Un progetto per due. Wine in Jars

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Alla Casa del Vino di Isera, l’alba di un nuovo percorso per la TAVA e per la Cantina Sociale Mori Colli Zugna, la fragranza dello Chardonnay, due realtà unite dal rispetto per il passato e il desiderio di sperimentare.
di Antonella Iozzo

CasaVino-Isera-vittorialuongoIsera (Tn) – Il vino, una lunga storia che ha attraversato i tempi, stratificando saperi, custodendo tradizioni, evolvendo in cultura. Ogni civiltà ha il suo inizio, una sola civiltà indossa il passato per vivere il futuro nel nostro presente e la modernità scopre il fascino del passato e l’antica pratica di vinificare e conservare il vino nelle anfore di terracotta.
Dalla Civiltà Romana ai giorni nostri, sono molti i produttori che hanno scelto questa strada, oggi presso la Casa del Vino di Isera, è stato presentato il progetto nato in collaborazione tra l’Azienda Ceramiche TAVA, specializata nella costruione di stufe e prodotti di ceramica,  e la Cantina Sociale Mori Colli Zugna. Fusion d’intenti e di talenti per un vino che porta nel nome il suo destino “Vittoria” Chardonnay in purezza da coltivazione biologica.
Colore intenso, buona struttura, carattere e tutte le caratteristiche del vitigno. Un sunto armonico dalle vigne al calice, mantenuto integro grazie all’attento lavoro dell’enologo Luciano Tranquillini e all’ottima qualità delle anfore. L’equilibrio fra la natura e la tecnica ha trovato il suo spazio in una sperimentazione che ha saputo preservare il valore del terroir e plasmare la forza esuberante della sua enfasi naturale.
Sette mesi di macerazione sulle bucce in un recipiente, l’anfora, che favorisce la micro ossigenazione. Colore, aroma e gusto assumono profonde modificazioni in seguito al maggiore o minore contatto con l’ossigeno ed è perciò indispensabile conoscere come intervenire. L’esperienza dell’enologo Luciano Tranquillini, interagendo con l’Azienda produttrice di anfore, ha partorito un ottimo prodotto sul quale l’affinamento in barrique, prima dell’imbottigliamento, ha dato una certa morbidezza, ma sarà il tempo ha scrivere la sua storia.
Alla presentazione esperti del settore, produttori, giornalisti per una conversazione che si prestava alle diverse interpretazioni. Un interessante dialogo che ha visto fra gli altri Mario Pojer dell’Azienda Pojer e Sandri, Fulvio Rimini, Brand Ambassador Tenuta San Leonardo,   la produttrice Elisabetta Foradori, fedele sostenitrice delle anfore, le sue, spagnole, le usa per il Nosiola e il Teroldego, Dante Cavazzani, reparto tecnico Masi Agricola, Manfred Vescoli presidente Strada del Vino Alto Adige. Molti i commenti e le similitudine con la Georgia, dove la tecnica di vinificazione nelle anfore e antichissima e diffusissima, grandi anfore di terracotta in molte zone della Georgia, sono interrate per consentire prima la fermentazione e poi l’affinamento, sia dei bianchi che dei rossi. Così lontani da noi geograficamente, eppure così vicini nel vivere e interpretare il prezioso nettare di Bacco. Il dialogo scivola in un’armonica partitura, tante variazioni su tema ma nessuna voce fuori dal coro.
Pagine di cultura enologa che si dispiegano in una dimora calda e accogliente la Casa del Vino, dimora del gusto, del fare insieme per essere espressione di coesione sociale e territorialità. L’ospitalità di Luca Bini, è il leitmotiv che ridefinisce l’atmosfera, professionalità e discrezione, simpatia e apertura, coordinate di un dinamismo che rendono la Casa del Vino location ideale anche, se non soprattutto, per eventi che prospettano il domani del vino con serietà e impegno.
Argilla Toscana per concretizzare l’idea TAVA, un mix tra quella proveniente dalle cave dell’Impruneta che conferisce plasticità e quella proveniente dalle cave di Montelupo Fiorentino per la longevità. Rivestimento esterno, in cera d’api naturale, tecniche di cottura fino ai 1080 gradi centigradi, sistema di chiusa in argilla che garantisce ermeticità. Studio, intuito, ricerca qualitativa che garantisca stabilità, solidità, affidabilità. Un lavoro portato avanti in stretta comunicazione con l’enologo Tranquillini, una sorta d’interazione vibratile in tutto il processo che ha portato alla realizzazione dl prodotto. Progettualità e cultura per riscoprire le origini, il sapore dell’autenticità, il senso della terra.
All’alba di un nuovo percorso per la TAVA e per la Cantina Sociale Mori Colli Zugna, la fragranza dello Chardonnay, la textura del suo aroma. Un vino studiato, nulla è lasciato al caso, tutto indica la meticolosa cura per i dettagli. Sperimentazione significa cercare di capire l’evoluzione di ogni passaggio, ascoltarne il respiro, interpretare il tempo, è come imparare dell’esperienza e Luciano Tranquillini, ha dimostrato maestria e umiltà, conoscenza e voglia di mettersi in gioco per crescere e migliorare. In programmazione nuovi vitigni, forse, il Marzemino, forse, il Pinot Nero, attendiamo pazientemente degustando nel frattempo la “Vittoria” Chardonnay.
Azienda TAVA e Cantina Sociale Mori Colli Zugna un’importante esperienza che ha instaurato un clima di grande collaborazione con le potenzialità della tecnica e del lavoro artigianale, due realtà unite dal rispetto per il passato e il desiderio di sperimentare.

di Antonella Iozzo ©Riproduzione riservata
                  (04/08/2014)

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