Vinexpo New York 2018, opening doors to the U.S. market

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Vinexpo New York 2018 al Javits Center, dove il sapore del vino assume sfumature socio-economiche e richiami sostenibili, territorialità e nuove tendenze. Tematiche sviluppate grazie a conferenze e incontri tra i quali quello con Martha Stewart.

di Antonella Iozzo

New York – Vinexpo New York 2018,  wine and spirits tradeshow. Una prima edizione di enorme successo tenutasi al Jacob K Javits Convention Center di New York dal 5 al 6 marzo, che ha avuto come protagonisti 500 espositori provenienti da 23 paesi registrando circa 3.446 visitatori tra buyer, esperti del settore, stampa.

Aspettative ampiamente superate e grande soddisfazione per Guillaume Deglise, CEO di Vinexpo. Un entusiasmo che appare chiaro dalle sue parole: “Our expectations in launching Vinexpo New York were high and we are thrilled that they were exceeded. The U.S. is in the spotlight right now given its status as the #1 consuming market in the world, and with interest in imported wines, especially among millennials, at an all-time high.” Sì, se l’attenzione in questo momento più che mai è focalizzata sugli Stati Uniti per il suo status di consumo numero uno al mondo, Vinexpo New York non può che essere e rappresentare un efficiente habitat naturale per il business internazionale di settore.

Conoscere il mercato e il mondo del vino dal di dentro, entrare in sinergia con le diverse dinamiche che determinano domanda e offerta, capire le problematiche tecniche e cercare soluzioni. Incontrare il gusto del consumatore e le esigenze del produttore. Tematiche ampliamente sviluppate a Vinexpo New York 2018, grazie a conferenze, incontri tra i quali quello con Martha Stewart che offre supporto con il suo servizio orientato al consumatore diretto e lo scouting per i nuovi produttori, le degustazioni con Wine Origins Alliance, organizzazione che si adopera per garantire che i nomi delle regioni vinicole siano protetti e non abusati, e che al consumatore finale giungono informazioni corrette. Un’organizzazione internazionale i cui membri rappresentata fra gli altri dalle regioni di Barossa, Bordeaux, Bourgogne / Chablis, Champagne, Chianti Classico, Long Island, Napa Valley, Oregon, Paso Robles, Porto, Rioja, Sonoma Contea, Texas, Victoria, Walla Valley, Stato di Washington, Western Australia.

A Vinexpo New York 2018, il sapore del vino assume sfumature socio-economiche e richiami sostenibili, territorialità e nuove tendenze. Un mondo in continuo fermento e innovazione che ha reso l’evento piattaforma naturale per molti master class educative, nelle quali si è discusso sui modelli mutevoli di consumo e produzione, sugli effetti dei cambiamenti climatici, sul potere d’acquisto dei millennial e sull’ascesa dell’e-commerce, senza dimenticare il servizio di matchmaking One and Wine, in omaggio, che ha facilitato oltre 1.000 incontri pre-programmati tra i partecipanti e gli espositori.

La qualità dei partecipanti di Vinexpo New York 2018 ha reso l’evento, un hub preferenziale per gli incontri con gli acquirenti negli States che molti responsabili delle esportazioni come Fabiana Bracco della Narbona Winery in Uruguay, hanno apprezzato con vivo entusiasmo.

Soddisfazione anche per Emma Shaw Global Sales Manager di Jim Barry Clare Valley, Australia. A questo punto ci sembra ovvio almeno menzionare un vino dall’eleganza esclusiva, dal gusto vellutato pieno e intenso che è una filosofia di vita nel senso più ampio del termine, il Jim Barry “The Armagh” Clare Valley Shiraz 2013, con 94 punti assegnati da Wine Spectator, presente a Vinexpo New York con il 90+ Club Showcase. Altro vino al vertice della Clare Valley il Jim Barry Lodge Hill Riesling 2017 con 91 punti.

Ampie distese australiane ci regalano vini spettacolari, sempre dal Sud dell’Australia dalla Barossa Valley il Torbreck Vintners “RunRig” Barossa Valley 2014 con 94 punti e l’Yalumba “The Octavius” Barossa Shiraz 2009 con 92 punti. Velluto rosso che trionfa con un implosione calda e appagante.

Il mondo del vino è presente a Vinexpo New York e naturalmente la Francia illumina la scena con i suoi rossi e i suoi Champagne, bollicine con fine perlage e famiglie che hanno tessuto la tradizione e scritto la storia, ricordiamo con piacere Bernard Magrez proprietario fra l’altro del Relais & Châteaux  Bordeaux,  La Grande Maison Bernard Magrez di Bordeaux e del ristorante Pierre Gagnaire, due stelle Michelin, che disegnano le curve dell’armonia e dello stile francese di alta classe e cordialità.

E l’Italia? L’Italia è presente grazie a Wine Meridian con un parterre di 12 cantine: Azienda Agricola Accordini Stefano, Azienda Agricola Anna Spinato, Cantina Frentana, Cantina Valpolicella Negrar, Cantina Vignaioli del Morellino di Scansano, Casal Thaulero, Cava Canicatti Sca, Corte Sermana, F.lli Rau – Tenuta l’Ariosa, Tenute Barzan, Società Agricola Ronco Margherita e Cantina Produttori di Valdobbiadene – Val d’Oca.

Il coraggio di una scelta, la luce di un orizzonte in perfetto equilibrio fra tradizione italiane e logiche economiche concepite per la crescita e la valorizzazione dell’eccellenza. Insieme per migliorare il sistema e migliorarsi, orientandosi verso la massima qualità dei risultati con investimenti strategici di lungo periodo. Wine Meridian ha creato le condizioni per una sfida competitiva ed efficiente capace di rendere concreto il concept di esportazione vs gli States.

I team di Vinexpo e Diversified Communications hanno cooperato e tessuto la trama di un evento che ha prodotto risultati e posto le basi di un percorso in crescendo che ci attende con la prossima edizione di Vinexpo New York il 5 e il 6 marzo 2019.

L to R: Ted Wirth, CEO, Diversified Communications; Mary Larkin, Executive Vice President, Diversified Communications; Martha Stewart; Guillaume Deglise, CEO, Vinexpo. Photo: Brandon Bibbins

 

di Antonella Iozzo ©Riproduzione riservata
                  (18/03/2018)

 

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