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Lettere della Ortese

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Lettere Dalla Ortese a Bellezza: tra affetti, solidarietà, disaccordi. “ Questa mia vita, ridotta a un centimetro”.
<<Carissimo Dario, dammi appena puoi buone notizie del libro. Spero che non debba scoraggiarti un primo o un secondo no. Oggi al posto dei libri usano molti nuovi eleganti tipi di sapone. Ma forse è così dappertutto - perché c’è un fastidio enorme del libro. Un bene? Chissà. Il mondo va diventando – o ritornando naturale e muto, salvo il gran rumore del niente>>.

Ortese Bellezza copertinaCosì scriveva Anna Maria Ortese da Rapallo, anno del Signore 1985, al suo amico fidato e carissimo, tanto più giovane di lei ma che più di tutti l’aveva sostenuta, il poeta Dario Bellezza. Sembra scritta oggi, questa frase, in tempi in cui i libri in auge sono ancor più commerciali degli << eleganti tipi di sapone>> sarcasticamente descritti da Ortese e in cui il disprezzo per il libro e per chi lo scrive aumenta.

“Bellezza addio”, piccolo e folgorante libro stampato da Rosellina Archinto e curato con amore da Adelia Battista, già autrice di “Ortese segreta” ( minimum fax) raccoglie trentanove lettere di Anna Maria Ortese a Dario Bellezza scritte dal 1972 al 1992: una corrispondenza privata, venduta nei suoi ultimi anni da Bellezza alla curatrice per i pochi spiccioli della sua borsa di studio, in un momento di grande difficoltà dovuto a malattia e povertà. Dunque, non un freddo repertorio, ma un libro di affetti: affetto e solidarietà, anche nel disaccordo, come capita fra amici, fra due grandi scrittori, affetto e empatia nella curatrice, che conobbe entrambi i corrispondenti da vivi e che oggi ce li restituisce intatti e intensi.

Mancano purtroppo le perdute risposte di Bellezza, ma il fascino del libro consiste anche in questo dialogo in absentia, che cattura la voce di un solo interlocutore e ci costringe a immaginare le risposte dell’altro, come nel “Signore Mani” di Abraham Yehosihua.

E così possiamo interrogarci amaramente, come faceva da sempre Ortese, e come da sempre continua ad accadere, su << chi, personalmente, decide, in questo paese, che uno scrittore venga dichiarato fuori, e uno dentro>>, o immaginare Elsa Morante, descritta con rispetto e ammirazione da Ortese come un <<drago verde>>, senza mai farne il nome, poiché troppo le era costato seguire il suggerimento di Vittorini di nominare gli scrittori napoletani ne “ Il mare non bagna Napoli”.

D’Altronde, solo a Bellezza, al sostegno suo e di altri amici, un’Ortese stanca e impoverita deve nell’arco finale della sua dura esistenza l’assegnazione dei benefici della legge Bacchelli, atto d’impegno tanto più generoso considerando le gravi difficoltà economiche che Bellezza con lei condivideva. I biglietti che si scambiavano – e che Ortese definisce, diminuendoli, << note della lavandaia>> - parlano dunque di questa <<vita ridotta a un centimetro>>, fatta di relazioni lontane, di arre soddisfazioni ( premi vinti dopo cinquant’anni di silenzio, l’apprezzamento di Enzo Siciliano, un contratto editoriale ben risolto), di appuntamenti telefonici mancati e anche dell’<<orrore segreto di partecipare alla cultura italiana di buon livello>> in cui Ortese si vede << rientrare malvestita e invecchiata in una casa di potenti>>.

Ma è questo libro di affetti e confidenze, in fine, anche un libro sulla scrittura e sul suo senso profondo, che si ricava dalle reciproche letture di manoscritti e libri editi che i due scrittori si scambiano. Così, non si può che aderire all’augurio che Ortese fa a Bellezza e che, grazie a questo delicato libro, giunge a noi tutti: << Soprattutto ti auguro di scoprire, di te stesso, ciò che hai e puoi esprimere in immaginazione. Di tenerti al riparo dal consumo di vita puro e semplice, forse dilettantesco, che è la sola incertezza che ti resta da superare. Pensa sempre che lo scrivere – quando si trasforma il reale, e gli si mette su il timbro di fuoco dell’immaginazione – scrivere, dunque, è essere reali. Il resto: mah!>>.

di Antonella Cilento
La stampa Tutto libri 04.06.2011

Bellezza, addio. Lettere a Dario Bellezza ( 1972 - 1992
di Anna Maria Ortese
Ed. Archinto , 2011
Pag. 103 , Euro 15.00
ISBN 77685735

Anna Maria Ortese (Roma 1914-1998).
In sessant’anni di intensa attività letteraria, scanditi da ventiquattro volumi, tra romanzi, racconti, saggi e scritti giornalistici, la scrittrice ha conosciuto clamorosi successi che si sono alternati a lunghi momenti di isolamento, solitudine ed emarginazione. La riscoperta e definitiva consacrazione da parte di critica e pubblico è avvenuta con Il cardillo addolorato (1993). Il mare non bagna Napoli (1953) aveva conseguito il Premio Viareggio. Archinto ha pubblicato nel 2006 Alla luce del Sud. Lettere a Pasquale Prunas.