Le geometrie della Natura

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Le geometrie della natura
Simmetrie, performance di curve, forme-strutture che creano accordi sonori e visivi
Artisti: Nicola Andreace,  Claudia Bertera,  Diana Ferrante,  Marco Paseri, Lisandro Ramacciotti

a cura di Antonella Iozzo 

 ANDREACE
Andreace1fantasia
Andreace2Associazione
BERTERA
Bertera1Silver
Bertera2Taglio
FERRANTE
ferrante1Colori
ferrante2Sinfonia
PASERI
paseri1Rinascimento
paseri2Revincitore
RAMACCIOTTI
ramacciotti11936
ramacciotti21924

Una collettiva per leggere la geometria della natura tra scienza e meraviglia. Un flusso di onde, di colore ed energia che accolgono la complessità geometrica e la distensione artistica. Un avveniristica proposta che si snoda come un percorso paesaggistico tra le forme di Nicola Andreace, Claudia Bertera,  Diana Ferrante, Marco Paseri, Lisandro Ramacciotti.

La forma della percezione si specchia in arcipelaghi improbabili immersi in una luce quasi onirica che rinsalda le geometriche esistenze di Bertera. Nella verticalità delle sue costruzioni il valore simbolico della natura sembra attraversato da un’aria di mistero e di trascendenza. Un profondo, interrotto da una lama di luce in cui si apre improvvisamente la materia morbida e filtrante. È il volto calmo ed insieme drammatico della natura, è la materia del tempo che cambia flettendosi, che divampa nell’esistenza, che si apre all’improvviso come la poetica di un mondo primitivo e tra le pieghe del colore l’immagine, attraversata da stratificazioni di pittura, affiora in superficie diventando simbolo da decodificare.

Concerto per colore e orchestra eseguito da Paseri e la geometria della natura si dispiega come la coincidenza fra la stesura segnica e quella cromatica. Armonia compositiva di un fraseggio musicale ispirato da un’ effervescente verve fantastica, fascinoso viaggio dentro labirinti di segni, di colori, di materia che ci conducono dentro i petali di un sogno. È una nuvola nutrita di grazia ed eleganza, di sensibilità e poesia capace di contenere l’emozione dell’anima. Figurazione sensoriale abitata da draghi, cavalli, e cavalieri che sorridono alla musica e si librano in una melodia visiva. È come se la bellezza danzasse con la fantasia e creasse coreografici sogni da vivere nel momento magico che gli occhi della natura entrano in scena.

Il mondo della geometria, il paesaggi della natura condensati nelle storie pittoriche di Andreace. Quasi potenti fotogrammi nella rivoluzione di una luce pura. Visioni di una realtà sconosciuta che amplifica il vissuto della storia, come se ognuna racchiudesse in sé la totalità del suo mondo. È una pittura che sembra nutrirsi di fantasia e verità, memoria e realtà, mimesi e invenzione ponendo in primo piano le relazioni tra struttura compositiva e la forza del colore con una precisione tecnica, una pulizia ed un’invenzione fuori dal comune. È una geometrica sintesi di infinite prospettive metropolitane filtrate dal pennello in poetiche evocazioni di forme dipinte con un gioco di luci che mette in risalto il riflesso della natura sulla teatralità del reale.

Il destino segue le traiettorie geometriche della natura e i ritratti di Ramacciotti sembrano implodere di storia, di sacro e di fluida intimità. Le periferie del pensiero si sussultano nel silenzio delle ombre generando la forza della speranza, l’afflato di un universale che comunichi il canto della natura. Futuro possibile nell’alchimia delle attese che si slanciano in avanti, verso il desiderio di trasformare il reale. Tensione che arde in corpi impassibili gravati dal passato, mentre la forma massiccia del destino allestisce il fluire del tempo in geometriche introspezioni che ricadono come folate di vento sulle forme vitali della natura che richiamano i sensi. Vicende mescolate inestricabilmente all’evocazione dipinta nella teatralità del supporto.

Le geometrie della natura racchiuse nelle opere di Ferrante svelano un viaggio sensoriale nell’esplorazione dei sentimenti, delle emozioni, dell’immaginazione fattasi diafana espressione di impalpabili stilemi. Luoghi in cui il frammento di una storia scrive la quintessenza del vivere nel respiro dell’incanto. Sembrano quasi scene oniriche, liriche evocative, essenziali sospese fra passato e presente. lo spazio si dilata, sussurra il suono dell’anima. Variazioni che s’increspano come onde del mare per poi ricadere in gocce di sensualità con ricchezza inventiva ed intelligenti soluzioni formali. Il tratto nitido e rapido costruisce ombre e volumi armonie e timbri del suono, quello della natura che fugace entra in scena e rinsalda le atmosfere.

Simmetrie, performance di curve, forme-strutture, frattali sono le dinamiche delle geometrie della natura che si muovano l’una dentro l’altra che scaturiscono una dall’altra in respiri che creano accordi sonori e visivi: semplicemente vita, in mostra le relazioni interattive tra impulsi artistici e pulsioni umane.

di Antonella Iozzo©Riproduzione Riservata 
                 (30/06/2012)             
                            

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