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Gli inevitabili scatti

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Rassegna generaAzione

Dall'esistenza gli inevitabili scatti Nadia Berz

 

Nadia Berz Telle une peintureRoma - Il 27 gennaio 2012 si inaugura al Ke Nako la personale “Dell’esistenza gli inevitabili scatti di Nadia Berz”. Nell’ambito della rassegna generAzione la personale di Berz è il quarto appuntamento curato da Gianluca Murasecchi e Giovanni Turria, evento patrocinato dall’Accademia di Belle Arti di Stato di Urbino - Scuola di Grafica.
“Dell’esistenza gli inevitabili scatti” - Visibile ma tremendamente inafferrabile la resurrezione.
Condizioni sociali che hanno vellutato pelli o abraso e gonfiato piedi, quel passare lieve su lame ardenti di incontri, i più disparati, o il cicatrizzato solco dell’attraversamento di lucidi e gelidi bisturi. Corpi muliebri e Nadia Berz che scorre lenta, accanto ad essi, per non scioccare quello spirito remoto che in essi dorme credendosi al sicuro. Il discernimento di sé, che non è mai dove presume d’essere, è costantemente in un altrove non riconosciuto come scrisse Derrida.

In una totale profondità di campo, dove tutto è preso dal fuoco, anche ciò che sta giù in fondo fa sgusciare fuori lo stare al mondo delle forme caduche e dissolventi e quel brivido di vita da falene condiviso da tutte le creature, nel più, nel meno.

Apparenze sognanti, consce di una fine ineluttabile, tuttavia risparmiate da un indagine meccanica e impietosa della decadenza, immagini di fantasmi in vita solo un po’ più pesanti, un po’ più presenti. Steli di enti fuggenti. Perché quel foro stenopeico, che permette di non mediare la luce nel suo ingresso trionfale nell’oscurità, resta quanto di più simile ai nostri occhi come già dimostrò Leonardo nel suo Codice Atlantico e quanto è più simile esso alla concezione del ricordo che coviamo rispetto ad una asettica e industriale riproduzione, permettendo una solare rinascita in ciò che resta di un’icona tanto più nebulosa quanto più emozionalmente vissuta.

Ecco che lo stenos opaios delle pupille, il lusso ottico del cristallino, il nero antro oculare, lo schermo retinico di proiezione, il rimbalzo delle luci catapultate, il raziocinio ribaltatore di ogni visione rovescia, sghemba o curvilinea fanno dello stesso essere umano e della sua memoria una camera oscura. E raccontando la verità come fosse svelatezza, si giunge ad Heidegger se essa affiora da un fondale tenebroso che è poi il decadere e morire, perché proprio questi sono i confini dell’esistere eppure anche le fonti delle eventualità che aprono.
E difendiamo sino all’ultimo giorno quell’abitare un buio che rifrange la luce.

Nadia Berz, nata a Parigi ,conclude gli studi , si trasferisce a Bruxelles e frequenta l'École Saint-Luc, iscritta al corso di Illustrazione. Parallelamente segue anche dei corsi d’incisione e partecipa ad un laboratorio di cinema d’animazione, lo Zorobabel.
Nello stesso periodo sperimenta per la prima volta il foro stenopeico quale tecnica che diverrà di sua predilezione per la ricerca fotografica.
Nel 2008 riceve la borsa di studio del progetto Erasmus ed è destinata per un semestre in Italia e ad Urbino segue il corso di illustrazione presso l’ISIA. Con tale esperienza, potendo accedere al lavoro di laboratorio in camera oscura, accresce le sue conoscenze fotografiche e l’uso del foro stenopeico.
Dopo aver concluso i suoi studi in Belgio torna ad Urbino in qualità di ospite dell’Accademia di Belle Arti e del Corso di Grafica.
In tale contesto nasce il progetto presentato in questa occasione.

 
Nadia Berz Dell’esistenza gli inevitabili scatti
Direzione artistica: Sabine Ahrens
Inaugurazione venerdì 27 gennaio 2012 alle ore 19.30
Periodo dal 27 gennaio al 27 marzo 2012
Orari: tutti i giorni ore 10.00 _ 02.00
Roma - Ke Nako - S.Lorenzo - via dei Piceni 22 , 24
Info: Tel 06.4465780
www.kenako.eu

Immagien: Telle une peinture, fotografia con foro stenopeico, 2011
 

 Redazione
(22.01.2012)