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Lettere sulla pittura di paesaggio

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Un altro motivo mi ha spinto a rinviarla in primo luogo allo studio della Natura – è la sua influenza sulla mente e sul cuore. Non vada dunque all’estero in cerca di materiale per l’esercizio della sua matita quando il fascino ancora vergine del nostro paese natale rivendica dei diritti sul suo profondo affetto.

di Asher Brown Durand
 

Gentile signore,
nel rimandarla, all’inizio dei suoi studi, direttamente alla Natura, non intendevo indurla alla falsa aspettativa di poter in tal modo acquisire nel più breve tempo possibile l’arte di dipingere – che si apprende più rapidamente nel proprio studio o nelle pinacoteche. L’ho rinviata alla Natura, perché possa ricevere le sue prime impressioni di bellezza e di sublimità non mescolate alle superstizioni dell’Arte – l’Arte, infatti come la religione, ha le sue superstizioni – perché possa imparare a dipingere con intelligenza e sincerità – perché le sue opere si rivolgano a menti intelligenti e simpatetiche .  

La forma è il primo soggetto che attrae la sua attenzione. Usi la matita e la carta e non la tavolozza e i pennelli, disegni con scrupolosa fedeltà il profilo o contorno degli oggetti che avrà selezionato e scelga quelli che, a suo giudizio, sono i più belli o i più caratteristici del genere a cui appartengano. Se il soggetto selezionato è un albero, osservi in particolare in che cosa differisce da quelli di altre specie e, in primo luogo, il profilo delle foglie, ben osservabile soprattutto sullo sfondo del cielo, se sono appuntite o arrotondate , se sono orientate verso il basso o verso l’alto e così via; quindi, osservi il carattere del tronco e dei rami, il modo in cui questi ultimi spuntano dal fusto d’origine, la loro direzione, le loro curve e i loro angoli.

In tal modo, otterrà anche la conoscenza della varietà naturale delle forme, così essenziale per non cadere in frequenti ripetizioni e nella monotonia.  So che, sulle prime, considererà tutto ciò un inutile restrizione, e che sarà impaziente di impugnare il pennello nella convinzione di poter definire con esso le forme e, al tempo stesso, produrre colore, luce e ombra. In questo, tuttavia, si inganna – come hanno fatto tanti altri, fino al momento in cui il conseguente danno non è divenuto irrimediabile: un disegno sciatto e imperfetto, infatti, trova una misera compensazione negli sforzi fin troppo evidenti di mascherarlo o di farlo dimenticare con le lusinghe del colore e dell’effetto.  

Pratichi il disegno con la matita fino al momento in cui si sentirà sicuro della sua mano e non solo – fino a quando non avrà imparato a memoria le forme caratteristiche di tutti gli oggetti, inclusi gli animali e la figura umana, per quanto il loro uso sia necessario nei suoi dipinti; non importa quando ci vorrà, non sarà tempo perso. Dirà che le sto assegnando un compito difficile e faticoso: difficile si, ma non faticoso o ingrato.  

Un altro motivo mi ha spinto a rinviarla in primo luogo allo studio della Natura – è la sua influenza sulla mente e sul cuore. L’apparenza esteriore di questa nostra dimora è ricca di lezioni di alto e santo significato, sovrastate solo dalla luce della Rivelazione. E’ impossibile contemplare con rettitudine e reverenza la sua inesprimibile bellezza e la sua grandezza, che assumono di continuo nuove forme di solennità a seconda delle diverse condizioni di nuvolosità e della luce del sole, del tempo e delle stagioni, senza aggiungere alla conclusione che il Grande Disegnatore di questi gloriosi dipinti li ha posti di fronte a noi in quanto modelli degli attributi divini.

Così, osservando gli oggetti del suo studio, l’intelletto e la sensibilità si elevano e si purificano e in proporzione all’acquisizione di una maggiore abilità esecutiva, i suoi prodotti saranno inconsapevolmente pervasi di quell’indefinibile qualità conosciuta come sentimento o espressione che distinguer i veri paesaggi dai dipinti semplicemente accattivanti e d’effetto.

Non vada dunque all’estero in cerca di materiale per l’esercizio della sua matita quando il fascino ancora vergine del nostro paese natale rivendica dei diritti sul suo profondo affetto. I laghi “ solitari e tranquilli” cinti da antioche foreste, che abbondano nelle nostre contrade selvagge, i monti inviolati che li circondano con le loro coperture dalla ricca trama, le praterie oceaniche dell’ovest e molte altre forme della Natura  ancora risparmiate dalle manipolazioni della civilizzazione, sono una garanzia per una reputazione di originalità che potrebbe cercare a lungo altrove senza trovarla.

 

Lettere sulla pittura di paesaggio, 1885 – di Asher Brown Durand 
Dalla storia dell’Arte – Ed. Electa - 2006