Bozner Weinkost, lo stile unico dell’Alto Adige

image_pdfimage_print

Ogni vino indossa il sentimento del suo produttore, un complesso armonico di professionalità ed emozioni che raggiunge livelli altissimi.
di Antonella Iozzo

Mostra-Vini-Bolzano-2013-byLuongoBolzano – Bolzano wine weekend in location d’eccezione: il Museo Mercantile e il Parkhotel Laurin. La 91a edizione della storica Mostra Vini di Bolzano dal 24 al 26 maggio scorso ha sedotto, affascinato, comunicato la miglior immagine dell’Alto Adige nel perlage di superlativi bianchi e nell’intensità di eccellenti rossi altoatesini, tra i quali vini non ancora reperibili sul mercato. Come fondale il Festival del Gusto , non solo vino quindi, ma degustazioni con prodotti di qualità dell’Alto Adige come mele, speck, latte, pane, miele, erbe aromatiche, fragole e lamponi in una coinvolgente festa per i sensi arricchita da show culinari, informazione e buona musica, molto apprezzata dai circa 70 mila visitatori.

Si apre allo sguardo come una limpido orizzonte che coniuga le melodie della tradizione alle dinamiche del linguaggio contemporaneo, è lo stile unico dell’Alto Adige che dipinge la passione rilasciata dall’universo enoico teso fra cultura e natura.

In ogni calice rinasce l’essenza della terra, una verità che ci viene incontro nella “Sala delle Aste” e nel cortile interno del Museo Mercantile con la degustazione al tavolo “Anteprima”, 100 vini di produzione locale che saranno in vendita da giugno di quest’anno. Ospitalità e professionalità supportano le note e le pennellate aromatiche di ogni degustazione ad iniziare “dall’Alto Adige Terlano Pinot Bianco, Eichlorn 2012 Manincor”, deliziosamente fruttato con un ottimo retrogusto, che permane fino ai sorsi “dell’Alto Adige Chardonnay Linticlarus, 2011, Tiefenbrunner”, amabilità soave come una sinfonia, una sinfonia che esprime il terrior in tutta la sua profondità: terra, anima e capacità gestionale nel vivere il luogo e le sue caratteristiche. Ed è proprio in questo paesaggio che ha origine il vitigno Gewurztraminer, oggi uno dei vini più apprezzati dell’Alto Adige. Bouquet vastissimo dalle sfumature di petali di rosa, alle note di frutti tropicali, colore intenso e struttura ricca che lo rendono un supremo vino da meditazione, quasi un interprete del segreto custodito nella sua elegia di …vino. Sono queste le sensazioni provate degustando l’”Alto Adige Valle Isarco Gewurztraminer Aristos 2012 Cantina Vallo Isarco”, l’”Alto Adige Gewurztraminer, Riserva Brenntal 2011, Cortaccia Winery” e, spostandoci in seguito alla Degustazione Varietale al Parkhotel Laurin, il favoloso “Alto Adige Gewurztraminer Vendemmia Tardiva, Terminum 2010, Tramin”.

Mostra-vini-Bolzano-giardino-Parkhotel-Laurin-2013-byLuongoOgni vino indossa il sentimento del suo produttore, un complesso armonico di professionalità ed emozioni che raggiunge livelli altissimi e dilaga nei rossi. Composti di umore e luce capaci di inebriare piacevolmente la nostra capacità olfattiva è il caso dell’ “Alto Adige Lagrein riserva Barbagòl 2010, Laimburg” o dell’ “Alto Adige Cabernet Sauvignon-Merlot Crescendo 2009, Ritterhof Winecellar”.
La classe, l’eleganza, la raffinata espressione della qualità, total living in un tempo che si concede fermando l’istante tra le volte della cantina del Museo, recentemente restaurata, per le degustazioni esclusive della serie “3×3, la piccola verticale”: tre cantine presentano tre annate diverse dei loro vini. Una cosmica evaporazione del piacere in bellezza, in Muse, in un infinito da assaporare sorso dopo sorso. Una nuova degustazione è entrata in scena, riscuotendo ottimi consensi, per esprimere lo spirito di un territorio, le sue varietà, ma soprattutto la pienezza della vita in ogni bacca.
La promenades del gusto tra le vie di Bolzano ci conduce al prestigioso Parkhotel Laurin. Nelle sue sale l’estetica delle forme accoglie la degustazione libera con 150 vini diversi selezionati tra le varietà di punta dell’Alto Adige, dai bianchi della Valle Isarco di diverse annate ai diversi spumanti altoatesini. Arte, semplicemente arte in bottiglia che comunica i venti sottili dei frizzanti, la voluttà del rossi, l’anelito libero dei rosè. Ambiente, sostenibilità, natura, cultura, rispetto per la tradizione dinamiche innovative, ecco di cosa è fatta la linfa che scorre in ogni vite dell’Alto Adige.

Uno stile visuale che si lascia raccontare rivivendo in ogni frammento trattenuto dall’armonia, dalla struttura, dal colore dei suoi vini. Un dialogo costante tra i luoghi e il prodotto finale che rappresenta il vertice della qualità coniugata al calore, all’intensità, all’autenticità soffusa e personale dell’ospitalità.
The wine night di Bolzano si è accesa, venerdì sera, con il “Wineparty Alto Adige”, nel giardino del Parkhotel Laurin. Cornice suggestiva per un appuntamento attesissimo; bagliori soffusi come pennellate timbriche dipingevano la notte. Sulle note del gruppo “Edita”, la danza dei suoni evocava il bianco fermo o vivace che pulsava nei calici, una fusione di talenti creativi che hanno regalato idee nella forma di nuances gastronomiche da gustare prima con gli occhi poi con il palato, piccole emozioni in chiave culinaria che hanno suggellato i grandi vini. Meraviglie come stelle cadenti nella notte del gusto di Bolzano hanno diffuso la carezza del sole sulle viti, impalpabile sentimento in grado di cesellare il piacere di stare insieme sotto lo stesso cielo la Mostra Vini di Bolzano
Sempre nel giardino, domenica mattina, si è concluso il programma con una frizzante “Swinging Bubbles”, colazione allo spumante con i ritmi jazz del gruppo “Alammouche”. Nel cuore delle bollicine il sogno della natura, il pensiero del viticoltore, legami con un paesaggio che non può essere altrove, legami che rivelano nuove sensazioni capaci di esaltare il palato con una gradevolezza originale, essenziale, pura e leggera, quanto strutturata come l’ “Alto Adige Spumante Athesis Brut 2009, Kettmeir .
Lasciandoci trasportare dalla libertà espressiva del jazz sfioriamo la nuova dimensione del vino firmato Alto Adige: anima, tempo, respiro che fluttuano magicamente da un intreccio di memoria e terra, contatto primigenio nell’alba del futuro.

di Antonella Iozzo ©Riproduzione riservata
                  (28/05/2013)

Bluarte è su https://www.facebook.com/bluarte.rivista e su Twitter: @Bluarte1