AnimaTango
E la pittura dipinge il movimento in una flessuosa corrispondenza dei sensi.
a cura di Antonella Iozzo
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ANIMA, eterea, diafona, incorporea essenza, baciata dalla luna in una notte di malinconica poesia. Un misto di tristezza e sensualità dilaga in occhi senza tempo, sulle labbra ogni sussulto si spegne nella nostalgia, lacrime come gocce di rugiada, sui petali di un’orchidea sepolta nel fango, bagnano il letto del sentimento, la pelle porta su di se l’odore pregante di passioni travolgenti e lacerazioni interiori, è la vita che ritorna, è la vita nel mistero del TANGO. Su BluarteVirtual la personale di Massimo Pennacchini: “Anima Tango” e la pittura dipinge il movimento in una flessuosa corrispondenza dei sensi. Pennacchini da forma alle note, colore al ritmo, luce alle vibrazioni dinamiche, una larga pennellata nel silenzio che fende l’aria: Tango. La mostra ne costruisce la ricchissima politonalità, ogni gesto dell’artista è un istante di tempo contenente tutti i frammenti passati, una melodia trattenuta sullo sfondo e portata in primo piano da un’ampia costruzione formale; la plasticità dei volumi si flette in un movimento lento, quasi una fluidità dei ritmi astratti del tango, un’implosione della tensione corporea nella coscienza dell’Arte, anima tango, terra e sangue. In queste opere è ripreso da più punti il vorticoso movimento che strenua la coppia, le immagini diventano azione. Percussioni, passaggi in glissando dei violini, accenti ritmici, il coinvolgimento sale, il piede del danzatore si slancia all’indietro all’improvviso, mentre il pianoforte sfuma entrando morbidamente, tutto avviene dentro l’opera di Pennacchini, tutto dentro i nostri occhi che si spostano continuamente cercando di seguirne il sincronismo, la presenza scenica, il ritmo scandito dall’artista, un coreografo impegnato a creare il fraseggio visivo della trasposizione sensoriale. La pennellata densa, raffreddata dalla luce, che come nel teatro, cade sempre dall’alto, rivela il tessuto dei ritmi, dei sapori, degli odori, del sudore della terra argentina. Quasi una milonga rimasta inaspettatamente sul fondo di un ultimo bicchiere, estasi e inquietudini si mescolano nell’aria, è una musica dalle linee delicate e dai forti colori scuri, una rara e completa fusione tra il tango interpretato ed il tango vissuto. Un vissuto ci parla del tempo, che si dilata nel tempo e si concentra nel tempo, il suo destino è scritto nel tempo ed il tempo aderisce, come una seconda pelle, alla vita interiore di questa storia chiamata “Anima Tango”, ne termina le pieghe e ne distende le tensioni emotive, le stesse che Pennacchini introduce con le sue cromie, un abbraccio di estremi, uno slancio brillante, una vibrazione sonora modulata nel bianco, nel nero, nel rosso e nell’effusione di tinte tenui, delicate, epidermiche, una brillante armonica cromatica di gialli che si disperdono in tutte le direzioni dimostrando un’energia immensa e quasi inconsapevole. Il movimento interiore si tramuta in un movimento che si irradia e si disperde all’esterno, è la danza dell’anima forte e focosa nell’immaterialità di un istante, quello su tela. Seguire i passi di questa danza significa ascoltare le proprie radici e ridarle nuove linfa, un atto d’amore e trascendenza, un richiamo ulteriore all’essenza pura dell’essere tanghero, un soffio di mistero sensuale nell’arte di Massimo Pennacchini: gocce d’acqua taglienti, desiderio vibrante, gambe che si allacciano, vertebre che si tendono, carne che si sfiora, occhi che si toccano, fuoco nel mare che consuma dentro, alta marea nella presa sui fianchi. Anima e cuore, come edere rampicanti, ramificano nella città annegata di lacrime e pianti e il dolore sotto i passi del tango si tramuta in libertà, in speranza, in vita. di Antonella Iozzo © Produzione riservata Curriculum
Le opere di Pennacchini sono presenti in numerose collezioni private e pubbliche, in Italia come in Germania, Francia , Inghilterra, Svizzera, Stati Uniti d’America, Sud Africa, Brasile, Argentina e Russia. |
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