
Paper World n. 1045
Stampa Lambda da foto digitale
Cm 60x80 anno 2008
di copertina del volume METANOIA
Introduzione
Intere giornate trascorse in una walking meditation senza bussola né cartina, ma con i sensi aperti e l’animo sintonizzato sulla voce della città. Chilometri spesso percorsi senza cogliere altro che un fastidioso brusio di fondo o un assordante silenzio devitalizzato. Poi, finalmente, una voce, poco più che un bisbiglio, arriva al mio orecchio interiore che, in un gioco di subalternità sensoriale, capta i messaggi attraverso la vista: un frammento di carta, nostalgica presenza di cellulosa là dove un tempo erano piante e forse una foresta, si rivolge a me da un muro scrostato, decadente tavolozza di tinte pastello.
Un brandello di materia leggera, dilavato dalle intemperie, scolorito dall’energia del sole e forse abusato, violentato, da una mano rabbiosa, sul quale i segni dell’uomo, dell’essere umano, cercavano gloriosa anche se temporanea manifestazione ed ora, in una sorta di selezione darwiniana, sono ridotti ad una minima porzione. Minima ma capace ancora di lanciare il proprio messaggio affidandolo alla casualità del fluire della vita della città che potrà portare un passante non distratto a coglierlo e riconoscerlo.
Già, perché il gioco è in realtà proprio questo: il riconoscere la propria interiorità nella sua proiezione esterna quando essa viene fatta vibrare dai segni/segnali che incrociamo con il nostro sguardo. Scatta allora una intima risonanza che ne alimenta ed amplifica il significato, la vibrazione diventa emozione e riempie il carniere di chi ha fatto di questa ricerca il proprio scopo.
di Eugenio Vignali
Prefazione
Fin dalla nascita delle grandi metropoli del mondo, il tema della città è appartenuto anche alla evoluzione dell'arte. Vi è un grande fascino nella gente, nelle diverse culture e movimenti, nelle luci, nelle masse, ed al tempo stesso nell'anonimato, di un tale concentrato di vita sempre sveglio e attivo ventiquattrore su ventiquattro, sette giorni su sette.
Avendo presente nella mente i milioni di influenzamenti, visioni e suoni che una persona può catturare in un solo secondo all'interno di una città, può accadere facilmente di esserne talmente sovrastati da non riuscire a focalizzarsi su alcuno di essi. Di fronte al tema della "città" gli artisti hanno sempre incontrato una enorme difficoltà nel riportare interamente la sua varietà, tutti i suoi colori, suoni, azioni e il suo movimento in un singolo dipinto, immagine fotografica o testo. Molti di loro hanno fallito in tale obiettivo, non essendo stati capaci di trasferire le intense sensazioni date loro dall'ambiente urbano e da tutti i suoi colori in un unico ogetto artistico. D'altro canto capita anche che l'osservatore si ponga di fronte ad una immagine, o legga un testo, e non percepisca l'intera città, ma solo una sua versione "in bianco e nero" accompagnata da un suono senza dolby surroud.
Un fotografo-artista che ha brillantemente superato tale sfida con risultati sorprendenti è Eugenio Vignali. La sua fotografia ed arte digitale è di grande intensità. Le sue opere non parlano semplicemente il linguaggio della città: lo cantano e lo gridano. Partendo da un manifesto strappato o da un muro scrostato, che Vignali usa come motivi originali, egli ne ritocca in un secondo momento la tonalità ed il contrasto con strumenti digitali, riconducendo con tale intervento l'intero ambiente della città nell'immagine stessa. Ciò che rende speciale e stupefacente il concetto artistico alla base della produzione artistica del Vignali è che dell'infinità di grandi immagini e motivi che una città offre al fotografo, egli non prende il grande panorama, la veduta d'insieme, ma si concentra piuttosto sulle piccole immagini quotidiane della vita cittadina come, ad esempio, i vecchi manifesti pubblicitari ancora appesi ai muri, normalmente ignorati dal passante frettoloso.
Eugenio Vignali vede e percepisce già in quei piccoli motivi e frammenti l'intera immagine e cerca di riportare tale sensazione al suo pubblico ritoccando, in un passaggio successivo, la fotografia originale e i suoi colori per presentarla in un modo nuovo, aggiungendole un rinnovato significato e tono: il tono della città.
Il risultato artistico non è solamente un'ottima opera di arte urbana ed una visione interessante della città, ma è soprattutto di grande impatto visivo.
L'ulteriore passo, estremamente interessante, di Metanoia è che le immagini di Eugenio Vignali sono state poi visionate e interpretate dallo scrittore emergente Giacomo Croci che le ha usate come ispirazione e motivo per i brevi racconti inseriti nel libro. Questi testi, a loro volta, rimandano ulteriormente le impressioni che il Vignali ha originariamente catturato, ed esprimono a loro modo uno dei temi della città: la varietà. Varietà di opinioni, interpretazioni e pensieri.
Forse Giacomo Croci ha interpretato le immagini di Eugenio Vignali in modo diverso dal Vignali stesso o dagli altri che le hanno osservate, e forse egli ha aggiunto nei propri racconti un punto di vista completamente nuovo. Un aspetto di ulteriore interesse è infatti che Giacomo Croci ha sì usato le immagini del Vignali come ispirazione, ma i temi sviluppati nei suoi racconti derivano comunque dalla sua esperienza personale e dalla sua sensibilità verso la città.
Il risultato è dunque un mix di interpretazioni ed ispirazioni che rimandano ancora una volta la città come fusione di idee e visioni dei suoi abitanti.
Lo stimolante progetto di Metanoia è dunque quello di mettere insieme diversi modi di vedere e comprendere la città, offrendo ai suoi lettori più di una possibilità di interpretarla. Alla fine c'è un solo elemento di fondo che il lettore dei testi piacevoli e ben scritti di Giacomo Croci e l'osservatore delle splendide immagini di Eugenio Vignali porterà con se: la sensazione della città.
di Tobias Verlende, critico d'arte. Londra, aprile 2009
Fano (PU) Saletta Nolfi - Sabato 9 maggio alle ore 19.00, la vernice della personale.
Presentazione del volume Metanoia, della collana “Scritti e Figure”, edito da Greta Edizioni.
Presenti gli autori: Eugenio Vignali e lo scrittore Giacomo Croci.
Presenteranno: Prof. Marcello Mamini e l’Editore della Casa editrice, Christina Magnanelli.