Vinitaly 2017, la massima espressione del vino

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Vinitaly 2017, la massima espressione del vino. Parlano i numeri decanta il vino tra incontri business to business internazionale sempre più qualificati. Visibilmente soddisfatto Giovanni Mantovani dg di Veronafiere.

di Antonella Iozzo

Verona – Vinitaly 2017, la massima espressione del vino e la sua capacità di dettare i ritmi del business e del marketing a livello internazionale. Se nel 2016 Vinitaly ha registrato un andamento positivo confermandosi leader nel settore, Vinitaly 2017, simbolicamente battezzata come edizione 50+1, ha raggiunto un trend superiore alle attese.  Risultato ottenuto dall’ incremento degli operatori esteri, dall’ USA al Regno Unito, dalla Russia al Giappone dai Paesi Bassi al Brasile, senza dimenticare il debutto dei buyer del Panama e del Senegal. Da Vinitaly 2017 parte anche il segnale che anche in USA ancora si può lavorare se pensiamo che la metà delle importazioni di vino italiano è concentrato in soli 5 Stati: New York, California, Florida, Illinois e Texas.

Se è vero che insieme si va più in alto, Vinitaly 2017 con 128.000 presenze da 142 Paesi in fiera vira verso un volo planare che la posizione su un podio qualitativo e imprenditoriale riconosciuto in tutto il mondo. Economia e marketing affiancate da cultura e formazione con 400 convegni, seminari e incontri di formazione e più di 200 degustazioni. Basta citare la Verticale di Sassicaia. Quando un vino è storia più che raccontarla ne divine l’emblema. Non servono grandi annate, annate memorabili e condizioni climatiche superlative, basta il carattere dell’unicità, quel fil rouge, quella cifra stilistica estremante personale capace di rendere unica e irripetibile ogni sfumature della sua profonda personalità.

L’altro lato di Vinitaly sono i 35.000 wine lover tra Verona e Bardolino con Vinitaly and the City che ha coinvolto il centro storico di Verona e il comune di Bardolino Tutto ruota intono al vino innescando un dinamismo economico non indifferente. Due situazioni che viaggiano su un sistema binario parallelo garantendo una sostanziale separazione tra business in fiera e il fuori salone.

Vinitaly, cresce, cambia, si rinnova dimostrando di essere un motore fuori classe per il futuro dei prossimi 50 anni.

Parlano i numeri del Vinitaly 2017, decanta il vino tra incontri business to business internazionale sempre più qualificati. Visibilmente soddisfatto Giovanni Mantovani dg di Veronafiere, anche per la presenza italiana uniforme e consolidata.

Più di 4.000 aziende espositrici da 30 Paesi rendono Vinitaly il più importante salone internazionale per il vino e i distillati. Luogo che flette le dinamiche dell’economia e crea momenti di riflessioni, più che mai indispensabili per il settore vitivinicolo. Consapevolezza, coscienza e conoscenza, s’incrociano e inarcano scenari probabili, soluzioni possibili verso rotte commerciali che diventano rotte culturali. L’eccellenza del vino italiano punto di partenza per generare nuovi flussi, nuove sinergie per essere in rete con il mondo.

Wine e bussiness, wine e food e wine e social la nuova realtà virtuale che conquista wine lovers e non con gli hashtag #vinitaly e #vinitaly2017 al top. Ma il vero winner per citazioni e il Chianti che conquista sempre di più i giovani anche grazie alla promozione intrapresa dal Consorzio Chianti e il Presidente Giovanni Busi conferma: “siamo molto felici di apprendere che nella classifica dei social vince il nostro vino che dimostra ancora una volta un grande appeal anche fra i più giovani, sempre nell’ottica di un consumo consapevole….”

Essere a Vinitaly è di per sé un viaggio nel cuore enoico dell’Italia, senza dimenticare le realtà internazionali nel padiglione di Vininternational. Padiglioni, stand, buyer, produttori si aprono orizzonti forse mai pensati, si spera nella firma dell’accordo che cambierà le sorti dell’Azienda, si ascolta il calice e tutto affiora. Il mondo del vino è un mondo di relazioni, di emozioni, di una comunicazione che varca i confini mentali e si apre alla valorizzazione del territorio, dell’identità, dell’unicità. Una realtà che può esistere solo in un determinato luogo, e che grazie a Vinitaly raggiunge rapidamente i quattro angoli del globo.

Il mondo del vino è ben conscio delle potenzialità di mercato e interagisce con esso sapendo riconoscere i segmenti che lo caratterizzano come, per esempio, quello rappresentato dai vini bio.  A Vinitaly non solo padiglioni dedicati ma anche convegni dai quali emerge che i consumatori interessati ai temi dell’ecosostenibile e del biologico, sono sempre più in crescita e le aziende vitivinicole dall’altra parte è molto attenta ai temi della sostenibilità ambientale e della produzione biologica. Un dialogo virtuoso che mira alla qualità della vita.

Molteplici le tematiche che abbraccia il mondo del vino come l’Ocm Vino, che testimonia di come l’Ue e l’Italia supportino le imprese. È quanto riconosciuto dal Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina, nell’inaugurazione ufficiale di Vinitaly 2017 e non sarà un caso se il Commissario Ue all’agricoltura Hogan definisce senza mezzi termini “la fiera del vino più importante del mondo”, un settore più che positivo il wine e food che dona stabilità e solidata al Paese. Peccato che non lo sia anche quella degli altri settori.
Appuntamento alla 52ª edizione in programma dal 15 al 18 aprile 2018.

 

 

di Antonella Iozzo ©Riproduzione riservata
                  (16/04/2017)

 

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