Ginevra. Lusso e battito vitale, Lake icon and international essence

image_pdfimage_print

Ginevra nei secoli la cultura ha tracciato le dinamiche di un evoluzione divenuta arte del vivere nel rispetto dell’individuo. Un respiro oltre le diversità tra i riflessi di un paesaggio meraviglioso dalle trasparenze del lago al verde dei parchi.

di Antonella Iozzo

Ginevra (CH) – Ginevra fascinazione internazionale, eclettismo cosmopolita. Lo charme di una città vitale rivela un cuore antico e una mente moderna, aperta, vocata alla mediazione, alla cultura del rispetto, alla pace. Vivere le nuance del mondo e ritrovarsi nella pulsazione di Ginevra, sentirsi artefici del propri futuro e responsabili della sua evoluzione, percepire la storia, il passato come nastri di luce che irradiano l’essenza della comunità, è Ginevra, l’altro volto della diplomazia nella concezione del valore umano.

Ginevra una lady di gran classe le cui forme fascinose lambiscono i contorni del lago. Il lago più grande della Svizzera e dell’Europa dell’Ovest, il Lago Lemano, sfocia nelle acque del Rodano.

Specchio d’acqua blu limpidissimo, le sue trasparenze flettono la luce e lasciano danzare i riflessi del cielo. Un’immensa superficie acquatica sulla quale bianchi cigni e simpatiche anatre inscenano una teatralità fiabesca, un invito ad osservarle, intanto scopriamo la sua cristallina essenza, è, infatti, uno dei laghi più puliti, tanto che sono diverse decine le specie animali che trovano dimora tra le sue acque, tra le più note ci sono il salmerino, il pesce persico, il coregone, il luccio e il gambero americano.

È attraversato dalle Mouettes, taxi acquatici che permettono di spostarsi rapidamente da una parte all’altra, ma la sua fascinazione si coglie con i battelli, che fra l’altro collegano Francia e Svizzera. L’Ufficio del Turismo di Ginevra, è il punto di partenza ideale per organizzare una visita della città, magari con guida turistica e con l’immancabile Geneva Pass che consente l’ingresso gratuito e molti musei, l’utilizzo dei mezzi pubblici, molti sconti e riduzioni, e naturalmente una splendida crociera, che noi non possiamo perdere.

Percepire il sublime della sua natura venirci incontro e raccontarci nella vivacità della sua sinfonia, le meraviglie di Ginevra, vista dal lago, è la prima emozione di una crociera che si dispiega come una danza sul lago

Riflessi di verde con il Parc de La Grange, conosciuto per il suo roseto e poco più avanti il lussureggiante Parc Des Eaux-Vives con il su ristorante. Acquistato nel 1865 dal costruttore del tunnel del San Gottardo, dopo diverse compra-vendite divenne proprietà del comune di Les Eaux-Vives. La nostra crociera è scandita da bellissime ville come Villa Diodati, dove soggiornò Lord Byron o il castello del Belvedere edificato nel XVII secolo per il duca Carlo Emanuele II di Savoia. Poco distante, la Piccola Sirena di Lemano, una scultura in bronzo evocativa e lirica che rimanda l’immaginazione al sogno dipingendo la bellezza del paesaggio.

E ancora ville, castelli, istituzioni come l’Ambasciata cinese nel suo stile essenziale e lineare, il giardino botanico, appena sotto le Nazioni Unite, il Palazzo Wilson costruito nel 1873 e che ospita il quartier generale dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani. E quando stiamo per rientrare il Faro dei Pasquis sembra salutarci nella sua aurea venata di romanticismo.

Dove le acque del lago confluiscono in quelle del Rodano, si eleva il simbolo di Ginevra: il  Jet d’eau, la fontana più alta d’Europa, il cui getto si alza per 140 metri alla velocità di 200 km orari, con una portata di 500 litri d’acqua al secondo. Attrazione, immagine fortemente comunicativa con un background che non ti aspetti: di modeste dimensioni e con una funzione puramente tecnica era semplicemente la valvola di sfogo delle tubature della vicina centrale elettrica, nel passato sita vicino al Bâtiment des forces motrices vicino al Pont de la Coulouvrenière. Efficienza che diventa svettante modernità, battito di una società che si trasforma nelle dinamiche dell’intelligenza. Vitalità che rinasce dalla profondità acquatica e ricade esprit d’artificio nel suo splendore di ogni litro che impiega 16 secondi per ricadere nel lago. Il jet d’eau di Ginevra è il più alto in Europa e fonte d’ispirazione per nuovi livelli di audacia, quello di Gedda in Arabia Saudita supera i 300 metri d’altezza e fu inaugurato da re Fahd nel 1985.

Ginevra, metropoli più piccola del mondo fra antico e moderno
Economia, cultura, ambiente, società, politica, costituiscono il tessuto connettivo di una città meravigliosa che rilancia in qualità della vita la sua dimensione di metropoli più piccola del mondo, è, infatti, stabilmente nei primi 3 posti delle città più vivibili del pianeta. Nel suo DNA ospitalità e neutralità, linee di un cammino verso l’equilibrio e l’armonia in una sintesi sinergica che supera le diversità e vince in saggezza e concreta fattività socio-economica.

Principi che la pongono come La Città della Pace ed è qui che si trovano le più importanti istituzioni internazionali per la tutela dei diritti umani nel mondo: ad esempio, le Nazioni Unite, la Croce Rossa, l’Unicef, l’Alto Commissariato per i rifugiati.

Quasi un continuum con la sua antica storia che ci riporta al 1526 quando accolse le idee di Giovanni Calvino, diventando sede internazionale del Protestantesimo. Calvino è stato con Lutero, il massimo riformatore religioso. Proprio a Ginevra nel 1536 fonda la Riforma, il suo obiettivo e quello dei cittadini? Abolire tutti gli “abusi papali”. La dottrina di Giovanni Calvino porta alle estreme conseguenze quella di Martin Lutero. Concretezza nella vita quotidiana, compiere il proprio dovere in ogni campo, regole che portano verso la salvezza, contribuendo allo sviluppo economico che nei secoli successivi caratterizzò numerosi Paesi protestanti, in contrasto con le difficoltà di quelli cattolici.

Nella suggestiva città vecchia, il passato di Ginevra ci viene  incontro con la cattedrale di San Pietro, chiesa protestante più importante della città e sede delle assemblee del Consiglio di Stato. La sua storia si dispiega nel fascino tenebroso di epoche lontane incuriosendo al primo sguardo: le enormi colonne della facciata ricordano in tutto e per tutto il Panteon romano. Sorge sui resti di siti religiosi preesistenti, ma la riforma protestante l’ha spogliata da icone e tesori, in linea con il calvinismo che privilegia la parola rispetto alle immagini. In netto contrasto con la religione cristiana di cui Cappella dei Maccabei, sul retro, ne è un esempio molto esaustivo, un vero tripudio di colori, luci e arte completamente ricoperta da affreschi e vetrate decorate che la illuminano dall’alto. 

Un capolavoro anche architettonico con la più grande raccolta capitelli Romanici e Gotici di tutta la Svizzera. Se i 157 gradini della scala a chiocciola della Torre Nord della cattedrale non scoraggiano il vostro entusiasmo, una volta arrivati in cima, la vista sul lago e sui massicci di Giura e Monte Bianco, è semplicemente spettacolare.

Rimanendo in tema di riforma è d’obbligo una visita al Monumento Internazionale alla Riforma, conosciuto anche come Muro dei Riformatori, nel parco dei bastioni, lungo le vecchie mura della città, nel territorio dell’Università di Ginevra.

Una parete di 100 metri, su cui spiccano statue alte fino a 5 metri, che celebrano i principali esponenti della Riforma, insieme ad altri protagonisti illustri legati a Ginevra.

Al centro, i calvinisti Teodoro di Beza, Giovanni Calvino, Guglielmo Farel, John Knox, ai lati, personaggi di rilievo come Guglielmo I d’Orange e Oliver Cromwell, uniti dal motto della Riforma Protestante e anche di Ginevra stessa: Post Tenebras Lux ,“dopo le tenebre la luce”. E naturalmente merita una visita anche il Museo della Riforma il (Mir), inaugurato nel 2005 è un luogo di memoria, di conoscenza e di dialogo tra le religioni. Focus sulle molteplici realtà e implicazioni della Riforma nel corso dei secoli, nel 2007 è stata insignita del Premio del museo del Consiglio d’Europa.

Un suggestivo viaggio nel tempo che si apre con la sala dedicata all’invenzione della stampa. Nel 16esimo secolo Ginevra divenne uno dei principali centri europei dell’editoria e gli intellettuali tradussero la Bibbia in diverse lingue “volgari”. Tra le opere esposte un’edizione della prima Bibbia in inglese, realizzata a Ginevra dal rifugiato John Knox nel 1560, e un volume della prima Bibbia in italiano, tradotta nel 1607 da Giovanni Diodati.

In occasione del 500 ° anniversario della Riforma, dal 4 giugno al 31 ottobre, una mostra interattiva invita i visitatori a sperimentare una replica di una stampa Gutenberg. Un display su Martin Luther spiega l’originalità del suo messaggio e in oltre 128 giorni, un’intera Bibbia sarà stampata a mano all’interno dell’esposizione.

Ginevra coltiva le idee del futuro e proietta il suo concept di pace
Il centro è un piccolo scrigno curatissimo che rivela fascinazione storica e pittoresca estensione del vissuto. Un mix che ammalia e regala emozioni.

Passeggiando tra i bianchi viali su cui si affacciano negozi di antiquariato, gallerie d’arte, enoteche e locali, tutti perfettamente armonizzati nell’architettura del 1700, percepiamo la cultura svizzera, quel senso della comunità, della responsabilità e dell’istruzione che fin dai tempi di Lutero è stata predominante, non dimentichiamo che Ginevra spende ogni anno il 20% del proprio bilancio in cultura.

Dalla Cattedrale alla casa più vecchia di Ginevra, la Maison Travel, sede del Museo di Arte e di Storia di Ginevra. Quiete musicale e bellezza antica nel respiro contemporaneo fino a giungere al cuore medievale con la Piazza Borg-de-Four, su cui troneggia una fontana del ‘700. E dove si affaccia l’Hotel de Ville: al pianterreno, l’Alabama Room ha ospitato nel 1864 il Trattato di Ginevra, che ha conferito alla Croce Rossa lo status di organizzazione umanitaria.

Ginevra coltiva le idee del futuro e proietta il suo concept di pace e neutralità, di accoglienza e rispetto fra i popoli ospitando sedi internazionali che operano in tutto il mondo e che sono il sunto del governare e gestire i delicati equilibri dell’umanità.

Edifici che edificano il nostro presente e che è possibile visitare. Il Palazzo delle Nazioni ovvero la sede europea dell’ONU è un complesso di edifici in parte aperta al pubblico. Ospita anche il Consiglio dei Diritti dell’Uomo dell’ONU, l’Alto Commissariato dell’ONU per i Diritti Umani, l’OMS e l’Organizzazione Internazionale del Lavoro. L’ingresso principale è caratterizzato dalla Broken Chair, una sedia di 12 metri, con una delle quattro gambe esplosa a mezz’aria, opera di Daniel Berset su commissione di Handicap International. Arte che diventa invito rivolto ai Paesi che ancora non hanno aderito al trattato di Ottawa del 1997 contro le mine antiuomo. A poca distanza il Museo della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa.

A Ginevra il lusso di scegliere è una costante
Ginevra un’esplosione di arte e cultura che diventano un armonico paesaggio di 40 musei e collezioni private e naturalmente il museo Patek Philippe che racconta 500 anni di storia dell’orologio, divisi in due esposizioni. La Antique Collection, dal 1500 al 1900 con orologi, automi musicali e ritratti su smalto provenienti da tutta Europa, e la Collezione Patek Philippe con le creazioni dell’azienda fin dalla sua fondazione, nel 1839.

L’orologio, simbolo della Svizzera, particolarmente legato a Ginevra e alla sua storia di antica ospitalità. È stato, infatti, un rifugiato francese nel 1500, quando il calvinismo vietò l’esibizione di gioielli, a convertire la sua arte in oggetti più sobri come gli orologi da tasca. Un lento e duraturo successo che s’indentifica con l’identità svizzera. E Ginevra accoglie i visitatori con il suo Horloge Fleurie, un orologio che segna l’ora esatta grazie a un satellite, realizzato con fiori e siepi variopinti, proprio di fronte al lago. Pulizia cartesiana e la jioe de vire dei colori florali, l’ennesimo armonico contrasto unito dalla cultura svizzera.

Arte dell’orologeria che a Ginevra vanta ben 50 negozi monomarca dei marchi più celebri a ciascuno il suo brand. E se parliamo di simboli iconici non possiamo escludere la cioccolata con ben 30 master chcocolatiers e le più antiche case di cioccolaterie come la Favarger.

A Ginevra il lusso di scegliere è una costante che diventa ben tangibile facendo shopping con gioiellerie esclusive, firme fashion tra cui Gucci, Cartier, Hermès, Vuitton, boutique, case d’aste come Christie’s e Sotherby.

Evoluzione qualitativa che ridefinisce le coordinate del lusso con 14 hotel cinque stelle superior dal Baue Rovage, dove soggiorno anche la Principessa Sissi, al Metropole, con un ottimo ristorante italian style e, nei tempi della guerra mondiale, sede di uno dei centri raccolta della Croce Rossa. E ancora cliniche private di livello indiscusso, 40 scuole private internazionali, master e università che sono il futuro.

Una città cosmopolita dove ogni cittadino si sente tale nel senso più completo del termine, dove il rispetto per le religioni permette convivenza e genera rispetto

Ginevra ed eventi dall’imprinting trend, chic e glam. Un esempio? Geneva Lake Festival nel mese di agosto, dieci giorni di festeggiamenti con fuochi d’arteficio musicali. 15 Festival Musicali, competizioni sportive internazionali e tanto altro ancora. 

Ginevra una meta gourmet per gli amanti dell’alta cucina con quasi 60 ristoranti stellati e con i punteggi GaultMillau più alti. Una qualità superlativa anche nei vini, e non dimentichiamo il suo carattere internazionale che trova pienamente conferma anche nella gastronomia con una cucina del mondo prestigiosa e squisita.

Ginevra nei secoli la cultura ha tracciato le dinamiche di un evoluzione divenuta arte del vivere nel rispetto dell’individuo. Un respiro oltre le diversità tra i riflessi di un paesaggio meraviglioso dalle trasparenze del lago al verde dei parchi.

https://www.geneve.com/

 

di Antonella Iozzo ©Riproduzione riservata
                  (20/08/2017)

 

Bluarte è su https://www.facebook.com/bluarte.rivista e su Twitter: @Bluarte1