Tenuta di Pojega. Paesaggi di memoria by Guerrieri Rizzardi

image_pdfimage_print

Alla Tenuta di Pojega un evento per due. Paso doble tra architettura e vino che intreccia un dialogo complesso e coinvolgente. È come se ad ogni azione restaurativa corrispondesse una sfumatura del calice per un’opera d’arte totale che appaga tutti i sensi.

di Antonella Iozzo

Negrar ( VR) – Paesaggi di memoria by Guerrieri Rizzardi con la Tenuta di Pojega a Negrar, nel cuore della Valpolicella. Tra architettura, vino e natura, Villa Rizzardi e il suo Giardino si rivelano in un coinvolgimento empatico che ci sospinge tra evocazione e sogno, tra stupore e immaginazione, è l’incanto del luogo.

Custodire e tramandare nel segno dei tempi sembra essere la mission della Famiglia Guerrieri Rizzardi che dal 1430 flettono le coordinate del territorio in una tradizione evolutiva in costante mutamento, prima comprando le mura di Bardolino dai veneziani, poi, nel 1649, acquistando vigneti ed uliveti in Valpolicella. Nel corso del tempo le due casate, unite dalla passione per l’agricoltura e per la viticoltura di questo territorio consolidano questo legame nel XX secolo con il matrimonio tra Carlo Rizzardi e Giuseppina Guerrieri, nasce la storia nel segno Guerrieri Rizzardi.

Preservare il territorio, promuoverlo, renderlo brand ambassador di cultura e tradizioni è come stratificare la profondità della bellezza in filosofia di vita. Un concept magnificato dall’autenticità, dall’unicità e dal desiderio di regalare emozioni tra il pathos della natura, le forme dell’architettura, la magia di calici che raccontano. Viaggi senza fine nel landascpaes Guerrieri Rizzardi of course Tenuta di Pojega.

La Villa della Tenuta di Pojega indossa dimensioni importanti ma con grazia ed eleganza. La sua linearità ed essenzialità geometrica si apre alla vista come uno scrigno prezioso, costruita tra il 1868 e il 1879 nello stesso luogo di quella preesistente, da sempre rilascia in un sussurro di musicalità orchestrata dal giardino che la circonda, la sua fascinazione poetica che lo scorrere del tempo aveva avvolto nella penombra. Da qui l’impunto di intervenire nel 2008 con imponenti lavori di restauro affidati allo studio di Filippo Giustiniani. La pulizia formale della semplicità, in perfetta coerenza stilistica con le sue linee guida sono stati perfettamente mantenuti ed esaltati dal sapiente restauro. A dieci anni dal termine dei lavori, un anniversario importante ne celebra i fasti e la Villa indossa la silhouette della festa per risplendere di luce propria.

Nell’anima della Villa e nel mood Guerrieri Rizzardi
Un incontro informale moderato da Stefano Tesi, direttore della testata on-line “Alta Fedeltà”, e tenutosi nel salone di Villa Rizzardi, ci ha condotti nell’anima della Villa e nel mood Guerrieri Rizzardi. È come se le mura parlassero del tempo passato e di quello avvenire grazie alla sinergica intesa dei fratelli Guerrieri Rizzardi, ciascun dedito a rilasciare, nello imprinting del proprio carattere, lo spirito di una Famiglia che nel campo della viticultura e del turismo ha saputo da sempre interagire con il proprio territorio amplificandone gli orizzonti.

E se Olimpia Rizzardi ci ha condotto in un viaggio a ritroso nella storia della Famiglia, Giuseppe Rizzardi, ha dipinto la sua passione per le vigne tessendo un racconto emozionale fra i vigneti, gli stessi che hanno regalato dieci annate di Amarone Villa Rizzardi, prodotte dal 2001 secondo una precisa scelta aziendale tesa a valorizzare la personalità dei vigneti e dei vini. Un doppio anniversario, quindi, le forme della Villa nella sua identità architettonica e le forme del vino nel suo evolversi in valore del tempo nel gesto del suo produttore. Fino a giungere alla mission di Agostino Rizzardi, lo sviluppo dei servizi turistici con il plus di un’accoglienza dedicata. Spirito di famiglia, qualità, arte dell’ospitalità che si distende nella bellezza del paesaggio e rilancia l’offerta enogastronomica.

Una triade di pensiero nel fermento dei valori umani in una sequenza che fluisce liberamente in un connubio armonioso da esplorare nel rispetto del suo valore. Tutto il resto è magia, fascino, atmosfera.

Alla Tenuta di Pojega un evento per due. Paso doble tra architettura e vino che intreccia un dialogo complesso e coinvolgente. È come se ad ogni azione restaurativa corrispondesse una sfumatura del calice per un’opera d’arte totale che appaga tutti i sensi.

I lavori di restauro, mantenendo il layout secolare hanno dato nuovo impulso e nuova solidità con interventi di consolidamento. Dalla messa a norma degli impianti ai serramenti fino alla pavimentazione. Toni neutri e il calore del legno per il pavimento gli elementi chiari che orchestrano lo spazio comunicando poesia e spiritualità in una sorta di classico moderno dal soft touch new romantico grazie ai lampadari in stile veneziano. Stupefacente l’aspetto della facciata che ha mantenuto inalterato la sua allure tesa fra magia e visione grazie alle opere statuarie agli elementi lapidei, ai capitelli corinzi, e agli stemmi, un microcosmo artistico capace di comporre un luminoso affresco.

1.000mq su due piani che lasciano l’ospite sospeso in una magia alchemica che alleggia fra le varie stanze. È un’ode di versatilità che la rende ideale per qualsiasi evento e qualsiasi evento diventa, come d’incanto, memorabile. Ma ciò che rende la Villa, una location da favola è il suo giardino, cui il piano nobile della Villa è collegato tramite una passerella che ci conduce in un’ampia terrazza semicircolare L’importanza del complesso è determinata in particolar modo dal giardino, commissionato nel 1783 da Antonio Rizzardi a Luigi Trezza.

La Tenuta di Pojega e il suo Giardino
Una tela di 54 mila metri quadri sulla quale la fantasia e la lungimiranza di menti protese all’architettura green hanno creato un capolavoro di giardino all’italiana, con sfumature romantiche di rara suggestione.

Impressioni romanzate da una rigogliosa vegetazione che tesse la sua trama verso una misteriosa corrispondenza fra natura e immaginazione. Poesie prelavate da un sogno che compongono il Belvedere, il Tempietto, il Teatro di “Verzura” e il Laghetto. Ed è come incedere nella liquidità sonora del Pleudio L’apres-midi d’un faune di Debussy. 

Nel punto più alto del giardino, il Belvedere irradia la sua spettacolarità nell’espressione più profonda di bellezza del paesaggio. La scala centrale con ai due lati la Sapienza e l’Abbondanza e su, in alto, e al centro, una nicchia con la statua della Concordia, omaggiano la virtù in una trasposizione sentimentale che sottolinea il simbolismo.

Sensazioni musicali ed espressivi che ci abbracciano nella nostra passeggiata nel boschetto di querce e roveri abitato da inquietanti sculture in pietre, belve feroci che istituiscono e infondo mistero e trasposizione esotica.  Qui, si configura un affresco statico, il Tempietto, arabesque di fantasia e romantiche fanciulle che volteggiano al crepuscolo sembrano materializzarsi sotto i nostri occhi, quasi una danza in un unico prolungato istante di grazia tra le ricche decorazioni interne di ciottoli di fiume, che segnano l’ordine architettonico classico delle nicchie.

Come una composizione musicale, il giardino scandice i tempi regalandoci flussi continui di emozioni che polverizzano l’impercettibile in pulviscolo sensitivo. Con questo stato d’animo giungiamo al Teatro di “Verzura”, formato da siepi di bosso, cipressi e carpini, dove sono posizionate due statue, rappresentanti le due muse della tragedia, Melpomene e Talia. Un vero e proprio anfiteatro nel cui fondale sono ricavati 9 palchetti contenenti statue di divinità, ed è usato per eventi culturali dal gande impatto scenico. Nel sottile riverbero del luogo il laghetto stilla sua evanescenza romantica caratterizzando la parte più geometrica e rigorosa del giardino: il Ninfeo che domina il Giardino segreto nelle vicinanze della Villa. Il laghetto ovale circonda la composizione scultoria dell’Acqua personificata da una fanciulla con un’anfora tra le mani. Sotto di lei un delfino ricorda il mare, e i due putti, il principio dell’amore.

Giochi di verde lussureggiante per labirinti abilmente modulati nell’armonica ripartizione spaziale. Fil rouge il viale di Carpini e il viale dei Cipressi ed è qui che entra in scena l’Amarone Villa Rizzardi nelle annate 2011, 2010, 2008 e 2003, le cui uve provengono in gran parte dal vigneto Pojega, che delimita a sud-ovest Villa Rizzardi e il suo giardino.

The Event prende forma nel movimento di un party sotto le stelle alla Tenuta di Pojega, la scenografia è da mille e una notte, la musica jazz, in sottofondo, sembra stillare all’unisono con le fontane e le luci notturne, irrorando la coreografia gastronomica che forma il buffet di prodotti tipici.

Smile, music and wine in un dialogo flessuoso articolato sulla verticalità di calici complessi e ricchi di aromaticità. Frutta rossa intensa per il 2003 freschezza per il 2011, in mezzo l’equilibrio classico del 2008 e la gamma tannica del 2010.

La pulsazione del convivio rilascia pennellate ampie e sincronizzate alla piacevolezza del momento, suggerendo la singolare predisposizione della Famiglia Guerrieri Rizzardi a riconoscere il valore della bellezza e condividerlo nell’unicità della Tenuta Pojega.

Villa Rizzardi in Negrar
Loc. Pojega – 37024 Negrar (VR)
Tel: +39 045 721 0028 Mobile: +39 347 3121466
https://www.villarizzardi.it

 

di Antonella Iozzo ©Riproduzione riservata
                  (26/06/2018)

 

 

Bluarte è su https://www.facebook.com/bluarte.rivista e su Twitter: @Bluarte1