Fabrick Restaurant. Tecnica e fantasia, new american taste

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Fabrick Restaurant by David Burke, punto gastronomico dell’Archer hotel New York. un viaggio nei sapori classici americani reinterpretati con tecnica e materia prima di grande qualità dallo chef Michael Franey.

di Antonella Iozzo

fabrick-restaurant-nyNew York  – Fabrick Restaurant by David Burke e le suggestioni del boutique hotel Archer New York. Confluenze di idee per esperienze multi sensoriali tra le forme del gusto.

Al piano terra dell’Arher Hotel new York, uno spazio aperto teso fra architettura industriale e calore estetico, il Restaurant Fabrick. Ambiente scenografico con cucina a vista e atmosfera sospesa tra intimità, senso del vissuto e vivace convivialità.

Mattoni a vista, tavoli in legno, sedie rosse smaltate e un piano rialzato che amplifica la spazialità e rende ancor più caratteristica il Restaurant Fabrick.

Design che ricrea una fusion tra passato e presente attraverso dettagli curati, materiali che evocano il tempo, colori e oggetti come richiami a tendenze consumate. Modern eccentric mai ostentato ma celebrato con stile e originalità. Tessuti colorati come dipinti di culture lontane debordano alcune pareti mentre candelier trattenuti da gracili gabbie donano un soft touch venato di romanticismo.

Una sorta di allegra creatività pervade il menu, ricco, fantasioso, colorato. È un viaggio nei sapori classici americani reinterpretati con tecnica e materia prima di grande qualità.

Il nome di ogni piatto al Restaurant Fabrick, stimola l’immaginazione e crea quell’empasse emotivo che riesce a toccare le papille gustative una pre-anticipazione gustativa data dalla seduzione delle parole. Vera e prova trama sonora che compone il menu.

La sinfonia culinaria inizia con un grande classico reinventato “Clothesline Bacon – extra thick-cut candied bacon, black pepper maple glaze, pickled vegetable”.

fabrick-restaurant-ny-clothesline-baconLa presentazione è spettacolare, food sculpture che la dice lunga sull’inventiva dello chef Michael Franey. Spesse fette di bacon caramellato appesi ad una tradizionale piccola impalcatura che ricorda le corde per stendere il bucato.
Materica sostanza golosa ondeggiante al desiderio da prelevare con cura, ovvero teatralità che gioca con il gusto. Bacon succulento, morbido e aromatico, grazie al pepe nero e al tocco di acero che oltre a darle lucentezza lo arricchisce di sapore per alleggerire la portata vengono servite verdure in salamoia.

Sequenza armonica geometrica per le “City Island Mussels – cubanelle peppers, parmesan, chili oil, bread crumbs”, cozze elegantemente disposte vibrano d’intensità. Carnosità di una materia prima che richiama le note piccanti dell’olio, il contrasto con i peperoni e la croccantezza del pane grattugiato. Un piatto ben bilanciato che rilancia le doti dello chef Michael Franey.

Al Restaurant Fabrick la cucina a vista è un palcoscenico di profumi e sapori, messa in scena da una brigata coordinata con il plus del sorriso. Una vitale energia che coinvolge e diventa collante, feeling fra la cucina e la sala in perfetta sintonia.

Verdure che irrompono tra tradizione e modernità, libertà creativa e sapienza da chef, “General Chang’s Cauliflower – crispy cauliflower, general tso sauce, vegetable fried freekeh” quasi un omaggio alla cucina orientale nella presentazione quanto nell’esaltazione dei sapori. Cavolfiore croccante avvolto in una salsa agrodolce su un letto di verdure fra le quali spicca il freekeh, un grano verde, molto diffuso nella tradizione gastronomica mediorientale.

Note croccanti che contrastano la morbidezza del cavolfiore, è un incedere per sensazioni. Un’evocazione o meglio una visione data dall’originale confezione take away cinese e/o giapponese, che contiene il cavolfiore al piatto dove la base di verdure attende l’ingresso dell’ortaggio.

Il pesce ritorna ma con un allure cinese. Tavolozza cromatica e fragranze giocano con l’abilità dello chef nel saper controbilanciare sapori e consistenze “K-town BBQ Verlasso Salmon – spicy bbq glaze, shiitake & bok choy stir-fry”. L’ottima morbidezza del salmone, avvolto nella tipica salsa bbq, incontra la gustosa e intensa espressività dei funghi, in controcanto la nota più dolce aromatica e delicata del cavolo cinese saltato in padella.

Restaurant Fabrick and entrée Italy con un gustosissimo omaggio al Bel Paese, fresco e ricco di passione: “Spanakopita” Flatbread garlic ricotta, spinach, feta, red onion, oregano” o più semplicemente pizza ben lievitata e cotta con forno a legno, sfoglia sottile quanto basta, bordo morbido. Una tentazione per il palato che scopre la freschezza degli spinaci con poche gocce di limone, giusto per esaltarli, la cremosità dei formaggi che sembrano flettere la profondità del piatto giocato tra sapidità e acidità, dolcezza e intensità. Una pizza che omaggia la leggerezza e sposa la passione.

Altra suite culinaria “Little Italy Lasagna – ricotta, parmesan, fontina, sunday gravy”, il buon vivere italiano tra tradizione e gastronomia è fonte d’ispirazione e si fa edificante food experince. Formaggi che si fondono, sfoglia che accoglie e quel “sugo delle domenica” che è memoria, tributo al vissuto, piacere della tavola da condividere. L’interpretazione dello chef Michael Franey è rispettosa della tradizione quanto gioiosa e invitante. Un sorriso carico di senso del fare e del creare piatti che si fanno ricordare, che suscitano emozioni e buon umore. Anche questo è mission da chef!

Il piacere di soddisfare i suoi ospiti è una costante al Restaurant Fabrick che raggiunge le curve della tentazione golosa con i dessert firmati dal pastry chef Zac. Trend roimbow mousse dalle cromie vivaci che dell’arancia fino a giungere al frutto della passione, fluttua in verve vaporosa.

Restaurant Fabrick, il lato umano del cibo nel sorriso dello chef e della sua brigata. Il lato piacevole del gusto tra servizio professionale e calda accoglienza, trait d’union la passione che si fonde in taste and emotions.

Restaurant Fabrick
45 W 38th St, New York, NY 10018, Stati Uniti
Telefono: +1 212-719-4100
http://www.davidburkefabrick.com/

 

di Antonella Iozzo ©Riproduzione riservata
                  (05/12/2016)

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