Montelvini. Il Vigneto Ritrovato, testimonianze e moderno concept

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Montelvini in occasione del Vinitaly 2018 ha presentato un entusiasmante ed interessante progetto il “Vigneto ritrovato” che fonde recupero territoriale, lungimiranza, valenza storica, identità.

di Antonella Iozzo

Verona  – Montelvini, vocazione di famiglia da 135 anni. Montelvini realtà vitivinicola con sede a Venegazzù in provincia di Treviso, nel cuore delle aree DOCG Prosecco Superiore Asolo e della DOC Montello e Colli Asolani, dove i vini si fanno prima di tutto con il cuore.

Montelvini, un’azienda di famiglia con l’imprinting del territorio, della tradizione, di un moderno concept di storia che crea un solido legame fra le dinamiche dei tempi. Alberto Serena dirige l’Azienda con la dedizione tramandatagli dal papà Armando che ne è il presidente e che riveste anche il ruolo di presidente del Consorzio Vini Asolo Montello. È una storia di famiglia che incrocia lo sviluppo territoriale nel portare avanti con estrema professionalità e competenza la loro filosofia di fare vini.

Sempre proiettati in avanti con idee dalle forme concrete e capaci di rilanciare continuamente il mercato, Montelvini in occasione del Vinitaly 2018 ha presentato un entusiasmante ed interessante progetto il “Vigneto ritrovato” che fonde recupero territoriale, lungimiranza, valenza storica, identità. Punti cardini di una filosofia con un forte background alle spalle. Si tratta del recupero di un’antica vigna all’interno del centro storico della città di Asolo, a ridosso delle mura, di fronte alla splendida villa Contarini degli Armeni e al celebre giardino all’italiana di Villa De Mattia.
Realtà di per se fuori dai soliti schemi che richiede impegno e un forte legame con la terra, qualità che alla Famiglia Serena non mancano. Studi e ricerche ci hanno condotto fin all’epoca napoleonica, testimoniando la cultura enoica del territorio.
Epoche che si succedono, tempi che cambiano, ma le radici non tradiscono, conservano la loro vera entità e riemergono cariche di vita e di vissuto ed è proprio il caso di questo vigneto impiantato nel 1960 di circa 3 ettari. Vitigno presente il Glera, esposizione a Sud, terreno ricco di argilla, caratteristiche che la professionalità e la conoscenza Moltelvini renderanno massima espressione di qualità e di territorialità

Recuperare questa antica vigna significa soprattutto rispettare i delicati equilibri ambientali, e al contempo, far parlare il territorio attraverso lo splendore e il valore di una cultura che rinasce dalla proprie radici, è questo uno dei traguardi più ambiziosi di Montelvini.

Il progetto ha coinvolto un gruppo di lavoro multidisciplinare architetti e specialisti del paesaggio, docenti universitari, documentaristi e storici, istituzioni comunali, esperti di viticoltura. Un team coeso al servizio del territorio per espressioni enoiche che riconducono al valore umano rilanciandone le potenzialità. Un vigneto simbolo che implica una serie d’interventi ben calibrati e studiati. E se il primo passo è stato la pulizia completa del vigneto e potatura delle piante sane, per il prossimo anno è prevista la posa in pieno campo delle barbatelle per avere nel settembre 2020 i primi grappoli e quindi la produzione effettiva nel 2021. Ultimo step nel 2022, la presentazione Cru del Vigneto Ritrovato.

Sarà l’etichetta che suggellerà un percorso istoriato di passione, dedizione e del primordiale rapporto uomo-natura reso. Moderno concept e testimonianze antiche “ritrovate” in un Vigneto dalla lungimiranza Montelvini.

http://www.montelvini.it/

di Antonella Iozzo ©Riproduzione riservata
                  (08/05/2018)

 

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