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Anime della maniera nera


pescheevetroTrento – Anime scolpite con la luce del pensiero, anime ritratte con gli occhi della nuda verità, “Anime della maniera nera” in mostra a Trento presso Palazzo Trentini., fino al 30 novembre. Una mostra raffinata, elegante, seducente ripercorre, indaga, esplora, attraverso dieci grandi artisti internazionali, questa particolare tecnica calcografica del XVII secolo…

Una mostra raffinata, elegante, seducente ripercorre, indaga, esplora, attraverso dieci grandi artisti internazionali. Tutto in una mostra, un’implosione cosmica ci investe e trasuda rarefatte atmosfere nella potenza emotiva dell’Arte.

pescheevetroTrento – Anime scolpite con la luce del pensiero, anime ritratte con gli occhi della nuda verità, “Anime della maniera nera” in mostra a Trento presso Palazzo Trentini., fino al 30 novembre.
Una mostra raffinata, elegante, seducente ripercorre, indaga, esplora, attraverso dieci grandi artisti internazionali, questa particolare tecnica calcografica del XVII secolo.

Un viaggio sulla pelle dell’invisibile sfiorando la profondità delle percezioni. Nero assoluto, conturbante, enigmatico sul quale Guntars Sietins rilascia algide ed asettiche relazioni spaziali. Minimali essenze avvolgono oggetti in uno rigoroso ordine geometrico, ma con “ Levitacija IX ”, l’allusione ad un’evocazione onirica rimane sospesa nell’atemporalità dell’infinito. Una sequenza indeterminata nella logica della mente, gioca una partita a scacchi in “ Raksti II ” e lucide emozioni parlano di “ Bezgaliba” nell’aspirale della ragione.

Incidere la storia e la realtà con strappi del tempo taglienti, per rimanere fuori dai sentimenti, ci porta a sostare tra l’interpretazione del contemporaneo e la mirabile abilità tecnica di Ivo Mosele .

Ritratti sonori aprono vaste melodie su visi intessuti da mille voci dove, da un punto all’altro, l’assolo di Lorenzo Bruno trova spazio: è quel particolare, quel filo di perle, quel diadema incastonato nella femminilità di dee al crepuscolo.

La meticolosità tecnica di Alberto Rocco è un accordo melodico che traduce la delicata bellezza di “ Rose e calle” , o la sensualità polposa di “ Pesce e vetro” in una lirica attesa, nessun abbellimento emerge dallo sfondo, solo il nero silenzio, presenza austera, assenza malinconica.

Tutto in una mostra, un’implosione cosmica ci investe e trasuda rarefatte atmosfere nella potenza emotiva dell’Arte. Tutto è un’alternarsi di linee tra il dentro e il fuori , tra il passaggio della memoria e la simbolica estraniante condizione dell’inconscio. Visioni ed evasioni, oggetti familiari e immagini surreali, fantastiche in un girotondo che ci conduce da Nerumi Harashina a Erling Valtyrson .

Energica danza guizzante e liberatoria emerge dalle onde del mare e si placa nel segno della poesia incisa di Susan Jameson in “ Evening Waves” . Sconvolgente impatto sulla flebile voce dell’anima frantuma le parole, quelle non dette, quelle non raccontate, ma quelle che squarciano la tensione vitale, lacerano il tessuto impalpabile delle sensazioni e provocano stridenti contrasti con il sussulto della natura, forza primordiale tramutatasi in liquidità incandescente celebrazioni di luce, apoteosi sinfonica: “Lightning” .

Nel tempo la musica rilascia particelle di sensibilità, materiche impressioni fra le dita dei musicisti, fra l’ascolto intuito e il sentire estraneo alle corde dell’io. Maura Israel ne custodisce l’inviolabile entità, suoni dello spirito, spiritualità ripresa nell’attimo della sua consacrazione alla Musica.

L’incisione è un’arte che esplora i meandri più nascosti dell’essere, la sua indagine è una scansione dal realismo fotografico portata al massimo livello da Jukka Vanttinen. Atri, scale, angoli, asciugati fino all’estremo, liberati dal loro contesto suscitano inquietanti impressioni sospese tra il vero e l’apparenza della suggestione. Occhi che toccano emozioni, sguardi persi nei dedali delle forme, armonie visive e musicalità dei gesti, sono improvvisazioni cadenzate che accompagnano tutto il percorso della mostra.

Continuano poi a risuonare, a vibrare tra i tenui riflessi orchestrati da Mario Avati in gradazioni di rosa. Un effetto surreale in cui nulla appare come ciò che è, ma ogni cosa è il miraggio dell’essere. In un’assenza temporale e spaziale la corrispondenza dei segni in “Avec trois pommes obligè” o in “ Du vècu au souvenir, le vècu” è una favola che porta in sé l’azione, il luogo e il senso. Segmenti narrativi su spartiti bianchi, poemi d’acqua, è la musica del silenzio che dilaga nel mare interiore dell’Anima.

di Antonella Iozzo
© Riproduzione riservata
(16 novembre 2007) 

Immagine: Aberto Rocco: Pesche e vetro , parte inbcisa 26.5x33cm – dimensione foglio 48x69cm, anno2005

Articolo correalto:   Realizzare l’immaginario

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