Focus Soave Preview.Dall’origine al futuro profumo di Garganega

image_pdfimage_print

Focus Soave Preview all’origine della passione, la consapevolezza come effetto leva per uno sviluppo che valorizzi le eccellenze. Colline quelle del Soave che ci regalano un sogno nel calice nella visione dei suoi produttori più fedeli.

di Antonella Iozzo                                                                                                        

Soave (VR) – Focus Soave Preview 2018, parola chiave identità. Dal terroir al calice il carattere del paesaggio la forza della storia. Essenze di un total living into the world wine Soave, a 50 anni dal riconoscimento della Doc.

Focus Soave Preview. Sotto il segno del Consorzio del Soave, degustazioni, esperienze, convegni. Si apre un mondo e il paesaggio racconta attraverso il gesto dei produttori. Sotto la regia del direttore del Consorzio Aldo Lorenzoni e di un team efficiente, preparato ed entusiasta di essere artefice di una comunicazione che promuova e fortifica il territorio Soave Preview è un viaggio esperienziale che rivela la forza dell’identità e dell’autenticità

Gesti, passione, tradizione, origine nel valore del tempo. È la parabola ascensionale del Soave Identiy, una costante evoluzione innervata d’innovazione, dinamismo economico e coesione sociale che traghetta la qualità enoica verso un futuro senza confini.

La forza del territorio e la sua bellezza seduttiva, dalla vista all’intelletto tracciano l’orografia di un potenziale immenso sapientemente modulato dall’uomo in risorsa enoica e paesaggistica. Si apre un mondo che inizia da una lettura in verticale ovvero dal suolo al sottosuolo. È qui che il primordiale ci regala il pathos della scoperta e insieme la storia di un vissuto che diventa elemento primario, essenza e sostanza di cui sono fatti i vini.

Ecco allora che la tiade “Identità geologica, identità geografica, identità ampelografica” trova la sua ragion d’essere più profonda e completa. È come se prendendo sempre più coscienza di chi siamo e da dove proveniamo il territorio che ci circonda divenisse il trait d’union tra l’uomo e la natura in una sinergica coesione d’intenti che immancabilmente produce cultura territoriale. Consapevolezza come effetto leva per uno sviluppo che valorizzi le eccellenze.

Essere fedele a se stessi è come vivere e preservare il proprio habitat naturale, essere evolutivi tramandando il concept d’identità è lungimirante passione e visione internazionale quella del Consorzio di Tutela che intende focalizzarsi su tematiche molto importanti quali: paesaggio e la biodiversità, valorizzazione del patrimonio storico fatto di vigne e viticoltori eroici, inserimento delle Menzioni Geografiche Aggiuntive (CRU) nel disciplinare di produzione, candidatura italiana per il riconoscimento come patrimonio GIAHS-FAO.

Si parte dal paesaggio è improvvisamente ci sentiamo parte integranti di ciò che ci circonda in un viaggio tra le colline del Soave accompagnati dal gruppo tecnico della World Biodiversity Association e Viviana Ferrario dello IUAV di Venezia.

Face to face with landescapes Soave. La natura si rivela e la sua complessità diviene esplorazione e riflessione sul rapporto flora e fauna. Una sintesi perfetta che crea “l’humus” ideale sul quale il gesto dell’uomo può innestare la sua coscienza e conoscenza affinché il calice sia il risultato eccellente del connubio uomo natura.

Una sinfonia concertante la sua bellezza che disegna sinuose forme nel verde rigoglioso dei suoi alberi e dei frutteti per poi librarsi nella spazialità di vigneti nella sequenza di filari geometrici. È un tripudio di vita che si ricompone alla vista come multiforme visione di un’architettura paesaggistica che suggella le peculiarità del suolo, la sua identità vulcanica o calcarea, la sua specificità climatica. È un mondo silenzioso che vive in parallelo con il quale è d’obbligo instaurare un rapporto di amorosi sensi adottando il “Decalogo della biodiversità” della World Biodiversity Association, quindi garantire concretamente fertilità dei suoli, gestione della risorsa acqua, siepi, boschi, prati e specie nettarifere, biodiversità agraria e biodiversità strutturale, qualità del suolo, qualità dell’acqua, qualità dell’aria, energia da fonti rinnovabili, responsabilità ambientale.

Focus Soave Preview. Alla scoperta delle Cantine
Un percorso che ci conduce alla scoperta di Cantine con un cuore e con un comune denominatore: il legame con il territorio e il desiderio di valorizzare questa ricchezza che parla di autenticità e fedeltà.

Il coraggio di mettersi in gioco è una costante comune per molti di loro come Balestri Valda, qualità e filosofia bio per una realtà che guarda lontano con coerenza e costanza. Intraprendenza e sogni vocati ai tempi che cambiano per Coffele, dalla Tenuta uno sguardo che abbraccia il paesaggio e mira all’intraprendenza nella declinazione del Soave Doc Classico. Produttori e vignaioli, animati dal Soave Wine, uno stile di vita che sembra sviluppare le dinamiche della comunicazione e dello sviluppo imprenditoriale vocato alla qualità in bottiglia nella forma del Consorzio e al Cantina Rocca Sveva ne rilancia le prospettive anche come le sue forme architettoniche.

Modernità che abbraccia la storicità nel ventre della terrà e la zona d’affinamento diventa scenografico palcoscenico sotto un soffitto che ricorda la forma gotica ma nella tensione evolutiva di una copertura in rame. Sintesi armonica dalle idee ai contenuti, dalle strategie alla progettualità di una realtà che prende il nome di Soave Identity in sorsi di Garganega.

Colline quelle del Soave che ci regalano un sogno nel calice nella visione dei suoi produttori più fedeli. Nominarli tutti? Impossibili, cedere alle lusinghe di qualche calice. Impossibile resistere. Continuum vorticoso nella danza degli anni con “I Campi” di Flavio Prà. Dal 2007 al 2016 10 anni di Passione vulcanica il Soave Classico Doc “Campo Vulcano”, una sinfonia che impagabilmente rilascia l’origine vulcanica del suolo in una persistenza e in una complessità raffinata e sottile. Un viaggio istoriato di appagazioni sensoriali che riscrivono la storia di Flavio Prà, sorso dopo sorso, quasi parole non scritte veicolate dalle sfumature dorate di calici e dalla perfetta armonia di sapidità e acidità, diversa per ciascun’annata.

Focus Soave Identity, prima candidatura italiana per il GIAHS
Uno stile di vita in linea con impegno etico e morale che molti produttori del Soave hanno già intrapreso rendendo le loro Tenute simbolo d’identità e passione, la stessa che poi ritroviamo nei calici. “Virtù” espresse nel convegno “Le virtu’ del Soave Dal Primo Paesaggio Rurale Di Interesse Storico alla Candidatura GIAHS-FAO” tenutesi presso la Cantina di Soave a Borgo Rocca Sveva moderato con estrema eleganza, tatto e finezza intellettiva da Alessandro Torcoli di Civiltà del Bere. Tra gli ospiti Luigi Polizzi, dirigente del Ministero delle Politiche Agricole, Viviana Ferrario dello IUAV di Venezia e Endo Yoshihide, coordinatore della FAO delle candidature GIAHS. Il GIAHS è un programma internazionale nato per salvaguardare i paesaggi appartenenti al patrimonio agricolo mondiale, abbinati alla produzione di cibo, alle pratiche agricole tradizionali, alla biodiversità biculturale.

Un programma su misura per il Soave. Paesaggio, agricoltura sostenibile, luoghi di produzione immersi nei loro paesaggi naturali, tradizione, origine e il gesto dell’uomo. Tutto ciò rende il presente storia di un futuro nel segno del valore del luogo. “Segni” che la Cantina di Soave per i suoi 120 anni di storia ha suggellato in un prezioso libro fotografico by Giò Martorana. Un racconto per immagini in Segni dell’uomo, del territorio, della natura, del paesaggio. Scatti carichi di vissuto e di memoria che scandiscono la poesia di un viaggio senza tempo nella bellezza del Soave. 

E soave amplifica la sua presenza sul parterre internazionale con Riccardo Borghero, Camera di Commercio di Verona che presenta The Great Wine Capitals.  La rete delle Grandi Capitali dei Vini, dieci grandi città internazionali unica mission, unico obiettivo, favorire gli scambi commerciali, turistici ed accademici tra le città simbolo del vino e le nuove identità vitivinicole, quali Adelaide, Bilbao – Rioja, Bordeaux Lausanne Mainz Mendoza, Port, San Francisco – Napa Valley, Valparaìso – Casablanca Valley, Verona –Italia.

Focus Soave Preview, l’identità nel calice
Focus Soave Preview, l’identità nel calice con degustazioni che portano in primo piano le diverse espressioni della Garganega.

All’origine dell’origine- Soave Evoluzione” la degustazione con Ermanno Murari, Alessandro Torcoli di Civiltà del Bere e Chiara Mattiello Consorzio di soave, è un suggestivo viaggio fra 12 Unità geografiche nell’interpretazione di 12 produttori.

Calcarei o vulcanici è sempre il suolo a parlare a lasciare la sua impronta, plasmata in sfumature organolettiche dal produttore. Gesto e terreno, clima ed esposizione, un quartetto armonio e vocato che crea un mosaico di emozioni culminati nei calici.

Diversi per natura, simili per lungimirante e passione, ma soprattutto fedeli nell’intento di promuove, di preservare e tramandare il valore Soave identity. L’origine sta nel vissuto, nella meria del suolo nel suo trattenere, conservare tracce e presenze e nel suo mutarsi nel corso dei tempi. Un’evoluzione che racconta basta saperla ascoltare dalle voci solisti dei singoli calici. Annate diverse, zone diverse, personalità diverse, ognuno della quali resa protagonista dalla presentazione introspettiva di Torcoli, dalla lettura di Chiara Mattiello, dall’affascinante percorso a ritroso nella memoria del suolo e nel comportamento della pianta, proposta dall’agronomo Ermanno Murari. Perché è proprio da qui dall’origine che si sviluppano fragranze, aromi e caratteristiche della Garganega.

Focus Soave preview con degustazioni che proseguono con i banchi d’assaggio, suddivisi per unità geografiche. Ciascuna zona un affresco di profumi e fragranze in pennellate di sapienza ed esperienza tese verso il rispetto del territorio. Paesaggio e gesto dell’uomo esprimono all’unisono una musicalità che rilascia la forza dell’identità e il valore del territorio nell’evoluzione di un progetto foriero del suo passato. In ciascun calice freschezza, eleganza, finezza e quella verve che come un nastro di luce raggiunge la semplicità per poi rinascere sogno nel calice.

All’origine dell’origine – Il Soave tra bianco e nero” è il tema della degustazione con Roberto Zorzin, geologo e Curatore della sezione di Geologia e Paleontologia del Museo Civico di Storia Naturale di Verona, Veronika Crecelius Winewirtschaft Magazine, e Chiara Mattiello.

Calcareo o vulcanico? Questione di suolo e sottosuolo. Tutto il resto è carattere evolutivo nel segno della Garganega che rilascia le sue caratteristiche e ci conduce oltre il tempo al cuore dell’identità.

Se la ricchezza di calcio e magnesio dei terreni calcari conferisce mineralità e finezza, la complessità e la ricchezza dei terreni vulcanici conferisce profondità. Sono le diverse declinazioni del bianco e le molteplici impressioni del nero che inscenano le loro danze per sorprendere il palato. Sono vini capaci di evolversi nel tempo che parlano di tradizione nella loro modernità.

Personalità, eleganti e legate al terroir ogni sorso di Garganega sembra interpretare la vocazione del gesto a seguire la voce del territorio e il suo rinascere massima espressione identitaria.

Bianco e nero paso double che seduce e induce a nuove scoperte emozionali che puntano dritto all’origine della passione Soave Identity.

http://www.ilsoave.com/

 

di Antonella Iozzo ©Riproduzione riservata
                  (20/05/2018)

 

Bluarte è su https://www.facebook.com/bluarte.rivista e su Twitter: @Bluarte1