Emozione Swarovski

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Swaroski  Centenar copyright Stefan OlahWattens (A ) – Ispirato dalla fantasia, progettato per la gioia dei sensi “I Mondi di Cristallo Swarovski” di Wattens, in Tirolo, un favoloso regno che si svela ai nostri occhi come visionnaire di una realtà incantata scintillante di magia e genialità creativa. Inaugurato nel 1995, in occasione del centesimo anniversario dell’azienda e ristrutturato nel 2003 e successivamente nel 2007, questo straordinario universo ha accolto oltre dieci milioni di visitatori provenienti da tutto il mondo.

E’ stato Daniel Swarovski I, fondatore dell’azienda, con la collaborazione dell’artista multimediale André Heller a dar vita ad una festa per gli occhi e la mente. Emozioni in polvere di cristallo sospese in uno spazio di 8.500 metri quadri, petali di luce, frammenti di preziosità assolute , cromie vivaci e giochi di contrasti per una favola dalle forme sinuose che seduce con stile.

L’impatto con il tesoro del Gigante è sorprendente: occhi sfavillanti che all’ingresso catturano l’attenzione e una bocca spalancata, dalla quale sgorga una cascata acqua. Il Gigante custodisce un mondo sotterraneo comprendente 14 Camere delle Meraviglie ricche di opere d’arte in cristallo dai riflessi cangianti: dipinti, sculture e installazioni di artisti come Brian Eno, Keith Haring, Salvador Dalí, Niki de Saint Phalle. Trionfi di linee, fiori di poesia, gesti di purezza, eleganza, fascino: absolut Swarovski, la tradizione nel segno della modernità

Lo spettacolo ha inizio: nella sala d’ingresso si è immersi nel blu Yves Klein. Blu profondo, magico nel quale emana tutta la sua energia il “Centenario”: il cristallo lavorato più grande del mondo, con i suoi oltre 330.000 carati e un diametro di circa 40 centimetri. Il cristallo deve la sua straordinaria lucentezza alle 100 sfaccettature intagliate a mano, simbolo dei cento anni di storia aziendale. A lato brilla il cristallo più piccolo, con un diametro di 0,8 millimetri e 17 sfaccettature. La visione è completata da uno splendido corollario di opere opere d’arte di Keith Haring, Niki de Saint Phalle, John Brekke, Salvador Dalí e Andy Warhol.

Si prosegue con la sala di Jim Whiting’s Mechanical Theatre: luoghi e spazi della trasformazione con le macchine di Jim Whiting, movimento come per magia. Passione, fantasie erotiche, desideri si muovano sulla scia di un’architettura umana genialmente antropologica e contemporanea. Corpi a nudo della loro anima e anime che indossano la leggerezza espressiva di una danza universale.

Swaroski  Kristalldom copyright Walter OczlonEterea essenza per il ritratto della natura della terza stanza il “Duomo di Cristallo”. Una cupola avvolgente che ci abbraccia come un cielo in una notte senza fine, ci proietta fin dentro il cuore del cristallo grazie a 590 specchi che compongono un caleidoscopio acustico e ottico, le cui luci e suoni si frangono ripetutamente sulle sfaccettature delle pareti.

La favola continua con una sinergia di talenti quelli dello stilista Alexander McQueen e dell’artista della luce Tord Boontje che hanno creato l’impalpabile sensazione del sogno vestendo d’incanto un’opera d’arte: un soffio di luce boreale per l’inverno adagiato sui rami del più romantico albero.

Ancora più avanti e dinanzi a noi il “Cristalloscopio”: il più grande caleidoscopio del mondo ideato da André Heller, insieme al famosissimo naturopata Peter Mandel. Esso si riflette in un cristallo rilassante con 444 sfaccettature che viene a sua volta riflesso dal caleidoscopio, dando vita ad un mondo sensibile nel quale il cerebrale e la vista s’integrano vicendevolmente e lo spettatore riesce completamente rilassato a percepirne la bellezza e viverla.

Non è facile disegnare i sogni ma la costumista Susanne Schmögner nel suo “Teatro di Cristallo” ci è riuscita: mongolfiere, angeli di fiori, piante mangia-cristallo soli e lune danzanti sul palcoscenico dell’immaginazione inscenano il respiro magico che si cela dentro ciascuno di noi. Stoffa, pietra e metallo e poi ancora cristalli scintillanti un mondo che si riflette in uno specchio d’acqua, scenario sotterrano silenzioso e infinitamente malinconico, primordiale ricordo, infinito universo.

Quando il segno diviene grafia il mondo appare più vicino sotto la stessa lingua: ci troviamo nella stanza della “Cristallocalligrafia”: le lingue del mondo immerse nella luce. L’artista americano del vetro Paul Seide con la sua cristallocalligrafia vibrante di luce verde-azzurra esprime questo desiderio con la morbidezza di versi poetici che risuonano di espressività come i versi, appunto, da “Il vino degli amanti” di Charles Baudelaire. Non semplici parole ma frammenti in sillabe che sfumano la lucentezza e la poesia del cristallo.

E passo dopo passo si giunge, oltrepassando la sfinge in cristallo, ideata da Hubert Aratym al “Passo di Ghiaccio”, l’opera di Oliver Irschitz che si modifica ad ogni movimento, magia, solo magia finissima. Al termine del Passo si trova l’imponente Stele di Rorschach, l’opera di Hubert Steinlechner.

L’arte risplende di luce e la luce risplende nella sale Swarovski. Un legame indissolubile, una simbiosi che risuona come un inno di vitalità artistica e creativa. Vivida testimonianza ne è la ricca collezione di opere di noti maestri degli ultimi due secoli: Klimt, Chagall, Miró, Kogler, Kocherscheidt, Newton e molti altri, di conseguenza non poteva mancare un grande spazio per mostre temporanee.

Nella “Galleria”, infatti si svolgono periodicamente mostre di maestri contemporanei o delle avanguardie più attuali, come l’allestimento interattivo “Il gioco delle parole” di Hans Magnus Enzensberger del 2008, che ha risvegliato il piacere di trasformare le parole e di giocare con la lingua, ricordiamo poi l’installazione “Famos” degli artisti russi Blue Noses che presentano una nuova visione di alcune opere dell’architettura mondiale, naturalmente in cristallo: Il Taj Mahal di Agra, la piramide di Cheope a Giza, l’Empire State Building di New York ed il mausoleo di Lenin a Mosca.

Nella nona delle Camere delle Meraviglie ci sono gli oggetti del “Gigante”: i suoi guanti, il bastone da passeggio, una fisarmonica, che aprendosi assomiglia a una farfalla, e il suo gigantesco anello. Gli oggetti nascono da un sogno infantile di André Heller, che immaginava che il parco del castello di Schönbrunn fosse il regno dei giganti. Ispirato dai manufatti ospitati nelle Camere delle Meraviglie del Castello di Ambras, Heller, sogna ricoprendo di centinaia di cristalli Swarovski l’anello e i guanti, poi affida a Rudi Hirt l’intaglio del bastone da passeggio e la musica, che risuona dalla fisarmonica, al gruppo viennese “Extrem-Schrammeln“ in collaborazione con Roland Neuwirth: etera ebbrezza vibrante di melodia.

Musica inafferrabile, ancestrale, immateriale come l’esibizione di Jessye Norman, soprano di fama mondiale immersa nello splendore del “Duomo di Cristallo”. Heller ha immortalato in un filmato l’aria conclusiva “Thy, hand Belinda” dell’opera “Didone e Enea” di Henry Purcell. Il video è proiettato in uno spazio minimalista creato in esclusiva per questa diva, in uno spazio buio illuminato solo da Norman, la sua voce, la forza della musica, il sensibile attraversa le nostre vene e palpita verso l’infinito.

L’atmosfera accompagna il visitatore verso il “Puzzle di Poseidone” dio del Mare. Un mosaico multi sfaccettato di colori, di creature, marine, di scintillanti rarefazioni acutizzate da un’acustica distorta che ci solleva dalla quotidianità per inoltrarci nel mare della fantasia.

Seguono spazi che si dilatano per far emergere l’anima del visitatore ci troviamo nel mondo creativo di Brian Eno: “55 Million Crystals by Brian Eno: il fuggiasco dell’Arte”. Effetti ritmici, musica invisibile e l’intensità dell’immagine imprime l’idea del movimento. 55 Million Crystals by Brian Eno mostra le infinite possibilità che si generano quando, utilizzando il computer, si sovrappongono immagini un tempo dipinte a mano. Tutto scorre, si flette, si dilata si contrae, il tempo, la visione, la sensazione che sembra fuoriuscire dal nostro corpo e volteggiare nel tempo dell’arte di Eno

Swaroski  Reflexionen Gesamt Stefan OláhLa tredicesima Sala delle Meraviglie, “Riflessioni”, affronta, sulla base di tematiche diverse, lo sviluppo dell’umanità e l’interesse verso il cristallo come materiale. La conoscenza, il sapere, la storia, lo spirituale, la medicina, la natura, la religione, tematiche fondamentali per l’uomo che nelle sfaccettature del cristallo dipingono le venature dell’esistenza. Zone di luce e penombre, strutture cristalline e punti di fuga che intersecandosi oscillano nel fluire del tempo.

La nostra percezione affiora nella “Foresta di Cristallo” di Fabrizio Plessi, sintesi tra natura e tecnica. Fuoco, acqua e cristallo. Sulla nostra terra appaiano, come sospesi, alberi e ogni albero possiede un cuore artificiale in forma di videoinstallazione. Si accende la vitalità, mentre verso la fine della Foresta di Cristallo un’installazione dallo scintillio fiammeggiante: il sifonoforo “Leviatano” di Thomas Feuerstein, composto da decine di migliaia di cristalli attrae lo sguardo e irrompe nel polmone della sintesi tra la forza del singolo e quella della collettività.

E se l’uomo non riesce a sopravvivere senza la collettività ogni singolo cristallo riesce a sprigionare tutto il proprio fascino solo in unione con altri cristalli, un oggetto composto da un’infinità di singoli esseri che, solo se insieme, possono manifestare la propria forza di attrazione.

La storia cammina con noi conducendoci al “Timeless Swarovski”, uno spazio dedicato ai componenti della famiglia Swarovski e a personalità di spicco strettamente legate all’azienda. Qui si susseguono in mostre temporanee, i gioielli di grandi stelle come Madonna e Maria Callas che incorniciano dodici filmati e vari oggetti in esposizione, come gioielli, opere d’arte, oggetti di uso quotidiano, preludio al “Crystal Stage”, uno spazio dedicato allo shopping più scintillante e seducente quello del variegato mondo dei cristalli Swarovski. Spazio ideato dallo studio Conran & Partners ispiratosi oltre che al passaggio dalla notte al giorno, anche al ciclo di vita del cristallo.

Nuove sensazioni ci accompagnano in questo suggestivo mondo che nel fascino discreto della sintesi coniuga il piacere dei sensi passando dal “ CAFÉ-terra” per godersi il panorama alpino alla “VIP Lounge” ricoperta di un cielo stellato, al magico parco che circonda le Camere delle Meraviglie. Sculture e fantasiosi giardini si alternano in modulazioni originali, come il labirinto verde a forma di mano disegnato da André Heller, che invita all’esplorazione e a nascondersi. Un viaggio anche sonoro grazie ai suoni misteriosi prodotti dal “Pianoforte della Natura”, un’installazione dell’artista austriaco Alois Schild.

Magnificamente unico il Gigante alza il suo sipario per festival, concerti ed eventi privati. Dal 1995 Swarovski propone, infatti, con successo l’iniziativa “Musica nel Gigante”, una rassegna di concerti con solisti di alto profilo e formazioni provenienti da ogni parte del mondo. Ricordiamo, ad esempio, la partecipazione del jazzista Stefano Bollani, del pianista Grigory Sokolov, del duo pianistico Ferhan e Ferzan Önder, del trombettista Enrico Rava, del pianista Alfred Brendel e del baritono inglese Roderick Williams. L’esclusiva offerta artistico-gastronomico-musicale propone, accanto all’evento musicale, anche una visita guidata delle Camere delle Meraviglie e una cena di tre portate, da assaporare immersi nell’ambiente unico dei Mondi di Cristallo.

E’ l’incanto che riaccende la luce della materia, quella dei mondi Swarovski: l’emozione scolpita nel cristallo.

di Antonella Iozzo © Produzione riservata
            ( 03.01.2012 )

 
Mondi di Cristallo Swarovski
Kristallweltenstrasse 1
6112 Wattens/Tirolo, Austria
Tel. +43 (0)5224 51080
Fax +43 (0)5224 51080-3831
www.kristallwelten.com

Orario d’apertura
Tutti i giorni dalle ore 9:00 alle 18:30, ultimo ingresso alle ore 17:30
24 dicembre fino alle ore 14:00, ultimo ingresso alle ore 13:00
31 dicembre fino alle ore 16:00, ultimo ingresso alle ore 15:00
Dal 5 al 16 novembre 2012, i Mondi di Cristallo resteranno chiusi.

Immagine: Reflexionen Gesamt ©Stefan Oláh

Immagine: Centenar copyright Stefan Olahg

Immagine: Reflexionen Gesamt © Stefan Oláh

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