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Ometti di pietra

22/02/2010
di Angelo Siciliano

 

 
 
 
 
Le leggende delle  Dolomiti
Ometti di Pietra
 
 
 
 
 
Gli “Steinernen Mandln” sulla Hohe Raisch, montagna sopra Sarentino, da cui si gode una veduta a 360 gradi su Val Sarentino, Dolomiti, Lagorai, Brenta, Adamello, gruppo di Tessa e Merano 2000, sono oggetto di favole e leggende. Sono la moltitudine di Ometti, piramidi costruite con frammenti sovrapposti di lastre di roccia locale che si sfalda, che stranamente rimangono in piedi nonostante l’imperversare degli agenti atmosferici. Anche se non tutti ne sono certi, si racconta che indichino ai pastori con le greggi e agli escursionisti la direzione da seguire, soprattutto in caso di nevicate abbondanti. Ma si ritiene pure che essi siano i resti di un luogo di culto precristiano, per lo straordinario senso di mistero e spiritualità che esso promana.
 
Sono citati negli atti del processo alla strega Pachlerzottl, detta la scarmigliata, celebrato nel 1540. Era l’epoca della caccia e dei processi alle streghe in tutta l’Europa. A lei erano mosse diverse accuse: di far piovere dal cielo massi e grandine; di essere depositaria delle magie del latte; di provocare la morte di animali e bambini. Insomma, una strega crudele secondo i racconti, che confessò di possedere un unguento magico, che le consentiva di volare, e che conservava in uno scrigno assieme alla cenere di un topo bruciato vivo, indispensabile per le fatture d’amore. Ammise pure che custodiva l’ossicino d’un feto nato morto, una ciocca di capelli ed essenze magiche, tutto materiale con cui era in grado di provocare l’azzoppamento di umani e animali. Sul colle degli Ometti si incontrava col diavolo, dove convenivano pure altre streghe: insomma, un raduno per un vero e proprio sabba. Condannata, fu bruciata viva il 28 agosto 1540.
 
Questa leggenda, a parte il posto tanto suggestivo, non si discosta molto da leggende consimili riferite a luoghi di altre latitudini, Meridione compreso. Però al Sud le streghe erano sì temute dalla gente, ma non erano mandate al rogo.
 
Per rimanere agli Ometti, qualche associazione altoatesina invita gli escursionisti a costruire il proprio ometto, coi numerosi detriti rocciosi che abbondano sul posto. In questo modo, la leggenda delle streghe sopra Sarentino resisterebbe ancora per molto tempo.
 
Va detto che anche in altre parti delle Alpi si incontrano spesso sporadici Ometti.
Nell’elaborare una delle due illustrazioni per questa leggenda, mi sono servito di donne e streghe in costume di Montecalvo Irpino, il mio paese natale, ricco di credenze magiche e leggende arcaiche su janare (streghe), sabba, folletti e lupi mannari.
 
 
                                                       
di Angelo Siciliano
Il sito dell'autore:  www.angelosiciliano.com
 
 

 

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