NATALE 2010
di Teresa Armenti
Gesù, mio Re Divino,
quando il dolore a lungo ci attanaglia,
mancano le parole per invocarti.
Solo un gemito sussurrato
tra sospiri profondi:
“Gesù mio!”… “Gesù mio!”
Manca la pazienza per ascoltare gli altri.
Manca il sorriso che diventa una smorfia.
Manca il sogno che fa vivere il futuro. NATALE 2010
Gesù, mio Re Divino,
quando il dolore a lungo ci attanaglia,
mancano le parole per invocarti.
Solo un gemito sussurrato
tra sospiri profondi:
“Gesù mio!”… “Gesù mio!”
Manca la pazienza per ascoltare gli altri.
Manca il sorriso che diventa una smorfia.
Manca il sogno che fa vivere il futuro.
Le lacrime solcano l’anima
e i segni graffiano il viso emaciato.
Lo sguardo assente si perde nel vuoto.
Il torpore assale i sensi.
Ma, Gesù Bambino, non possiamo accoglierti
in queste condizioni.
Tu, hai bisogno, oggi più che mai, di noi.
La Tua Chiesa sta vacillando.
Nel lontano Oriente, i cristiani patiscono per Te.
Nel vicino Occidente, vogliono fare a meno di Te.
Allora, affrettiamoci ad uscire dalla nostra apatia.
Rechiamoci a Gallinaro.
In questo luogo sacro, scelto da Te,
davanti alla Tua Culla,
offriamo le nostre sofferenze
per la salvezza della Tua Casa.
Qui sgraniamo il Rosario
insieme agli occhi allagati.
Ci risvegliamo ad una vita nuova,
andando incontro agli altri senza falsità,
con il desiderio di testimoniare Te,
che sei la Luce, la Gioia, l’Amore.
di Teresa Armenti













