Oscar Capeche.L’emozione del colore

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Oscar Capeche  L’emozione del colore, l’espressività
Una gioiosa danza traspare dalla sua pittura, percorrendo le corde dell’emozione in un libero abbraccio tra arte, vita e sentimento
 

a cura di Antonella Iozzo

L’emozione del colore, l’espressività di Capeche Oscar Capeche, nell’anima della pittura la forza del sentimento, l’energia della passione. Nell’immediatezza del tratto tutta l’espressività, il calore e l’essenza della sua terra, l’America Latina. Nato in Argentina nel 1944, porta con sé, o meglio dentro di sé, quel languido richiamo alle proprie origini, misto alla vitalità dei luoghi. Un turbinio, un’implosione che divampa su tela come nell’essere, nell’appartenere al Sud del mondo.

Sud, incandescenza tellurica sfuggente alla razionalità e irretita nel labirinto emozionale di Capeche. Tutto si riversa nelle nature morte, nei volti, nei ritratti, nelle figure, nei soggetti, abitanti di una spazialità espressa nell’universalità dell’arte, con le cromie violente, la gestualità veloce , il segno del cuore. Lo sguardo dello spettatore è richiamato da morbidi corpi dalla linea intarsiata, , dai colori bagnati nella luce del sole, dai sorrisi ambigui, indossati da fanciulle abbandonate al ballo della vita. Dai grandi maestri del passato, Capeche estrapola ed elabora il processo della creazione. Andando all’origine dell’ispirazione, ne afferra il concetto e lo interpreta nel suo personalissimo stile, rendendo omaggio , così, a El Greco, Rubens, Rembrandt, Picasso, Monet, Van Gogh, con ritratti sospesi tra una fedele somiglianza e la loro espressione proiettata nel cromatico realismo latino. Un trasporto sensitivo – emozionale, affiora dal tratto e dalla pennellata gestuale, lasciando intravedere la delicatezza del disegno. Ma Capeche, va oltre, non si ferma all’autore e fa sue le loro opere più importanti, con una tecnica e una rilettura del tutto originale, nella sua basilare complicità. Sono opere che rientrano, quasi, negli schemi della caricatura, eseguita con estrema perizia, quella linea che Picasso portò al massimo livello con ironica perfezione.

“ Le Meninas after Velazquez I “, “ The Bath after Ingres “ , “ The Anatomy Lesson”, divengono la messa in scena di una filosofia culturale che risiede nel popolo latino, una concezione, uno stile di vita, che dalle strade investe ogni strato sociale, ogni profilo, ogni singola individualità, integrandosi all’unisono con la storia di un popolo e del suo personale, intimo, e simbiotico rapporto con ogni forma espressiva, dalla musica, alla pittura, al canto, alla danza. E al tango, Capeche dedica alcuni suoi lavori, l’espressività del corpo, qui, si tinge di profondità materica fin dentro il pensiero e ne flette le sensazioni in movenze sensuali e coordinate sul filo della tensione, non solo ritmica, ma percettiva. La metamorfosi della forma si fonde in un unico amplesso emotivo con l’interiorità, divenendo fiotti di luce traslate nella passionalità di un accordo melodico.

Una gioiosa danza traspare dalla sua pittura, percorrendo le corde dell’emozione in un libero abbraccio tra arte, vita e sentimento, sono percorsi paralleli di un gesto che coniuga l’immediatezza del tratto e la strategia compositiva. La creatività sgocciola in un concerto cromatico diffuso sull’intero dipinto, pulviscoli sonori prelevati dal mondo latino e rielaborate, trasportate nel linguaggio artistico in un pirotecnico gioco di assonanze e dissonanze. E se i paesaggi sono strutture geometriche tra visioni oniriche e la prospettiva è condizione mentale, i lavori su “Charlot”, sono sogni dipinti con la leggerezza della poesia, volti allo specchio per ritratti dell’animo di “Chaplin”.

La teatralità della pittura di Capeche condensa, in un’armonica struttura, le proporzioni e le costruzioni volumetriche, ne risulta, di conseguenza, una magmatica visione espressionista, percossa da una profusione di accordi che accompagnano l’idea fino alla sua trasposizione su tela. La luce diffusa e la potenza dei colori, lasciano emergere le figure assorbite dal vortice della pittura, in una tonalità mediterranea, pronta ad esprimere il senso pieno della realtà nella sua essenza più piena, elevandola a pulsione vitale intrisa di amore. La poetica di Oscar Capeche sfuma la realtà in variegati sogni, a volti ironici, a volte fedeli all’idea dell’esistenza, ma sempre assunti dalla sfera popolare più autentica. Momenti vissuti, situazioni da ricordare, vicende personali, intrecciate a richiami di strada, divengono voci soliste della pittura, canti silenziosi nella musicalità artistica di Oscar Capeche.

di Antonella Iozzo © Produzione riservata 
     (11/05/2006)

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