Sergio Penner. The fox hunting svela la natura

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Per il Barone Sergio Penner Von Sarnthein Master of Foxhounds la Caccia alla Volpe è una condivisione di emozioni che nascono e si sviluppano sinergicamente. La passione della Famiglia Moretti Polegato per i cavalli, l’amore per la campagna, sono il collante tra la tradizione e l’espressione imprenditoriale del country life style. 
di Antonella Iozzo

Barone-Sergio-PennerCrocetta del Montello (TV) – Barone Sergio Penner Von Sarnthein Master of Foxhounds, semplicemente passione che vive, che si nutre di natura, di amore e rispetto per i cani, i cavalli, il territorio. Condividere lo stesso sentimento è il trat d’unione di ogni caccia alla volpe, un flusso continuo di emozioni e interazioni fra l’uomo e il paesaggio che codifica il senso della condivisone.
Viaggiare verso nuove emozioni scopre panorami infiniti e passioni country come La Caccia alla Volpe …
Ho piacere che il mondo dell’enologia e dell’hotellerie guardi alla caccia con favore perché è l’espressione più alta del country life style. È importante che abbia una pertinenza con il buon gusto, che sia espressione di un vivere nel modo più completo e armonioso possibile la campagna, le dimore storiche, le tradizioni, comprese quelle culinarie, e non sia una meteora coreografica della mondanità.
Villa Sandi una location ideale per la Caccia alla Volpe, ma anche unione di tradizioni: eccellenza enologica e bien vivre…
La passione della Famiglia Moretti Polegato per i cavalli, l’amore per la campagna, sono il collante tra la tradizione e l’espressione imprenditoriale del country life style. Entrare in relazione è come dipingere le sfumature più intense e vere della convivialità e della condivisione.
La tradizione dietro la mondanità…
In Italia c’è una grandissima tradizione, basti pensare che a fine Ottocento nasce la Società Romana di Caccia a Cavallo, fondata da Lord Chesterfield. La Società Mitteleuropa della Caccia a Cavallo nasce in Friuli proprio su questa scia. Oggi si caccia, come del resto anche in Inghilterra, sui simulati. Purtroppo, la demagogia facendo mostra di condividere i malumori anche irragionevoli, di una pseudo maggioranza ambientalista ha messo in ombra o meglio non ha mai compreso il senso e il piacere di questo sport.
Ovvero?
Il piacere della caccia, è piacere etologico. Sappiamo che l’etologia è la moderna disciplina scientifica che studia il comportamento animale nel suo ambiente naturale, portata alla ribalta dal Primo Nobel Konrad Lorenz. La caccia alla volpe è strettamente legata a questa disciplina, studiare la muta dei cani, il loro interagire sociale è come entrare nelle dinamiche del gruppo, che poi sono quelle che fanno divertire tutti i cavalieri. È una condivisione di emozioni che nascono e si sviluppano sinergicamente. Come disse la Contessa Anna Prinetti Castelletti Crostarosa, Master Società Milanese, lo spettacolo è straordinario ma non abbiamo bisogno di una caccia alla volpe per bere champagne.
Uno sport vicino alla natura e all’uomo più di quanto si pensi?
Assolutamente sì. E’ uno sport popolare, vicino alla gente di campagna, gente semplice, uno sport trasversale che livella tutti. È solo nell’attimo della caccia alla volpe che il proprio titolo sociale non ha nessun valore. Sono le regale, i codici di caccia a prevalere: il Master, i Whipper-in e via dicendo. Anche il dress code segue una sua ritualità e ha dei significati ben precisi, il Plastron, per esempio, che potrebbe essere frainteso per un vezzo mondano, viene utilizzato in caso di ferita come una benda. Vorrei che chi partecipa a questo sport si sentisse dentro la natura esattamente come ci propone lo scrittore che Robert Maynard Pirsig” Se fai le vacanze in motocicletta le cose assumono un aspetto completamente diverso… Non sei uno spettatore, sei nella scena e la sensazione di presenza è travolgente”. È questa la sensazione che si prova quando si vive all’unisono con la natura, i cani, i cavalli.
È facile trasmettere il vero concept della Caccia alla Volpe?
Questa è la mia grande difficoltà. Sono tornato nelle scuole per diffondere la cultura della campagna, ormai rimasta nei ricordi dei nonni, ecco perché nascono tante fattorie didattiche. Vedere interagire gli alunni con i miei cani è straordinario, come Master sento il dovere di trasferire i codici, i segnali che i cani seguono per interagire fra loro in maniera comparativa. È il linguaggio naturale che sta alla base della condivisione, dell’entità sociale.
Come nasce questa passione?
Passione di famiglia. La mia grande soddisfazione è avere come primo Whipper-In mia figlia.
Il futuro della Caccia alla Volpe?
Radioso. Nella situazione in cui ci troviamo, dilaniata dal mondo finanziario, quasi priva di sentimento e di fare un passo indietro, guardare dentro di noi, ritrovare l’amore per la campagna, le buone tradizioni e godere delle cose semplici.  Non può che avere un positivo è l’unica chance possibile.

di Antonella Iozzo ©Riproduzione riservata
                  (28/04/2015)

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