ATTIMI SCOLPITI
Esposizione Internazionale Di Scultura
dal 12 al 21 Dicembre 2008 presso la Galleria Il Borgo di Milano
Artisti: Francesco Battaglini, Monia Biscioni, Michele Boffelli, Alessandro Di Prisco, Salvatore Fiume, Anna Galli, Arian Kalari, Carmelo Lizzio, Andrea Masini, Maxo, Morogallo, Andrea Pella, Massimo Pirani, Giacomo Paolo Rossi, Michele Sassi, Kim Sung Heun
Milano - Risalire le forme dell’ispirazione tra le pieghe della materia è come sentire l’energia interiore mutarsi in gesto carico di tensione emotiva, di espressività, di istanti trattenuti nel soffio della creazione ed ora divenuti “Attimi Scolpiti”, in mostra dal 12 al 21 dicembre 2008 presso la Galleria il Borgo di Milano.
Legno, bronzo, marmo, pietra, terracotta, rame, materiali duttili, rigidi, caldi, vigorosi, possenti, materiali forgiati, plasmati, modellati in sculture sonore, architetture leggere che lievitano nel diaframma dell’universo.
Dalla torsione del movimento di Fiume si apre un abbraccio verso la spazialità dilatata dell’infinito, un pensiero che corrode il corpo per esaltare lo spirito, è quanto traspare dal dialogo con la materia di Kalari. Geometrie impalpabili, pieni e vuoti, segmenti e traiettorie, un’armonica organizzazione spaziale riflessa nella sintesi comunicativa di Sassi e Maxo.
La scultura anima lo spazio e ridisegnarne il concetto, con parole fluide prestate alle forme, è una sensuale variazione, sul tema della leggerezza, come ci suggeriscono le opere di Masini, consistenze eteree in alterazioni orizzontali e verticali, incorporee vibrazioni solidificatosi in trecce arcaiche, simboli materici scolpiti da Rossi, quasi guerrieri venuti dal mare con il loro carico di storia e cultura.
La mostra è un sunto scultoreo di tradizione e di innovazione, qui Lizzio apre una partitura sinfonica intervallata da luci bianche che ne esaltano il valore estetico. Opere di notevoli dimensioni collocate in luoghi pubblici con i quali crea un feeling quasi spirituale, una simbiosi spazio - temporale con l’ambiente che contribuisce anche ad avvicinare il pubblico all’opera.
Nella mano dello scultore la materia pulsa d’immenso e rinasce Musa ispiratrice sull’orizzonte dell’Arte, un’infinita distesa, una superficie che si lascia attraversare da profondi tagli per scoprire con Pirani il carattere di una nuova bellezza, filo conduttore tra l’antico e il moderno. Pella, invece, sembra voler infondere vita alla materia inerte, solo all’apparenza, con un’articolazione dei volumi atta ad interagire con i luoghi dell’anima trovando, così, nella fascinazione del corpo, il sunto tra l’estetica figurativa e la poetica della natura.
Forma e tempo nel pensiero di Biscioni celebrano una consunzione materica che partorisce l’immagine tridimensionale dell’emozione, una sintetica e concettuale percezione visiva basata sul movimento di flussi impercettibili, sono le nostre scansioni ritmiche. Con Di Prisco si cambia prospettiva, si celebra la luce: abbagliante tessitura di filamenti, di fibre prese a prestito dal giardino dell’esistenza per sculture – entità che trattengono l’intimità e si lasciano inseguire dentro le aure del mistero. Memoria personale, percorsi storici, labirinti psichici, come per dire frammenti materici, diaframmi esistenziali, visioni trafitte. Una struttura complessa snodata tra l’impronta decisa e forte del gesto, l’espressività della materia e la dinamicità delle linee, sono le opere di Morogallo e Battaglini, elaborazioni proporzionate e proporzionali come risposte possibili alla caduta di senso. Ma il senso si ritrova in Sung Heun, la sua entità lignea è una pagina poetica abbandonata alla serenità spirituale, una corporeità strutturata che cela la “trasparenza della visione”.
L’espressività primordiale della linea curva, la forma dell’ovale, dell’ellissi di Galli, evoca il cosmo. Un bozzolo si apre alla vita, un volo di farfalla e l’infinito entra in relazione con la realtà che ci circonda. La sua eterna essenza è racchiusa nella sostanza primigenia, fusa da Boffelli in un gioco di pieni e vuoti, una grande massa nella quale si evidenzia il forte rapporto con la materia, un qualcosa di vivo da rispettare e al contempo da dominare, le mani, come organi della natura, ne plasmano l’eruzione calmandone il flusso vorticoso, sono mani che non rispondono all’azione dell’uomo, presenza e parte integrante dell’universo, ma alla coscienza della natura disciolta nella forma scultorea.
In mostra sculture come attimi permanenti, gesti che lasciano trasparire l’anima della materia.
di Antonella Iozzo, è vietata la riproduzione senza citare la fonte
Notizie utili:
“Attimi Scolpiti” Esposizione internazionale di scultura con opere realizzate da grandi autori del XX e XXI secolo tra cui Salvatore Fiume
dal 12 al 21 dicembre 2008 - Galleria Il Borgo, Corso San Gottardo 14 Milano Tel. 340.5515604
Vernissage: venerdì 12 dicembre2008 ore 18.30
Orari:Martedì-Venerdì h. 16-20; Sabato su appuntamento; Chiuso lunedì e domenica.
Biglietto: Free admittance