Leonardo nella carezza di uno scrigno

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Leonardo nella carezza di uno scrigno
Il San Giovanni Battista di Leonardo a Palazzo Marino

San_Giovanni_BattistaMilano – Leonardo e Milano, un’emozione nel segno della storia dell’Arte lasciata ai posteri nel sentimento trasfigurato in bellezza da vivere nei palazzi, nei castelli, nelle piazze di questa città.

Dal Museo del Louvre a Palazzo Marino il San Giovanni Battista di Leonardo da Vinci, un unico capolavoro per un evento unico. Dal 27 novembre al 27 dicembre, infatti, nella Sala Alessi di Palazzo Marino sarà visibile l’invisibile. Velatura dopo velatura il grande maestro dispiega e intensifica il mistero di un’opera sulla quale tutto si è detto ma nulla ha penetrato la sua sensibilità enigmatica.

A 70 anni dalla mostra realizzata nel 1939 in Triennale, uno dei più importanti eventi espositivi del ventennio fascista  – al quale inviarono prestigiosi contributi il Louvre, il Museo di Budapest, di Detroit, ecc. – questo straordinario capolavoro torna a Milano.

L’allestimento di Elisabetta Greci è un percorso nel tessuto epiteliale del dipinto. Ad ogni passo una rivelazione, grazie ai pannelli didattici che introducono e illustrano le indagini scientifiche. Radiografie disarmanti come anatomie del pensiero, rivelano il legno di noce, mentre un raggio infrarosso legge il dna sensitivo, il miracolo della pittura leonardesca nelle sfumature, nelle penombre, nell’Arte della luce. Poi, in fondo, nell’intimità di uno spazio, quasi una stanza – scrigno, delimitata più che da pareti dalla musica, che accarezza la percezione e veicola la comunicazione sensoriale: il San Giovanni.  

L’opera tocca tutte le corde dell’anima, suscita meraviglia, pathos trattenuto nelle vibrazioni della sensibilità e suadenti fremiti per una verità sfuggente ed intrigante. Contorni che si perdono nelle sfumature, il torso avvolto in una pelliccia maculata, le spalle nude e l’indice alzato, il senso e l’essenza dell’intera opera e del Leonardo. Non solo bellezza estetica, quindi, non solo il ritratto di un giovane dal sorriso enigmatico, dai capelli morbidamente fluenti e tecnicamente risolti, ma il reale e la natura, il reale nella natura e la natura oltre l’immenso. Il divino, l’altrove, sotto gli occhi del suo riflesso e racchiusi in una presenza che lievemente si mostra per mostrare.

Scienza, Arte e quell’invisibile che dimora nella profondità immateriale, un turbamento sospeso, una dissolvenza perlacea fattasi sostanza tra le mani di Leonardo.

Infinite e aperte interpretazioni scorrono verso l’esterno, all’interno dell’anima, invece, solo il volto del sublime nell’umbratile e terso movimento dell’intemperie emozionali. Leonardo, la tecnica, la trasposizione, la vita, in uno sfumato sorridente capace di indurci a riflessioni sull’esistenza, dimenticandoci di trovarci nella sala espositiva di Palazzo Marino, complice anche l’illuminazione di Giuseppe Mestrangelo, la quale sembra acuire la forza magnetica dell’opera, ponendo in risalto proprio la luce stessa della tavola, intorno ad essa aleggia la penombra essenziale come una melodia sommessa che sostiene il lirismo di un respiro.

Tra noi e la storia l’invisibile nell’invisibile della vetrina che racchiude il dipinto, una teca trasparente antiriflesso e ad alta tecnologia conservativa progettata da Sandro Goppion.
Pochi momenti davanti al San Giovanni conservati nell’eterno finito della memoria dei sensi rimasti inerti, affascinati, ammaliati, da un mistero che scuote gli impulsi e che al di là delle molteplici letture interpretative, sfiora il terreno, sussurra il divino.

di Antonella Iozzo © Produzione riservata

Opera: San Giovanni Battista
di Leonardo da Vinci , 1510 – 1517
69 x 57 cm – olio su tavola
Museo del Louvre, Parigi

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