La collezione Winterthur

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La collezione Winterthur lascia Il MdM Salzburg 

Una  promanade  che attraversa l’impressionismo, il cubismo, il surrealismo

10__museo_arte_moderna_salisburgo_vallottonSalisburgo (A) – Al Museum der Moderne di Salisburgo si è appena conclusa la mostra “Capolavori della modernità. Opere dalla collezione del Kunstmuseum Winterthur”, oltre 240 capolavori assoluti della storia dell’arte del XX secolo, da Monet, Pissarro, Rodin, Bonnard a Sisley, van Gogh, Cézanne, fino ad arrivare a Picasso, Kandinsky, Klee, Magritte, Brancusi, Mondrian, Gerhard Richter.

Nata da una sapiente campagna di acquisti, avviata alla fine dell’Ottocento, dalla Società di Belle Arti della città svizzera la collezione ha come epicentro l’impressionismo ed il post-impressionismo. Il Kunstmuseum di Winterthur (Svizzera), chiuso per due anni per ristrutturazione ha accettato di esporre la propria collezione in tre soli musei europei: al Kunst-und Ausstellungshalle der Bundesrepublik Deutschland di Bon, successivamente  al Mart di Rovereto e per concludere al  Museum der Moderne di Salisburgo.

Quest’ultima esposizione si presenta come una promanade  che attraversa l’impressionismo, il cubismo, il surrealismo, le ricerche astratte e giunge alle ricerche internazionali del secondo dopoguerra.
Sisley e la pittura francese agli albori della modernità ci vengono incontro nella prima sala. Pennellate adagiate sull’acqua, vibranti aliti di vento fra gli alberi di Corot, suggestivi paesaggi en plein air di Monet come “Bassa marea” (Varengeville) del 1882, alcuni studi di luce di Sisley, “Sotto il ponte di Hampton Court”, 1874 e “La chiesa di Moret al sole del mattino”, 1893.
 
Lentamente il nostro percorso avanza in spazi ampi e silenziosi che comunicano il valore delle opere nelle loro intime rivelazioni sensoriali. Superlativo Cézanne  e le intensissime dichiarazioni di colore di Vincent van Gogh con due capolavori che catalizzano l’attenzione incendiando le emozioni, come “Ritratto del postino Roulin” (1888), interamente costruito sulle gamme del giallo e del blu.
Il fascino della  pittura romantica-simbolista tocca le vette più alte  con le opere di Eugène Delacroix, Odilon Redon , Ferdinand Hodler, Maurice Denis, Édouard Vuillard, Pierre Bonnard e Félix Vallotton. Colore, sogno e il sogno del colore per comunicare variazioni prospettiche, vellutati e rigorosi nudi, danze armoniose e struggenti pensieri.
 

Ma il colore lascia posto alla materia nella sua più primordiale essenza. E tra le mani di Medardo Rosso implosione ed esplosione ritraggono quasi vibrazioni atmosferiche e luminose. La sezione ospita poi le sperimentazioni formali di Pevsner, Duchamp-Villon e Lipchitz , fino a giungere all’estrema sintesi di Brancusi e Giacometti, scavo sfibrante nell’esistenziale. Ma la sintesi estrema nell’altro versante porta all’astrazione o meglio all’astrattismo lirico di Kandinsky, Klee e alla sensibilità latente del cubismo orfico di Delaunay.

Lo sguardo dell’artista diviene introspettivo, il lato oscuro e profondo della realtà emerge dall’inconscio e l’invisibile raggiunge la sua logica con Giorgio de Chirico, Max Ernst, René Magritte. Rivelazioni ed incognite da decifrare, paesaggi sospesi in un’atmosfera senza tempo, privi di ogni dettaglio narrativo, è come se il reale fosse un’ entità latente, ci troviamo dinanzi ai lavori di Niklaus Stoecklin, Adolf Dietrich e Alexander Kanoldt.

Un’importante sezione è dedicata al cubismo di Picasso, Gris e Léger, artista di cui il museo Winterthur possiede una delle più importanti raccolte d’Europa. I due capolavori che seguono, Composizione I, (1930) e Composizione A, (1932) di Mondrian documentano invece  le ricerche che dalla scomposizione giungono all’affermazione di una pittura non oggettiva.
Studi sulla forma e informale, espressionismo astratto e  tendenze minimaliste, con Hans Arp, Asger Jorn, Mark Tobey, Ellsworth Kelly solo per citare qualche nome, ci accompagnano verso le ultime sale di uno straordinario museo le cui  ampie vetrate concedono ai sensi la quiete di un passaggio in perfetta sintonia con l’armonia artistica, mentre  la terrazza del restaurant e del  cafè ci regala una delle più attraenti immagini di Salisburgo.
La bellezza dell’Arte passa attraverso i musei la sua storia  anche attraverso la collezione del Museo di Winthertur.

di Antonella Iozzo © Produzione riservata
   ( 07106.2010 )

 

Immagine:

Felix Vallotton; Le repos des modèles, 1905
 

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