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Annalisa Lenzi. L’apparenza del reale


5inermeVisionnaire pittorica in un accordo melodico che apre le porte al sogno, alla vita, all’immenso. Artista poliedrica trasforma la materia in flusso narrativo, le emozioni in forme cromatiche, lo spazio nell’attesa e nel ricordo del sogno. Lenzi sembra dar vita ad un immaginario evocativo, fantastico ed incredibilmente reale, un mondo dei sensi dalle latitudini razionali immerso nella condensazione dell’essenzialità artistica…

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6mondi

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8stupidita

9diverso

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Annalisa Lenzi. L’apparenza del reale

L’artista, l’anima, l’esistenza, acrobazie dello spirito in opere cariche di rimandi, di suoni segreti, di afflati emozionali. Opere che saltano fuori dalla loro sfera, dal loro contesto artistico e vivono nella nostra profondità.

 

Visionnaire pittorica in un accordo melodico che apre le porte al sogno, alla vita, all’immenso. Artista poliedrica trasforma la materia in flusso narrativo, le emozioni in forme cromatiche, lo spazio nell’attesa e nel ricordo del sogno. Lenzi sembra dar vita ad un immaginario evocativo, fantastico ed incredibilmente reale, un mondo dei sensi dalle latitudini razionali immerso nella condensazione dell’essenzialità artistica. Vita, espressività, simboli, timbri cromatici nella seduzione piena della fantasia e del pensiero costruiscono una teatralità dove paesaggi dell’anima, in assenza di gravità, rimangono sospesi nel silenzio del tempo, dove l’infinito, le idee, l’assoluto, tutto parla da sempre all’uomo.
Sotto la superficie razionale e sensuale della pittura di Lenzi, sotto l’epidermide luminosa delle velature, il solido mondo dell’esistenza, le pietre dialogano con le forme ideali della mente, iniziano così a convivere il mondo reale e quello onirico che trova una sua iconografica suggestione pittorica nel fascino discreto della visione, quella che Lenzi deborda come un’architettura sonora dalla quale emerge l’inconscio. La relazione con la realtà è univoca: uno spazio intimo riflesso nei territori della mente tra inserzioni di elementi diversi, pensieri involontari, comparse sul palcoscenico della vita.
Un’avventura che inizia tra l’apparenza della realtà e il suo profondo e induce a riflettere sul divenire, sull’impenetrabile e finisce sul corpo sagomato delle pietre, improvvisazioni armoniche corrispondenti alle alterazioni sensoriali dell’anima, istinto celato nella tangibilità dei segni o dei sogni. Simboli fluttuanti nella fredda ragione.

Movimento e armonia, luce e sensibilità si fondono, nella brezza surrealista di Lenzi, per poi ricomporsi in una figurazione quasi statuaria, scolpita con la luce, mentre lo sguardo avido percorre la torsione di un corpo“Nudo” che rilascia il canto del desiderio.
Ne risulta una visione di bellezza inedita, sublimata da quel segno che incide, con la delicatezza di una farfalla in volo, la strada del destino, quello ancora da percorrere, da vivere, da respirare. Come controcanto oggetti e soggetti, in apparenza senza nessuna relazione fra loro sembrano vagare nello spazio emergere dallo sfondo e soffermarsi sulla soglia per indicare vie sconosciute, infinita espansione o sospensione in architetture della mente legate da trame impossibili, “Pensando che tutto fosse perduto”.
Lenzi, sembra intuire nelle potenzialità del linguaggio artistico, un altro modo di raccontare la realtà, un racconto per libere associazioni pronte ad innescascarsi con i ricordi, con i luoghi dello spirito, con le ombre sconosciute che vibrano nel diaframma del nostro essere.
Lo spazio pittorico appare di conseguenza come partitura orchestrale dove la timbrica se da un lato crea incoerenza visiva dall’altro genera atmosfera nello spettatore.
Le più celate connessioni che si annidano nella mente vengono rivelate dall’artista attraverso l’uso di una tecnica minuziosa e puntuale, sia nel disegno che nella stesura cromatica, dove ad ambientazioni apparentemente realistiche si giustappongono, sorprendentemente, elementi del quotidiano o come accade nei sogni immagini tratte dai ricordi più segreti, dalle paure, dalle angosce, da quella voce intima che sussurra inquietanti presagi, mentre il nostro “io” rimane “Intrappolato” in un lucido delirio della mente.

L’artista, l’anima, l’esistenza, acrobazie dello spirito in opere cariche di rimandi, di suoni segreti, di afflati emozionali. Opere che saltano fuori dalla loro sfera, dal loro contesto artistico e vivono nella nostra profondità.
Un’indagine artistica volta alla costruzione di una realtà altra, dove l’oggetto è posto in maniera del tutto estraniata rispetto al contesto in cui è inserito, ombre e vuoti scandiscono le composizioni alternando luci e ombre, smussando angoli, invertendo la rotta, avanzando verso immense distese dove venti consolatori contribuiscono a suggerire qualcosa di metafisico, qualcosa che sgocciola pulsioni in “Blu”, qualcosa che innalza i dati della coscienza lasciando spazio all’introspezione degli enigmi interiori o più semplicemente qualcosa che svanisce dinanzi a “La stupidità dell’uomo”.

Con Lenzi l’azione divine realtà, il segno si stampa sulla tela come scrittura e diviene architettura, struttura portante del quadro. Sono narrazioni che impongono una lettura prolungata nel tempo. sono frammenti di pensiero, parole che quasi riducono la presenza dei sentimenti soggettivi su tela che diventa supporto o matrice da imprimere, stratificare, ma anche luogo fisico e mentale dove la materia, il gesto, il segno, la scrittura irrompono con la forza della riflessione. È un veicolare l’Arte nella realtà e viceversa, agendo nell’intercapedine che separa Arte e Vita. È la materia, la pietra, in questo caso, a raccontare dell’uomo, quasi come un memoriale che porta con sé le tracce del tempo, della storia e di colui che li ha vissute. L’invisibile mescolato ai colori scende sulle pietre rendendole iconografia, un’appassionante avventura dell’apparenza del reale colto nella sua più intima fisicità.
Associazioni oniriche, parole e gesti in combine-paintings dove l’artista, denudando gli oggetti dal loro significato oggettivo, ne scopre la coinvolgente fascinazione, la poesia, il senso del non –senso, diventa, così, spiegabile l’assurdo, l’impossibile ed il pensiero diviene visibile. Sono composizioni che rimandano oltre l’apparenza e racchiudono, nella loro adesione al mondo surreale, le sfumature della “magia”, del mistero, del sogno come ultimo avamposto della mente.

Sorpresa, turbamento, antitesi, rivoluzionano la logica, sospesa in “ Mondi” che cavalcano onde, attraversano mari e rimandano al pensiero le ombre vaganti di “Parva creatura volans”. Il reale si arresta, avanza solo la voce dell’inconscio che provoca fratture sgretolando solide quanto effimere verità trattenute sul ciglio del nostro essere. Essere pulsante, fremente nella luce di un sapere che dispiega le ali verso l’unica “Via d’uscita” la poesia del visibile che svela la sua simbolica essenza.
Richiami che conducono alla possente espressività scultorea della pietra. Arcaica presenza e oniriche variazioni convivono in perfetto equilibrio in opere fluide che contengono una sorta di forma naturale e primordiale. La materia sembra tornita da cadenze di luce che ne veicolano il ritmo assumendone valore visivo. È una reazione alla vita che parte dall’interno ed esprime la coesistenza degli opposti nell’uomo, desideri, pulsioni contraddittorie, bellezza, sentimento fragile ed energico nella sua ascesa verso l’immenso che ci gravita intorno.

La memoria dello spirito percorre la pittura di Lenzi, distillando emozioni, sono frammenti di un vissuto che suscitano vortici di apparizioni. Tracce di esistenze sconosciute che entrano sottopelle e rivivono in una figurazione silenziosa la cui fascinazione nasce da una significante presenza l’Esistenza nelle sue molteplici divagazioni o meglio infinite variazioni.
Un’accurata stesura cromatica, un tratto ben definito, una buona resa luministica articolano la lettura dei dipinti immersi in un romantico contemporaneo dal sapore pop, suggestione di pensiero, “ Uprising” mentale, visione di una bellezza sublime sospesa tra l’apparenza della realtà e il suo profondo. Dietro l’angolo, il cammino vertiginoso dell’uomo verso il domani che verrà, il brivido del viaggio scivola sulla cima sottile della nave, ma presto la sua forma è raccolta dalla sabbia, “Conseguenza” di un’incauta sillaba che ha sollevato troppo in altro la rigogliosa onda della vita, ormai sgocciolante il suo vitale sussulto.
La creatività di Annalisa Lenzi, risveglia la materia in una coreografica partitura che ridefinisce la bellezza dell’universo e delle sue forme, una suite artistica da vedere con l’anima e ascoltare con lo sguardo.

di Antonella Iozzo © Riproduzione riservata
                     (28/08/2012)

BIOGRAFIA
Appassionata d’arte fin da piccola, si forma da autodidatta alcuni anni fa nella pittura su pietra.
Con lo scopo di migliorare la tecnica, nel novembre 2010 inizia un corso semestrale di pittura e disegno con il maestro Albert Dedja, che la porterà alla decisione di dedicarsi tempo pieno all’arte.
Nel suo studio, realizza quadri e opere con pietre dipinte e incise.
Per le  opere in pietra parte da un’attenta ricerca del sasso  in natura (torrenti, fiumi…) e, lasciandone intatta la forma, lo  studia e “ascolta” a lungo per capirne l’essenza. Fissa ciò che gli trasmette sulla sua superficie con colori acrilici e olio, talvolta abbinando l’incisione alla pittura.
Tra le ultime mostre collettive
GENNAIO 2012
“Il linguaggio del corpo” presso la galleria Atena in via Lungo Lario Trieste, 42 – Como
MARZO 2012
“Gran Premio  Internazionale dell’Arte 2012” prima collettiva di 4 esposizioni europee presso la Galleria Il Collezionista di Roma in Via Rasella 132 – Roma
LUGLIO 2012
Galleria “ESART” – C/Deputaciò, 188 Barcellona
MARZO 2012
Workshop con l’artista GERARD BYRNE organizzato dalla Galleria Civica di Trento nell’ambito del progetto: L’arte fa crescere…filo rosso: il vino     
APRILE 2012 
“E’ Rpvereto la città di Alice?” realizzazione di una grande tela che verrà esposta in occasione della Notte Verde di Rovereto, insieme alle opere di altri artisti. il tema è collegato alla mostra del MART di Rovereto: Alice in Wonderland
GIUGNO 2012
Artista finalista del premio “BUENOS AIRES 04” – Galleria Open Art di Milano
In programma per il 2012: quattro collettive con la galleria “Il Collezionista” di Roma e precisamente a Berlino, Barcellona, Carrousel du Louvre a Parigi, e Roma                                                          

Mostre personali
 LUGLIO 2011
“Romantik Hotel Posta” a Montagnaga di Pinè (TN)
OTTOBRE 2011
Ristorante “Il tartufo” a Revere (Mn)

 

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16nudo

17madame

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19metamorfosi

20principio

21potenza

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