Museo Revoltella

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Museo Revoltella

un angolo di mondo tra le trasparenze del mare e le tonalità della storia

 

 

 

Museo_RevoltellaTrieste – Riflessi d’Arte nel cuore di Trieste con il Museo Revoltella, Galleria d’Arte Moderna fondata nel 1872 per volontà del barone Pasquale Revoltella (1795-1869), notevole esponente della società triestina dell’Ottocento. Il suo lascito alla città è un gesto di grande sensibilità e spessore intellettuale, la sua casa, le opere d’arte, gli arredi e i libri che conteneva sono la preziosa testimonianza di un passato artistico – culturale filtrato e amalgamato da una forte e carismatica personalità.

Oggi, è un angolo di mondo tra le trasparenze del mare e le tonalità della storia, antichi rimandi e nuove passioni si proiettano in un gioco di suggestioni visive da vedere e sentire con l’anima

Nel 1872 alla morte del barone, sensibile a tutte le forme d’Arte, il palazzo, edificato tra il 1854 e il 1858 e progettato dal berlinese Friedrich Hitzig, divenne “Museo Revoltella”. L’amministrazione venne affidata ad un Curatorio che oltre a gestire la rendita incrementò annualmente la collezione d’arte, di conseguenza lo spazio espositivo si ridusse moltissimo inducendo il comune ad acquistare l’attiguo Palazzo Brunner. Il progetto per la  completa ristrutturazione dell’edificio venne affidato nel 1963 a Carlo Scarpa, che con fluida soluzione di continuità creò, non semplici contenitori espositivi, ma uno spazio sempre vivo, in continua comunicazione con l’ambiente circostante , un’ampia e un’articolata terrazza sul tetto, infatti intensifica una trama musicale orchestrata dal mare in un gioco di luci e ombre tra le pareti, l’opera, l’ambiente.

I lavori iniziati nel 1968, s’interruppero poco dopo e solo nel 1991, l’architetto Giampaolo Bartoli portò a completa realizzazione l’opera. Il palazzo ha ritrovato la sua identità storico – culturale, con un restauro che ha permesso fra l’altro, anche il recupero di tutti gli arredi. In questo luogo abitato dal tempo trova dimora la collezione del fondatore, mentre  nel palazzo Brunner ha sede gran parte della pinacoteca Revoltella.

In sei piani la storia dell’Arte si dispone come un libro aperto rivolto alle onde marine e ai colori del cielo, da Burri, ai Concetti Spaziali di Fontana, per arrivare alla scultura di Pomodoro, dall’informale dell’ultimo piano al terzo dove risiedono magnificamente gli artisti della seconda metà del 19° secolo, come Fattori, Morelli, Palizzi. E ancora da un piano all’altro le altre acquisizioni Ciardi, Carrà, Casorati, De Chirico, De Nittis, Martini, Nono, Sironi, Sassu,  Scanavino, Von Stuck, impossibile nominarli tutti, una panoramica di emozioni in un susseguirsi di rarefazioni sonore su tela.

In questo luogo sospeso fra arte e architettura fino al 30 ottobre 2008, la mostra “1953: l’Italia era già qui” – Pittura italiana contemporanea a Trieste.

Nel 1953 a Trieste si tenne “L’Esposizione di pittura italiana contemporanea”, che prevedeva anche tre premi- acquisto, di cui uno riservato agli artisti giuliani. Moltissimi gli artisti che inviarono un’opera per la partecipazione, Afro, Santomaso, De Pisis, Tassinari, Rosai, Vedova, Trampolini, ecc. la mostra promossa dall’Università, si tenne presso l’Aula Magna. L’intento era quello di promuovere, sostenere, divulgare l’arte contemporanea, ampliando la conoscenza del pubblico triestino e non solo. L’iniziativa ebbe eco in tutta Italia, e nonostante il distacco tra la giuria, che assegno il primo premio a Santomaso, il secondo ad Afro, e il gusto del pubblico, l’interesse per la manifestazione raggiunse un ottimo successo. Questa mostra ripropone le opere esposte allora e in parte acquistate dall’università.

Un percorso istoriato di valenze simboliche, di testimoniane artistiche, di strappi temporali congelati nella memoria ed ora ripresentati come realtà non staccata dal sociale. Un esempio su tutti:  il sociale vivo della “Crocifissione contemporanea “ ciclo della protesta n. 4 di Vedova. L’opera suscitò grande scandalo e disappunto per il titolo e il tema trattato, la sofferenza morale, la coscienza civile, la ricerca per la libertà e la giustizia. Lo spazio è considerato luogo da conquistare, coinvolgere, trasformare, l’azione dell’artista diviene quindi forza d’urto istintiva ed emotiva. Linee forza, un grande dinamismo e la tensione è dichiarata, il nero e il bianco aggrediscono, nessuna pietà, lo sconvolgimento è in atto, una presa di coscienza come catarsi.

Per tutta la mostra il figurativo si alterna all’astratto in una continua interpretazione dei sentimenti, dei valori, del visibile, perché ogni linea, ogni timbro, ogni segno è la traccia del mondo sonoro che pulsa sottopelle, è la linfa che scuote gli animi di questi artisti, è la rappresentazione nell’espressività che nega l’immagine o forse … il suo contrario.

 

di Antonella Iozzo © Produzione riservata
12/08/2008

 

Civico Museo Revoltella – Via Diaz, 27 – Trieste

Tel. 040 – 6754350 – www.museorevoltella.it

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