Paolo Curto
Paolo Curto, obiettivo trasparenza. Sotto lo scatto del fotografo la pittura rivela le sue nuances.
Fotografia e pittura, il reale davanti la macchina fotografica, l’immaginario dietro il pennello. Da dove inizia il suo viaggio artistico?
Inizia con la pittura (entrambi i miei genitori dipingevano per diletto), fin dall’adolescenza, infatti facevo vincere concorsi alla mia scuola. Continua poi con la fotografia, arricchita dalla sensibilità cromatica acquisita con la pittura. Finchè, per superare i limiti della macchina fotografica, decido di tornare alla pittura con il bagaglio di sintesi derivatomi dalla fotografia.
Esplorazione e ricerca, ispirazione e poesia, foto d’autore e dipinti d’artista. Dai reportage fotografici alle mostre di pittura. Un’affascinante percorso all’insegna della sensibilità artistica?
Diciamo che ho sempre cercato il lato estetico delle cose, anche se durante il lavoro di fotografo ho sempre dovuto privilegiare il lato tecnico. La sensibilità artistica mi è sempre servita dopo, a viaggio terminato, per fermare le mie visioni e gli attimi fuggenti che desideravo durassero nel tempo.
Il mondo marino per Lei non ha segreti, le sue immersioni tra i fondali, a seguito di troupe cinematografiche per la realizzazione di documentari su squali, piovre, balene ecc., hanno regalato il fascino dell’avventura. Ci racconta la danza delle sue emozioni nel battito marino?
Ho vissuto molti anni di autentica avventura e mi sono cacciato in molte imprese per il gusto della sfida. E molte paure ed emozioni le ho provate solo perché me le ero andate a cercare, complici l’età e l’incoscienza. Trovarsi al cospetto di capodogli o squali bianchi è una cosa che non si dimentica.
Come appare il mondo da sotto la superficie del mare?
Il mondo da sott’acqua, immersi in un ambiente ovattato, ci appare lontano e noi sub ci sentiamo privilegiati per quell’esperienza non concessa a tutti.
Acqua, vita, liquidità, tutto nel respiro della natura. È una presenza acquatica sciolta nella percezione dell’immenso?
Come si può capire dalla mia pittura, non posso prescindere da un mio universo liquido, che domina i miei pensieri.
Cosa significa per Lei dipingere la trasparenza?
Una sfida pittorica, raramente un artista si cimenta in un compito così difficile, anzi, non mi viene in mente proprio nessuno. E poi, mi ha sempre affascinato “spiare” da fuori i segreti che il mare custodisce.
Quanto è trasparente la verità nella realtà dell’Arte?
Anche se il mio stile è spesso iperrealista, la realtà non mi interessa in quanto tale. E’ per questo che la mia ricerca si indirizza piuttosto a una rappresentazione onirica delle mie sensazioni.
Nelle sue opere bagnate da fluttuanti leggerezze, l’effetto Mediterraneo: luce, segni, forme come cromatiche assonanze nell’armonia di un luogo sospeso nel blu del mare, del cielo, dell’acqua. È una condizione acquatica tra l’estetica della pittura?
Per me è così
Attualmente risiede in Sardegna, un ‘isola meravigliosa. L’isola che ha dentro, ha coste frastagliate dove il mare si scaglia con impeto o spiagge assolate lambite da morbide onde?
Il mare in tempesta mi affascina, ma preferisco le spiagge assolate lambite da morbide onde.
Il suo prossimo viaggio dove approderà?
E chi lo sa?!
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