Mariella Matteotti

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Mariella MatteottiTrento – L’arte, emozioni di vita per Mariella Matteotti. Una pittura simbolica che attraverso vari percorsi interpreta il mondo interiore con forme che sono emozioni nell’equilibrio della vita, dove ognuno di noi trova il suo essere. Dell’artista trentina , il critico d’arte Antonella Iozzo ha scritto Ma conosciamo meglio l’artista Mariella Matteotti :
Ci vuole raccontare come è iniziata la sua attività artistica?
Sin da bambina ho coltivato la passione per il disegno e la pittura.
Ma solo verso i trent’anni ho iniziato a rendere tangibile il bisogno di inserirmi nel mondo dell’arte, entrando a far parte del Gruppo Arti Visive di Arco. Così ho avuto modo di conoscere Hieronymus Bosch, pittore fiammingo. Artista che mi ha subito affascinato per la sua ricchezza di immagini simboliche e allegoriche.
Ho frequentato cinque anni di scuola d’Arte. Desiderio di avere una giusta conoscenza della Storia dell’Arte, di imparare tecniche diverse, ecc. Da parecchi anni dipingo con la tempera all’uovo.
Attraverso vari percorsi è così nata in me la voglia di parlare attraverso immagini, di riuscire a dare un’interpretazione personale alla realtà, di interpretare il mio mondo interiore attraverso forme che rappresentassero emozioni.
Ho partecipato a corsi di disegno dal vero, corsi di pittura staineriana e Arteterapia. Questi percorsi mi permettono di offrire agli anziani di una Casa di Riposo di organizzare dei laboratori di pittura. Esperienza che mi sta dando molto dal punto di vista umano, ma anche artistico. L’anziano porta con se il suo bagaglio di vita, e non finisco mai di stupirmi per la ricchezza di immagini che offre.

Cosa ci vuole trasmettere con la sua arte?
Vivo l’arte  come canale per la rappresentazione di concetti legati al vivere quotidiano. L’intento è quello di filtrare attraverso un proprio sentire la visione della realtà. I colori le forme, il più piccolo segno vuole rappresentare un sentimento. Sofferenza, dolore, felicità, tristezza, forme che ci riportano ad un pensiero od ad un ricordo. Pulsioni dell’anima, forse questo è il termine giusto per definire questo mio intento.

Nelle sue opere, segni, simboli, dove porta il suo sguardo
La mia ricerca artistica, e in parte anche di vita, si propone di trovare un equilibrio tra il mio Essere e l’ambiente che mi circonda. Vorrei che le tutte le persone che popolano questa terra potessero vivere dignitosamente, vorrei tanto impedire le guerre e i soprusi.
Amo pensare che la pittura può e deve essere fonte di messaggi, che permettono all’osservatore di fermarsi un attimo e di riflettere.
E’ difficile parlare di argomenti che danno fastidio perché portano con se solo sofferenza, ma è essenziale darne risalto, anche attraverso la pittura. Condivido molto il pensiero di Pierpaolo Pasolini, grande artista, dalle sue letture spesso prendo degli spunti, mi sento molto affine alla sua poetica, la trovo attuale.

Una mostra importante a Castel Drena dal titolo “Manifesto arcano” cosa ha voluto trasmettere, cosa le ha lasciato?

La mostra al Castel Drena  è stata un’esperienza molto interessante.
La sala si prestava molto alle opere che volevo esporre. Inoltre durante tutto il mese, all’interno della sala si sono tenuti dei concerti di musica classica, molto suggestivo.
Ho voluto coinvolgere un mio amico poeta, Marco Lando. Insieme abbiamo sviluppato degli argomenti che potessero legare versi ed immagini. Faticoso ma molto soddisfacente.
Gli argomenti trattati sono tutti da ricondurre alla fatica del vivere, collettiva e personale. La ricerca sta nel riuscire ad esprimere dei concetti con pochi segni grafici, con tendenza ai colori della terra e al blu. Sensazioni che possono derivare anche da una superficie liscia piuttosto che rugosa.
La dualità è spesso presente nelle mie opere, si può interpretare in vari modi. Dal mio punto di vista ognuno di noi ha un suo doppio, richiama un po’ la maschera pirandelliana.
Da ”L’Economista” e successiva catastrofe, passando dal mondo dei poveri a quello dei ricchi.
“L’Equilibrio della vita”, dove ognuno di noi trova il suo essere. Nel bene e nel male.
“Assoluto” e “Madre Terra” come grandi divinità, che portano l’umanità nelle loro mani.
“Ferita dell’anima”, rappresenta la sofferenza universale, dentro la quale ognuno di noi cerca di trovare un proprio equilibrio.
Complessivamente mi sono sentita appagata, l’approccio a questa mia pittura, seppure difficile da comprendere è stato positivo.
Credo mi abbia portato fortuna questa mostra, non tanto in termini economici quanto di vita.
Stavo cercando casa e l’ho trovata, a Drena! In un luogo che sarà sicuramente fonte di ispirazione appena avrò finito i lavori di adeguamento.

Quale è il luogo d’arte che l’affascina maggiormente?

Parigi, fonte di grande ispirazione, musei dove trascorrere giornate intere e dove potrei nutrire la mia anima e la mia arte.

Il suo pensiero sul mercato dell’arte?

Difficile risponder ad una domanda simile. Secondo me esiste un tipo di pittura molto appetibile esteticamente, che trova il suo spazio sul mercato. Altra pittura, più difficile da comprendere e difficile dal piazzare.
A volte ora mi chiedo, quale strada un artista può perseguire che non sia dietro ai passi un grande artista? 

Secondo Lei nel mondo dell’arte c’è invidia?
Avendo fatto parte di un gruppo di artisti posso dire che esiste l’invidia in ambito artistico, credo sia fisiologico. Non mi da fastidio fintanto che non diventa un impedimento per proseguire nel proprio percorso.

Nel suo immaginario quale grande artista dell’arte contemporanea le piacerebbe incontrare , cosa le chiederebbe ?
Molti artisti mi affascinano, da Van Gogh a Gauguin, Kandinsky e una buona parte degli espressionisti. Frida Kahlo per la sua pittura che rivela eterna sofferenza.
L’artista che mi incuriosisce maggiormente però è Alberto Giacometti. Sono particolarmente attratta dalle sculture del suo ultimo periodo. Denotano il desiderio di ritrovarsi in forme primitive, quel che conta è l’essenziale, la semplificazione delle forme.
Ho letto dei testi dell’artista e mi ha incuriosita il fatto che pur essendo un grande artista, anche lui ogni tanto si sentisse frustrato e indeciso nella strada da intraprendere, non solo all’inizio della sua attività ma anche successivamente quando la fama lo aveva posto in alto rispetto ad altri artisti suoi contemporanei.

Quale è l’ultima mostra che ha visitato?
Gli anni folli. La Parigi di Modigliani, Picasso e Dalìmostra che si è tenuta a Palazzo dei Diamanti. Amo visitare le mostre che si tengono in quel luogo, solitamente non mi deludono mai.

I suoi colori preferiti

Il colore che preferisco in assoluto è il blu, e tutte le sue tonalità. Durante il periodo scolastico ho fatto una ricerca su questo colore partendo dalle sue origini, è stata una scoperta davvero appassionante. Amo molto tutte le tonalità della terra partendo dall’ocra, ai verdi e poi rossi. 

Il sogno per la sua arte?
E’ molto faticoso riuscire a farci stare un sogno relativo alla mia arte. Ho dedicato la maggior parte del mio tempo alla famiglia e ai figli. Ora che sono usciti dal nido sto cercando di trovare il mio spazio. Il mio sogno è quello di tornare finalmente a dipingere, ora che sto per concludere i lavori di sistemazione della mia piccola residenza, che sono certa mi darà un sacco di spunti per i miei prossimi lavori.

Quali progetti futuri?
Per ora sono in fase di realizzazione progetti e bozze ma conto di mettermi al lavoro presto per realizzare una mostra all’aperto e non, in questa fase avrei necessità di uscire dal quadro non solo attraverso piccoli bassorilievi contenuti nei quadri ma esterni al quadro un po’ come un proseguimento, come un bambino che si stacca dalla madre ma mantiene un cordone ombelicale virtuale dato che di lei non può fare a meno.

di Michele Luongo © Produzione riservata
                  ( 16.01.2012)
            www.viacialdini.it

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