Bluarte.it

Facebook Twitter Google Bookmarks RSS Feed 

Sussurri di immortalità

E-mail Stampa PDF

 

Sussurri di immortalità

 

Webster era posseduto dalla morte
e vedeva il teschio sotto la pelle;
e creature sotterranee senza mammelle
si stendevano giù con un ghigno slabbrato.


Bulbi di Narcisio anziché globi
fissavano dalle cavità degli occhi !
Sapeva che il pensiero si afferra a membra morte
stringendo lì lussi e lussurie.


John Donne, penso, era un altro così
che non trovava surrogato ai sensi,
prendere e stringere e penetrare;
esperto al di là dell’esperienza,


conosceva l’angoscia del midollo
la terzana dello scheletro;
nessun contatto possibile alla carne
placava la febbre delle ossa.


Grishkin è carina: il suo occhio russo
è truccato per risalto;
libero dal busto, il petto invitante
promette una felicità pneumatica.

 
Il giaguaro brasiliano accovacciato
domina la saltellante scimmietta
con sottile effluvio felino;
Grishkin ha una casetta;

 
il liscio giaguaro brasiliano
nella sua arborea semioscurità
non distilla un così forte odore femmineo
come Grishkin sul sofà.

 
E persino le entità astratte
Circumnavigano la maliarda;
ma noi strisciamo fra costole secche
per avere una metafisica calda.

 

 


Sussurri di immortalità
di   Thomas Stearns  Eliot
Dal libro POESIE  ( 1905 – 1920 )
Tascabili Newton I Ed. 1995