Il mito del colore

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 “Van Gogh Matisse Picasso Kandisnsky “ Il mito del colore” , collezione Merzbacher”

JawlenskyMartigny (Svizzera) – Fondation Pierre Gianadda – “Van Gogh Matisse Picasso Kandisnsky “ Il mito del colore” , collezione Merzbacher” – Sono più di trent’anni che Léonard Gianadda e Werner Merzbacher si conoscono. Più o meno dagli inizi della Fondation Pierre Gianadda a Martigny. Léonard ha spesso chiesto opere e Werner Merzbacher le ha spesso prestate. La stima e la reciproca considerazione hanno reso questa esposizione non solo possibile, ma quasi naturale.

Un’infanzia rovinata e il suo riscatto grazie all’arte. Si può riassumere così la storia di Werner Merzbacher e della collezione che egli ha raccolto con sua moglie Gabrielle. Ognuno di questi dipinti potrebbe essere l’antidoto alla tristezza e alla depressione, un inno alla gioia di vivere. Le opere della collezione Marzbacher esprimono una passione per il colore e per la sua potenza lirica.

Werner e Gabrielle Merzbacher collezionano da più di sessant’anni i capolavori dei movimenti che hanno liberato il colore, il fauvismo, l’astrazione, l’espressionismo. Molto spazio è dato a Derain, Matisse, Kandinsky, pittori che hanno fatto cambiare il colore.

Tutto è iniziato da un gruppo di opere di altissima qualità riunite dai genitori di Gabrielle Mayer attorno a Picasso, Matisse, van Gogh. Colpito al cuore da questi dipinti, Werner Merzbacher, sostenuto dalla moglie Gabrielle, sì è lanciato con passione nel mondo dell’arte e delle gallerie… Per non uscirne più.

Werner Merzbacher è accompagnato da una doppia reputazione: di acquistare opere affidandosi al proprio istinto e di avere delle passioni durature e solide. Quanti lo conoscono descrivono un uomo di estrema vivacità e dai gusti molto raffinati.

La convergenza rarissima di situazioni – finanziarie, storiche e personali – ha permesso alla collezione Merzbacher di diventare per gli storici dell’arte un piccolo miracolo, una delle migliori collezioni del mondo.

Werner Merzbacher nasce nel 1928 nel sud della Germania. Suo padre, medico, decide di mandarlo in Svizzera dopo la notte dei Cristalli nel novembre 1938, cui fa seguito l’allontanamento dalle scuole dei bambini ebrei. Come rifugiato, il piccolo è sistemato presso una famiglia di Zurigo. I suoi genitori non riescono a fuggire; deportati, moriranno ad Auschwitz.

Nel 1949, Werner ottiene una borsa di studio ed emigra negli Stati Uniti, dove sposa Gabrielle Mayer. Dopo un soggiorno in Alaska, dove presta il servizio militare, la coppia ritorna a New York. Qui è coinvolto dal suocero nell’attività commerciale volta al commercio di pellicce. Dopo la nascita dei tre figli, nel 1964 la famiglia decide di trasferirsi in Svizzera, nella regione di Zurigo, dove egli aveva vissuto durante la guerra e dove Gabrielle è nata. Diventa prima socio di maggioranza e poi, nel 1989, unico proprietario dell’impresa Mayer and Cie AG. 

I Merzbacher formano il proprio gusto artistico negli anni Sessanta frequentando le gallerie newyorkesi. All’inizio acquistano dipinti messicani e italiani, nel solco del realismo sociale. Alla fine del decennio cominciano ad acquistare Vlaminck, Toulouse Lautrec, Friesz, ma anche Monet e Sisley. Si accorgono di essere attratti dal colore puro, senza sapere ancora quale sia il loro periodo preferito. L’acquisto del loro primo Schmidt-Rottluff costituisce un momento di svolta importante. E, a partire da questo momento, cominciano a darsi una strategia per gli acquisti indirizzando l’attenzione alle migliori opere fauves e espressioniste.

La maggior parte dei dipinti acquisiti in quegli anni sono considerati oggi capolavori degni dei più importanti musei. Alcuni dei migliori artisti della fine dell’Ottocento e degli inizi del Novecento sono documentati in profondità, con più opere che toccano vari aspetti del loro lavoro.

Per lungo tempo, questa collezione è stata un segreto ben custodito. Ma nel 1998, i Merzbacher hanno accettato di presentare la collezione al Museo d’Israele a Gerusalemme per i cinquant’anni dello Stato d’Israele. Da allora la collezione è stata esposta in Giappone nel 2001, a Londra nel 2002, a Zurigo nel 2006, al Louisiana Museum of Modern Art in Danimarca nel 2010.

La prima istituzione privata ad accogliere la collezione Merzbacher sarà però proprio la Fondation Pierre Gianadda di Martigny, in questa mostra che è curata da Jean-Louis Prat.

di Véronique Ribordy
  (23.06.2012)

Il mito del colore” , collezione Merzbacher
Da 29 giugno – 25 novembre 2012
Fondation Pierre Gianadda
Rue du Forum 59 – 1920 Martigny (Svizzera)
Tel.: (+41) 27 722 39 78 – Info Italia: 031.269393  
www.gianadda.ch
Orari: tutti i giorni: 9 – 19
Catalogo: Fr. 45.– (circa € 40,00)
Il biglietto di ingresso:
adulti CHF 20.- € 17,00
terza età: CHF 18.- € 15,00
famiglie: CHF 42.- € 35,00
bambini oltre 10 anni e studenti: CHF 12.- € 10,00 gruppi: CHF 18.- € 15,00
il biglietto consente di visitare anche:
► il Museo gallo-romano
► la Collezione Franck    
► il Museo dell’automobile
► il Parco delle sculture      
Per chi giunge a Martigny in auto dall’Italia attraverso il tunnel del Gran San Bernardo il pedaggio di ritorno in Italia, dietro presentazione della ricevuta di andata e di un biglietto di ingresso alla Fondation Gianadda, è gratuito.

Offerta speciale Ferrovie Svizzere « RailAway » : 20% di sconto sul viaggio in treno, il trasferimento e l’ingresso alla Fondation Pierre Gianadda (prenotazioni biglietti in Italia: telefono 02.67479578).

 
Immagien: Alexej von Jawlensky (1864-1941) – Dame mit gelbem Strohhut, verso 1910 – olio su cartone, cm 87 x 74, © Photo :Peter Schälchli

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