Bluarte.it

Facebook Twitter Google Bookmarks RSS Feed 

Dalì a Vignola

E-mail Stampa PDF

Salvador Dalì, mostra a Vignola
Complimenti all'amministrazione comunale della Città.
Questa mostra è stata organizzata da una amministrazione di sinistra, la quale a differenza di quanto avviene a Modena
, non ha strapagati direttori artistici, ma ha gente che ama proporre ai suoi cittadini il bello, senza sborsare milioni di euro.
di Ivan Maria Gozzi

 

Salvador Dalì, mostra a Vignola


Complimenti all'amministrazione comunale della Città

 


di Ivan Maria Gozzi

Salvatore_DalModena - A Vignola avvengono cose anormali, da secoli vi cresce la frutta rossa più pregiata al mondo. Come ciò avvenga solo in quel luogo è un mistero. Nel fiume Panaro che la sfiora, fu scoperta una statua strana denominata la Venere di Savignano, è bella e la sua storia è sconosciuta.
All’inizio del 1500 Jacopo Barozzi, detto appunto il Vignola, si rivelò essere uno dei più eleganti e raffinati architetti di quello che fu il secondo Rinascimento. (Chi pensa che io esageri vada a Caprarola, guardi attentamente poi ne riparleremo).
Il castello che la domina, se osservato con competenza, apparirà fantastico, ma di notte è misterioso ed inquietante. Logico che in quel contesto potesse nascere qualcosa di anormale e ciò è accaduto sabato scorso.

Si è verificato che in modo elegante e non pacchiano, come di solito avviene a Modena, è stata allestita la mostra del maggior artista del secolo scorso, cioè del magico e surreale Salvador Dalì.
L’esibizione di poche ma magnifiche sculture del genio di Figueras, corredate da disegni, incisioni e opere in lito e acquarello, ci raccontano della genialità e talento di un uomo libero che, dopo avere dipinto magistrali crocifissioni, è stato anche provocatore erotico usando la dea della sua vita, che fu la moglie Gala.

Non ho spazio per raccontare del fare arte di colui che deve essere considerato come Jeronimus Bosch del secolo scorso. Ebbi la fortuna di vedere, in una fonderia di Verona, il trasformare in bronzo l’Angelo surreale che si trova esposto a Vignola e oggi, dopo lustri da quell’evento, è dimostrato che quando Dalì costruiva anatomie umane era grandissimo non solo perché le figure apparivano angeliche, ma perché conosceva perfettamente il fare arte e, per renderle più slanciate, andò oltre i canoni leonardeschi.

Ed ecco, signori, un’altra anomalia vignolese. Questa mostra è stata organizzata da una amministrazione di sinistra, la quale a differenza di quanto avviene a Modena, non ha strapagati direttori artistici, ma ha gente che ama proporre ai suoi cittadini il bello, senza sborsare milioni di euro.

Complimenti signora Sindaco. Voi con estrema semplicità ed intelligenza, avete presentato in Italia il più geniale Maestro dell’arte del secolo scorso e forse uno dei maggiori da sempre. Ma c’è stata un’altra anomalia, Salvador Dalì non fu mai comunista. Se negli anni ’80 Dalì ancora in vita fosse passato da Modena chiedendo di esibire i suoi capolavori, di sicuro sarebbe stato rifiutato, possedeva limitatissime qualità: era cristiano, amava la libertà, dipingeva e scolpiva magnificamente e, cosa inconcepibile per la Modena rossa, era anti-comunista. Così infatti, l’Artista si esprimeva “ Picasso è un genio, anch’io lo sono, ma non sono comunista”.

Ivan Maria Gozzi
(31 agosto 2010)

Articolo correlato: Caos e dirompente silenzio, si avvicina Dalì