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La Gioconda

10/01/2006
Antonella Iozzo

  

Tutto si è detto, tutto si è scritto, tutto si è raccontato della donna più famosa e più fotografata del mondo, la Gioconda. 
Ma lei cosa ne pensa?

Abbiamo provato a chiederglielo, anche se non è cosa comune dialogare con un dipinto, ma visto il carisma del soggetto e la sua straordinaria capacità comunicativa l'impossibile ha preso forma.

 

Nel 1505, esattamente 500 anni fa, il grande maestro Leonardo da Vinci, ha concepito il suo capolavoro, possiamo dire che è nata una stella ?

Una stella sulla quale ancora non si sono spenti i riflettori; questo di certo gratifica ma “ dall'alto della mia tela£ è molto più divertente osservare la curiosità e il tarlo del dubbio che assale voi comuni mortali, ansiosi di svelare il mistero su ciò che sono o ero o che posso rappresentare.

 

500 anni e non li dimostra affatto, il suo segreto ?

Il mio segreto è quello del mio padre artistico e spirituale. Posso solo dire che il caro Leonardo si è limitato a usare vernici colorate per scurare il quadro e preservare la bellezza dietro una delicata velatura. Solo la bellezza dell'anima abbaglia senza squarciare il velo del tempo, perchè eterna è la luce della vita.

 

Una vita dietro un nome, Monna Lisa o Gioconda ?

Vasari, il massimo storico dell'arte dei miei tempi, attribui la mia figura a Monna Lisa di Giocondo, personaggio realmente esistito. Basta questo perchè la fantasia degli uomini ci ricamasse sopra preferendo a volte Monna Lisa. Dal suono più sensuale e più indicato per una storia d'amore, magari con lo stesso Leonardo, a volte Gioconda pensando perfino ad un suo “ autoritratto al femminile”, molto attuale per i tempi moderni.

 

Come vive o meglio come percepisce questo nostro tempo ?

La mia modesta dimora è il Museo del Louvre di Parigi, un luogo privilegiato per osservare, riflettere e farsi delle idee sull'uomo del XXI sec. Ho l'impressione che siete perennemente in cerca di qualcosa, vi affannate in corse frenetiche puntando tutto sull'apparire, dimenticando quanto sono effimere la verità, il potere, il denaro, quanto allontanano dalla bellezza dell'esistere dentro voi stessi. Credo che io sia un valido esempio, questo dovrebbe farvi riflettere, ma penso che non sappiate leggere il mio dipinto guardate e non vedete la realtà dentro lo specchio.

 

Propone di guardare allo specchio ?

Vedrete cose che vi potrebbero sorprendere. Lo specchio vi pone con freddezza e distacco dinanzi alla realtà, e il tanto decantato sorriso della Gioconda può darsi che si sgretoli e appaia un viso solo dal fascino enigmatico.

 

Tutti i Re di Francia da Francesco I, al quale Leonardo la cedette, a Napoleone, hanno posseduto la Gioconda e tutti la custodiscono gelosamente. Era il loro specchio ?

Grandi re, forti personaggi, fragili uomini. Nel loro intimo racchiudono tutto ciò che la storia non può raccontare ma all'arte nulla si può nascondere. Ero lo specchio del desiderio, della bellezza più alto, fonte di cultura e di ricchezza spirituale. Alla loro sensibilità dobbiamo i grandi capolavori che solo un mecenate poteva contribuire a realizzare. Possiamo così affermare che la poesia dell'animo umano ha incontrato la creatività dell'artista.

 

Ma a Lei, Leonardo dove l'ha incontrata ? E questo paesaggio sullo sfondo è davvero la Val di Chiana ?

Tutti hanno un sogno, pochi riescono a realizzarlo. Bisogna credere e avere la forza di amare la vita con tutte le sue sfumature. Bisogna fermare l'istante e dar forma ai sentimenti e concretezza ai pensieri solo così le visioni si fissano sulla tela e vivono di luce propria in un tempo che non conosce fine. Ognuno, nella propria vita, può incontrare la sua Gioconda e fissarla sulla tela personale, il cuore e la mente, faranno il resto.

Il paesaggio sullo sfondo? E' il paesaggio dell'anima e lo sfondo dei nostri occhi, quello che noi vogliamo vedere, vediamo la Val di Chiana o i paesaggi vicino Como, di cui tanto si parla, non hanno importanza è come la nostra persona li vive che conta.

Leonardo fissò se stesso vivendo il suo tempo, spetta a voi adesso, vivere il vostro.

 

03.10.2005    di Antonella Iozzo, è vietata la riproduzione , senza citare la fonte.

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