Alten Musik Festival Standing ovation Il Germanico

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Festwochen der Alten Musik Cast eccellente, orchestra e direttore magnifici, pubblico straordinario, per quasi cinque ore rapito dal fascino e dalla bravura dell’intera produzione. Alessandro De Marchi, Academia Montis Regalis, Patricia Bardon, David Hansen, Klara Ek, Emilie Renard, Carlo Allemano e Hagen Matzeit 

di Antonella Iozzo

Innsbrucker-FestwochenInnsbruck (A) – Premiere dell’Innsbrucker Festwochen der Alten Musik con “Il Germanico” di Nicola Porpora. Per la prima volta dalla sua prima edizione nel 1732 a Roma, il Tiroler Landestheater porta in scena un’opera grandiosa, dalle notevoli difficoltà tecniche interpretative.

Porpora, compositore napoletano, rivale di Handel, appassionato e famoso insegnante di canto del 18 ° secolo ha scritto le più belle e le più virtuosistiche arie dell’opera barocca. Un lascito per stelle della lirica che incantano le platee di più grandi teatri d’opera.

Il Germanico, su libretto di Niccolò Coluzzi, ci riporta alla conquista della Germania da parte di Roma. Arminio, principe di Germania perde la battaglia, e Germanico, il comandante romano, occupa la città. Arminio viene catturato e la sua condanna deve essere eseguita Rosmonda, sua moglie e figlia del principe Segeste, lo accompagna persa nel suo dolore, Arminio desidera morire piuttosto che accettare la sconfitta. Intanto Segeste e la sua seconda figlia Ersinda innamorata di Cecina, hanno già disertato dalla parte romana. Arminio è solo nell’orgoglio ed è convinto più che mai a lasciarsi uccidere, solo alla vista del figlio, Arminio demorde dal suo orgoglio e giura amicizia ai romani. Germanico profondamente impressionato le risparmia la vita.

Cast eccellente, orchestra e direttore magnifici, pubblico straordinario per quasi cinque ore letteralmente rapito dal fascino e dalla bravura dell’intera produzione.

Innsbrucker-Festwochen-der-Alten-Musik-Il-germanico-Allemano-BardonAl Tiroler Landestheater l’intero ensemble ha dato prova di abilità interpretativa, qualità tecnica e padronanza scenica al massimo livello. Patricia Bardon (Germanico), David Hansen (Arminio), Klara Ek (Rosmonda), Emilie Renard (Ersinda), Carlo Allemano (Segeste) e Hagen Matzeit (Cecina). Sei protagonisti di un’opera sulla tensione della qualità, un crescendo dinamico che regala attimo dopo attimo coloratura perfetta, brillante intonazione, sicurezza. La direzione musicale di Alessandro De Marchi sul podio dell’Academia Montis Regalis è ispirata e accuratissima, una precisione che rinsalda il tessuto connettivo dell’opera quanto la sensibilità per le diverse situazioni sceniche, il gusto per i profili, le torniture del fraseggio, il ritmo. Sublime feeling tra orchestra e cantanti che si evolve in un’espressività elegante che sfuma la finezza del respiro lirico. Un equilibrio costante mai di superficie che scava in profondità e porta sulla scena una limpida, felice e geniale interpretazione in perfetta corrispondenza con la regia di Alexander Schulin e la scenografia di Alfred Peter. Sobria opulenza barocca per i costumi, essenzialità e pulizia formale nelle diverse scene, il primato è della musica e del canto, solo rapidi cambi di scena grazie ad un palco rotante su vedute di un paesaggio romano con pini e un tipico acquedotto.

 

Sentimenti personali e situazioni politiche s’intrecciano in pulsione carismatica e vitale che scorre tra le vene dei personaggi: il tradimento, il rifiuto, la ribellione, l’orgoglio, l’amore. Sei cantanti sul palcoscenico rilasciano pennellate intense compongono un quadro suggestivo, quasi un intimo gioco, dove intensi dialoghi scivolano nella loquacità di rapporti che si consumano tra le pieghe degli eventi. Per quasi cinque ore ognuno degli interpreti ha mantenuto un livello vocale eccellente, sublime che ha sedotto ed entusiasmato il pubblico.

Innsbrucker-Festwochen-der-Alten-Musik-Il-germanico-Allemano-Ek-Renard-BardonDavid Hansen è un Arminio inizialmente inflessibile che si rivela alla fine tenero e colmo di sensibilità, ogni sfumatura è una linea nell’aria modulata dalla sua voce. Klara Ek ovvero Rosmonda, voce morbida, calda e salda accenta e fraseggia con una certa enfasi. Carlo Vincenzo Allemano è un Segeste incisivo e sicuro, aderisce con determinazione e veemenza al personaggio. Emilie Renard, grande autorevolezza scenica e interpretativa, veste Ersinda di scioltezza e sensualità. Sostanza espressiva, modulazione ed armonia naturalmente anche per Hagen Matzeit.

La voce morbida e rotonda di Patricia Bardon in Germanico, mezzosoprano dalla caratura internazionale, raggiunge picchi virtuosistici che sembrano mettere in vibrazione il silenzio. Emerge con vera potenza e al contempo sottolinea le nuance coloristiche, timbriche.

L’intero cast funziona meravigliosamente, è un orizzonte capace di debordare la fascinazione lirica. Canto e musica si librano in equilibrio architettonico e carisma sentimentale elevati al sublime, da ogni singolo interprete, da ogni singolo orchestrale, dal gesto magnifico, limpido e pregno di grazia del Maestro Alessandro De Marchi. Si abbassa il sipario ed è semplicemente standing ovation.

 

Alle Fotos: © Festwochen der Alten Musik, Rupert Larl
Info: Innsbrucker Festwochen der Alten Musik
http://www.altemusik.at/

 

di Antonella Iozzo ©Riproduzione riservata
                  (14/08/2015)

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