Corrado Abate, il “Sistema Arte” è fatto da tanti attori

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Corrado  Abate

il “Sistema Arte” è fatto da tanti attori

Abate_CorradoCome inizia l’arte di Corrado Abate ? 
Con la curiosità, giocando all’inizio, poi con l’impegno e la totale devozione.
Lei ha partecipato con l’opera: “Gabbia numero due:tempo” alla Kunstart 2009 di Bolzano , quale era il suo messaggio?  
Un lavoro sulla percezione del tempo. Nove metronomi scandiscono nove fasi della vita. La scienza dimostra come lo scorrere del tempo, la sua velocità, sia percepito dall’uomo in maniera sempre più accelerata man mano che invecchia. Si va dall’infanzia, in cui il tempo è dilatato e non se ne ha coscienza tanto scorre lento, alla vecchiaia, in cui l’angoscia della fine ci risucchia inesorabilmente.  
Una gabbia, i metronomi, è  il segno del tempo ?
La gabbia rappresenta la condizione umana: è una condanna il tempo a cui nessuno può sfuggire.
Arte per esprimere o per imprimere  il tempo?
No, solo per esprimere un disagio, condividere la mia angoscia. 
Angoscia?
Nasco e poi muoio. Mi sembrano un po’ poche come certezze.

Ha realizzato opere per grandi spazi ?
Alla Kunstart  ho presentato anche un lavoro, “Il muro del Scarto” lungo cinque metri per tre di altezza ed uno di profondità. E’ complicato trovare spazi e condizioni ideali, specie agli inizi. Grandi lavori comportano grandi costi, ed è difficile che un privato compri opere tanto ingombranti. Con questo lavoro però è andata bene, è stato acquisito da un collezionista di Bolzano.

Con lo Studio Maffei, quale è il suo rapporto…
E’ un rapporto di collaborazione e condivisione reciproca, di fatiche ed ambizioni. 
Lo Studio Maffei lavora anche con artisti affermati, alcuni consegnati già alla storia. Ma investe su giovani emergenti come me, e conla Fiera Kunstart, una fiera giovane e proiettata al futuro ne ha dato un esempio.

Come artista, cosa pensa dell’arte contemporanea che cerca di scandalizzare ? 
L’arte ha sempre scandalizzato. E’ un’espressione del pensiero, è inevitabile che in certi momenti si faccia compromettente.   Ogni periodo storico ha avuto i propri oltraggi, e statisticamente sono stati i capisaldi per future evoluzioni.
L’arte moderna si è sviluppata parallelamente a tempi di grande cambiamento per l’uomo, specie dal punto di vista morale e sociale: è normale che il pensiero si sia spinto ogni volta oltre il limite del pensare comune. Fa parte del più generico processo di sviluppo dell’umanità.
L’arte contemporanea ha urlato molto forte in questo senso. Forse i nostri giorni sono saturi di scandali, in ogni settore: probabilmente il vero oltraggio, per pensare fuori dalla massa, è la normalità. Con questo non credo che una rana crocifissa, o un bambino impiccato possa davvero sconvolgere la moralità di qualcuno.  Il pensar bene è offeso quotidianamente con cose ben più gravi.

Il vivere quotidiano e la tecnologia , in che modo dialogano con la sua arte ? 
Il mio lavoro potrebbe esser stato fatto secoli fa per i materiali che uso. Ma il mio pensiero non uscirebbe dal mio studio se non esistesse la tecnologia. Viviamo in un mondo sempre più grande, ed il mestiere dell’artista ha bisogno della tecnologia e del progresso.

L’arte bisogna viverla dentro, non crede che troppi giovani artisti hanno fretta di arrivare? 
Un artista ha la missione di esprimere il proprio pensiero. La ricchezza può attendere, la fama e la gloria possono aspettare. Ma l’ossessione di non riuscire a dire tutto in tempo è costante. Vede, è sempre colpa del tempo.

Cosa dovrebbero fare, secondo lei,  le gallerie per i giovani artisti ? 
Il Sistema Arte è fatto da tanti attori. Le gallerie hanno una parte importante perché sono quelle che scoprono, sgrossano e buttano sul palcoscenico i giovani artisti.  Ma i poteri forti, quelli che scrivono i copioni, sono altri: le fondazioni ed i musei, ad esempio, che molto poco investono sui giovani italiani.  Lo Stato latita, la cultura non è una priorità. Poi curatori, critici, giornalisti, Pochi i grandi collezionisti, quelli che con un acquisizione fanno la fortuna di un artista, a differenza di molti altri paesi.

Corrado Abate , dal futuro artistico cosa si aspetta?
Quel che certo è tanto lavoro e sudore.

 di Michele Luongo © Produzione riservata 
( 30.11.2009 ) www.viacialdini.it

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