezza che pare incontrollabile, a una tentazione più forte del suo arbitrio, che cancella ogni traccia di razionalità e fa riaffiorare i fantasmi del passato. Da ragazzo, infatti, Romeo aveva ucciso un suo coetaneo per una lite causata da futili motivi: un delitto inspiegabile, freddo, distaccato, che il protagonista aveva rimosso e che ora ricollega all'episodio di smarrimento in cui tradisce la moglie e che, ripensato alla luce di un'attualità pervasa da individualità insicure e frammentate, non è così lontano dalla condizione esistenziale dell'uomo contemporaneo.
«Si snoda così – si legge nelle note di regia - una riflessione di ampio respiro che, partendo dall'opera di un genio del teatro del Novecento, Luigi Pirandello (1867-1936), costruisce uno spettacolo che è allo stesso tempo un intrattenimento divertente e un percorso profondo all'interno dei meandri mai totalmente esplorabili e conoscibili della personalità. Uno spettacolo che ci trasporta in un’epoca che vede la nascita anche in Italia della società del consumo, la quale trascina nel suo vortice di bisogni indotti non solo le classi più ostentatamente agiate o benestanti, ma anche le fasce di popolazione dal tenore di vita più morigerato».
Da Luigi Pirandello
Regia Sebastiano Lo Monaco
Scene Giacomo Tringali
Costumi Cristina Darold
Movimenti coreografici Fabrizio Angelini
Luci Luigi Ascione
Personaggi Interpreti
Sebastiano Lo Monaco
Pier Luigi Misasi
Barbara Begala
Giuseppe Cantore
Maria Rosaria Carli
pianoforte Giovanni Zappalorto, Stefano Lenci
violino Alessandro Maietta
contrabbasso Lucio Villani
batteria Maurizio Audino
Genova - Teatro della Corte - Dal 9 Febbraio 2010 / 14 Febbraio 2010