Nietzsche
Biografia di un pensiero
Nietzsche tratta Socrate come sintomo di una mutazione culturale profonda e gravida di conseguenze fino ai giorni nostri. La volontà di sapere schiaccia le potenze vitali del mito , della religione e dell’arte. La vita umana si stacca dalle oscure radici dei suoi istinti e delle sue passioni. E’ come se l’essere dovesse giustificarsi davanti alla coscienza. La vita vuole la luce, la dialettica vince l’oscura musica del destino. Si desta l’ottimistica speranza che la vita si lascia correggere, dirigere e calcolare da parte della coscienza. Così, scrive Nietzsche, il dramma musicale è morto per << illusione, volontà, dolore >>, ma non è morto per sempre. La conferenza di Nietzsche si conclude con sussurrate osservazioni sulla possibile rinascita della tragedia greca. In nome di Richard Wagner non viene pronunciato, ma ogni ascoltatore avrà certo notato che s’intende proprio lui.
Se il rinnovato dramma musicale potrà imporsi, se potrà nuovamente destare il senso per gli abissi tragici in un’epoca segnata dalla scienze e animate da ottimismo… queste sono le domande che Nietzsche pone al termine della sua conferenza. Egli accenna al fatto che il destino del dramma musicale nel presente dipenderà dalla saldezza della sua controparte, il << socratismo dei giorni nostri >>. Il manoscritto nietzscheano originario della conferenza che egli spedisce ai Wagner a Tribschen si conclude con la farse: << questo socratismo è l’odierna stampa ebraica: non dico una parola di più >>. Considerare il potere della conoscenza corruttrice come un principio << ebraico>> appartiene certamente alle convinzioni fondamentali di casa Wagner , e forse Nietzsche le ha assunte da lì, ma Cosima si vede tuttavia costretta a dare al giovane ammiratore qualche ammonimento tattico. << Ora però ho una preghiera da rivolgerle >>, scrive Cosima il 05 febbraio 1870 , << ossia di non suscitare un vespaio . Riesce a capirmi? Non nomini gli ebrei e soprattutto non li nomini en passant ; lo faccia più tardi, se vorrà assumersi la terribile battaglia in nome di Dio, ma non da principio, affinché anche sulla Sua strada non diventi tutto quanto una confusione e un sottosopra ( … ) Che in fondo all’anima io mi trovi d’accordo conla Sua enunciazione, Ella già lo sa >>.
Anche Richard Wagner reagisce con grandi lodi alla conferenza di Nietzsche. Egli lo approva in tutti i punti, ammettendo tuttavia il suo << spavento >> circa << l’ardire >< con il quale Nietzsche << comunica un’idea talmente nuova >> . Wagner ( e anche Cosima ) consiglia prudenza, << ma mi preoccupato per Lei >>, scrive , << e mi auguro con tutto il cuore che Ella non debba rompersi il collo >>. E allora se ne esce con la proposta che Nietzsche dovrebbe sviluppare le sue idee in un << lavoro più ampio e di più vasta portata >>.
Molte cose alludano al fatto che Nietzsche abbia intrapreso il progetto del suo libro sulla tragedia grazie a questa sollecitazione. Lo coglie un peculiare presentimento di grande cose, che accadano con lui e che egli porterà alla luce. Scrive a Rohde a metà di febbraio del 1870: << ora, dentro di me, scienza, arte e filosofia stanno crescendo insieme così tanto, che prima o poi partorirò un centauro>>.
Da “Nietzsche, biografia di un pensiero”
di Rudiger Safranski , Longanesi & C. 2000.













