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Sul 150° dell'Unità d'Italia

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Sul 150° dell'Unità d'Italia... imposta

L'unità risorgimentale è stata fatta militarmente ai danni di Stati antichissimi...
L’Italia ha bisogna di rinnovarsi , forse, incominciando proprio da quella classe politica..

 

 

di Nereo Villa

Piacenza - Il mio motto è "Se la salute dello Stato si chiama “guerra”, crepi lo stato".  L'Italia è un’imposizione artificiosa, fatta senza e contro la volontà popolare, con azione militare organizzata e voluta da una sparuta minoranza di persone per demagogia, per interessi economici e per spirito di sopraffazione.
L'Italia non è mai esistita nella storia. Essa è stata unita prima del 1860 solo sotto l'oppressione dell'antica Roma, che aveva però anche conquistato e tenuto sotto il proprio dominio tutti i paesi mediterranei, e gran parte dell'Europa occidentale.

Quella lontana esperienza non può perciò costituire un precedente storico, né una giustificazione per l'unità politica. Anche in quei giorni lontani, i nostri antenati, combatterono contro l'aggressione di Roma, guerre e guerriglie di resistenza che durarono quattro secoli.

L'unità risorgimentale è stata fatta militarmente ai danni di Stati antichissimi, basati su autonomie e su libertà, risalenti a molti secoli addietro. Tale unità è stata formalmente legittimata con i "plebisciti" di annessione al Regno di Sardegna: a questi però partecipò una percentuale irrisoria, IL DUE PER CENTO, della popolazione, e furono una tragica farsa per mancanza di libertà e di segretezza.

Per completare e per cementare la cosiddetta unità si combatté poi una guerra che procurò più di mezzo milione (650 mila circa) di morti innocenti. Guai a quel Paese che per giustificare o formare una coscienza unitaria deve ricorrere a guerre, al sangue e a sofferenze per la sua gente!

Questo volevo dire a proposito del 150° dell'Unità d'Italia.  Del resto sono cose che dico da anni. Si ascolti a questo proposito gli audio di Angela Pellicciari, studiosa del Risorgimento.
Il Risorgimento è ancora tutto da riscrivere se non si vuole continuare a permanere in una Italia imposta... (dai banchieri. E qui ci sarebbe da scrivere molti e molti libri)! 

di Nereo Villa
 (02.12.2010)

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Villa, purtroppo, non dice eresie c’è molta verità nel suo pensiero, ma il tutto va in quel straordinario bene che si chiama “ libertà”.
Nella riflessione che deve, a mio avviso,  essere sempre positiva, ebbene non  bisogna dimenticare che il danno maggiore con i suoi ( qui, oppressione ) ritardi l’ha subito Il Meridione. Dicevo pensiero positivo ,perché a torto e a ragione c’è una nazione che si chiama Italia . Di cui dobbiamo esserne tutti fieri, ed essendo una Repubblica molto giovane, dobbiamo contribuire  alla crescita per l’amore al Nostro Stato . Uno stato che per la sua unificazione da Sud a Nord ha visto morire milioni di persone.

Ora bisogna credere fino in fondo negli ideali della  democrazia , quella vera e non avere timore dei cambiamenti. L’Italia ha bisogna di rinnovarsi , forse, incominciando proprio da quella classe politica  radicata e legata alle poltrone, al potere ,  all’interesse personale e non a quello del popolo. Non a caso  questa  parola: popolo incomincia a dare fastidio…

Bene i cambiamenti, bene l'innovazione, bene guardare avanti, bene la democrazia, ma Viva L'Italia !

di Michele Luongo
 ( 05.12.2010)

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Caro Michele,
credo in te e nel tuo "Viva l'Italia" a cui idealmente mi associo!
Un caro abbraccio.
di Nereo Villa
(06.12.2010 )
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In realtà io amo l'Italia fin dalla festa degli alberi di quando ero bambino, grazie al mio maestro delle elementari .
Un abbraccio fraterno.
di Nereo Villa
(07.12.2010)

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Gent.mo Michele,
Pavia - sempre con grande piacere ricevo e leggo i servizi della Redazione/Bluarte, nel caso specifico il servizio sul "150° dell'Unità d'Italia ...imposta" di Nereo Villa (che avrei veramente desiderio di conoscere e parlare) e il suo commento di chiusura.
Le cose dette da Nereo Villa sono cose reali, proprio così come trattate -attraverso la fedele documentazione- nel mio libro: la storia la si fa con i "documenti" ed una fondata interpretazione degli stessi, delle circostanze, degli stati d'animo e della mentalità/mentalizzazione di determinate comunità, evitando di contaminarli con "etichette" politiche che falsificano lo "status" delle cose e il pensiero, ossia della Verità.

di Cosimo Pascarelli
   (06.12.2010)

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L’Unità d’Italia vista dalla stazione ferroviaria di Viterbo: tra treni, binari, biciclette e storie di persone irripetibili che hanno unito il Paese. Parte dalla Stazione di Porta Fiorentina venerdì 3 dicembre alle ore 17.30 il primo “Italiani150-Incontro-giro sulla bicicletta” che l’associazione culturale “iTusci” propone alla città di Viterbo, su un progetto di Viola Buzzi, cantautrice e operatrice culturale del territorio. Un concerto dei Tetes de Bois e la performance di anteprima del brano “Passaggio 19” di Viola Buzzi, insieme a una conversazione sulla storia del rapporto tra territorio, treni e biciclette, saranno gli ingredienti del pomeriggio al Dopolavoro ferroviario di Porta Fiorentina (Cinema Lux, Viale Trento) con molti ospiti, tra cui Andrea Satta, scrittore e animatore dei Tetes de Bois, il giornalista della Gazzetta dello Sport Marco Pastonesi, il professor Orlando Araceli studioso del territorio, il presidente del Dopolavoro di Viterbo Mauro Innocenzi e i rappresentanti del Dopolavoro di Orte. Così l’associazione culturale “iTusci” prosegue anche a Viterbo le iniziative del progetto “ITALIANI150”.

di Doriana Goracci
( 06.12.2010)

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Ecco questa è una interessante discussione. Complimenti alla redazione.
Bravo Villa per il tuo libero pensiero. Viva L’Italia

di Resta Antonio
06.12.2010

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Quali saranno gli artefici del Nuovo Risorgimento? Chi ci restituirà l’orgoglio della nostra identità? Qual è la strada che permetterà al Paese di risalire la china?  E’ quella che  stanno tracciando i  nostri ragazzi, che si sono filmati nella scena finale stretti in una sagoma dell’Italia disegnata nel cortile della nostra scuola. E’ quella dei nostri giovani, di nazionalità anche diverse, che si riconoscono cittadini di un Paese unito e colorato. E’ quella di ragazzi capaci di solidarietà, capaci di tolleranza, perché non avvertono il peso della diversità,  portatori di pace, di civiltà, di futuro, tenaci nonostante l’indifferenza di tanto mondo adulto .

Video ITG Avellino 150 dell'Unità d'Italia

Istituto Tecnico per Geometri di Avellino
          ( 06.12.2010)

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