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Lettere a Biagio Marin

22/08/2008
di Antonella Iozzo

 

Lettere a Biagio Marin

Omaggio Pittorico a Biagio Marin

Mostra Inaugurata il 14 Luglio a Grado presso l'Hotel Antica Villa Bernt

 

  
Artisti: Nadia Blarasin, Bluer, Giancarlo Caneva, Giuliano Caneva, Pietro De Campo, Gianmario De Bettin, Claudio Mario Feruglio, Gianni Maran, Paola Martinella, Gianni Pizzinato (Aleph), Claudia Raza, Silvano Serdino (Cildi), Silvano Spessot, Lucia Tomasi.
 
Cildi - Lettera a Biagio MarinGRADO - BluarteVirtual presenta “Lettere a Biagio Marin” rielaborazioni sensoriali in chiave pittorica di 14 testi del grande poeta gradese. La mostra organizzata dall’ ”Associazione Graisani de Palu” di Grado si è inaugurata il 14 luglio, successivamente le opere, sono state donate al comune della città come testimonianza artistico, storica e culturale, un patrimonio da divulgare nel rispetto dell' idioma Arte e comunicazione.
Quattordici artisti, quattordici espressioni o impressioni su carta  aprono il dialogo fra le arti e la parola dipinta diviene un gesto sfumato dal vento nell’abbraccio dei colori. Nella dolcezza sopita della laguna i ricordi ricamano pensieri custoditi da Biagio Marin,  come l’intenso rapporto con Pier Paolo Pasolini, in lapislazzuli adagiati su pagine bianche il loro riflesso è l’attimo della memoria nel corpo della pittura, una trasposizione spirituale per sensazioni che vivono l’immenso.
Nel corpo della scrittura di Biagio Marin l’emozione si apre alla natura come il colore si offre alla pittura Un parallelo artistico nel movimento del pensiero che sfuma i confini tra testo e immagine e fra le polifonie verbali di un dialetto musicale e musicato, e la cadenza del sentimento.
L’interconnessione fra le arti mostra il suo volto nella reinvenzione visiva di un viaggio al di fuori del tempo e dentro i racconti fotografati dal cuore di Marin e modulati dalla sua percezione grafica del divenire, in scrittura – reperto della civiltà.
Il segno e il gesto di questi quattordici artisti ne elevano l’essenza in evasioni – visioni del sensibile. Una scomposizione dell’attimo intuito nella sovrapposizione dei colori e delle trasparenze veicolanti le intime vibrazioni che s’insinuano spontaneamente sulle tele di Bluer e rivelano la sua ampia creatività , l’altrove è il presente.
Contrasti ritmici e tensioni cromatiche, la gestualità di Blarasin viene raccolta con passionalità dalla natura per un informe dialogo sulla trasposizione della realtà. Parole su carta come segni di un ricordo che sensualmente si respira nell’elaborazione pittorica di Martinella, per poi tramutarsi, con Maran, in cielo, terra, mare, acqua nella quale la bellezza genera vita, colore e calore nel segno dell’esistente. La liquida vitalità timbrica nella rappresentazione del sogno di Giancarlo Caneva, è un pianeta sconosciuto alla poetica malinconia che riconduce alla caducità dell’uomo, raccontata nei toni caldi di Feruglio.
L’essenzialità del tratto è una costante nell’opera di Giuliano Caneva, razionalità e rigore, quasi un preludio all’ordine armonico dell’universo ….violato. La felice combinazione di elementi architettonici, in Tomasi, si staglia come un teorema carico di significati sfumati nel colore che creano l’alienazione del paesaggio; forse lo stesso ritratto da De Bettin nella trama musicale del lirismo poetico, mentre chiaro scuri, luci e ombre giocano sulla prospettiva.
In Raza la plasticità dei volumi nella torsione di un corpo straziato, parla dell’anima che ritorna nella storia e scrive la propria verità in una notte profondamente blu, non solo sfondo. Passato contemporaneo in Spessot, tratti segmentati, pochi colori rosso e nero in un territorio neutrale in cui evocare l’emozione diviene esperienza denudata dalla creatività. Nel giardino dei ricordi fiori e aneliti di vita, speranze e pulsioni ferine convivono in una simbiosi sussurrata nella composizione di Pizzinato (Aleph), la delicatezza del tocco e la luce soffusa avanzano in una tenue evaporazione di silenzi.
L’espressività del gesto, il linguaggio informale, l’energia di De Campo si sciolgono nei colori intensi, le forme invece, rimandano ad un accenno di figurazione, l’immagine è il corrispettivo poetico della realtà scritta, rimpianto, attesa o altre atmosfere si sviluppano in linee, in sostanza di colore e creano uno spazio “altro”, lo spazio della memoria. Con Serdino (Cildi), l’oggetto comune intrattiene una relazione molto stretta con l’azione pittorica, divenendo realtà concreta, presenza diretta nell’opera d’arte, quasi un collage fra l’oggetto e la pittura per riaffermare più che il binomio Arte – Vita la sua vera essenza. il soggetto dell’opera coincide con la vita stessa, una vita vista da vicino fra la materica sostanza dell’Arte.
In questa mostra la parola dimora su carta e l’immagine ne amplifica l’espressività in una sublime interconnessione dei sensi.

 

di Antonella Iozzo, è vietata la riproduzione , senza citare la fonte.

PHOTOGALLERY
MARTINELLA
Lettera a Biagio Marin, acrilico su carta finlandese, 72x80 – 2008
PIZZINATO - ALEPH
Lettera a Biagio Marin, olio su carta, 80x72 – 2008
RAZA
Lettera a Biagio Marin, 80x72 – 2008
SERDINO - CILDI
Lettera a Biagio Marin, tecnica mista su carta, 72x80 – 2008
SPESSOT
Lettera a Biagio Marin, olio su carta, 80x72 – 2008
TOMASI
… la tera svola sempre sita e muta …, tecnica mista, 72x80 – 2008
Letture: 1514   Stampa  Versione stampabile  Segnala ad un amico  Segnala ad un amico
PHOTO GALLERY
BLARASIN
Lettera a Biagio Marin – 2008
BLUER
Lettera a Biagio Marin, olio su carta, 80x72 – 2008
CANEVA GIANCARLO
Lettera a Biagio Marin, acrilico su carta, 80x72 – 2008
CANEVA GIULIANO
Lettera a Biagio Marin, tecnica mista su carta, 80x72 – 2008
DE BETTIN
Lettera a Biagio Marin, acrilico su carta, 72x80– 2008
DE CAMPO
Lettera a Biagio Marin, olio su carta, 72x80 – 2008
FERUGLIO
Lettera a Biagio Marin, acrilico su carta, 72x80 – 2008
MARAN
Lettera a Biagio Marin, acrilico su carta, 72x80 – 2008
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