Sinfonie d’Acqua

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Collettiva  Internazionale “Sinfonia D’Aqua” Misteriosi filamenti nella tempesta marina
 Con gli  Artisti: Maria Grazia Capecchi, Mariana Cornea, Ester Dede’, Ruth Helena Fischer , Paolo Silvano Ghersi,
Sara Giantin, Claudia Iozzo, Vanessa Leoni, Mery Messina, Fabio Mauri, Patrizio Mugnaini, Anna Nado,
Ann Nyberg, Gilberto Piccinini, Cinzia Pigini , Cassia Raad, Marialuisa Sabato, Giovanni Santilio, Maria Sarafianou,
Pietro Scagliarini, Irene Scovero, Cristina Sette, Cristina Zanchetta

 

a cura di Antonella Iozzo

CAPECCHI
Capecchi_RESPIRO

DEDE’
Dede_in_un_attimo

GHERSI
Ghersi_DSCF1969

IOZZO
Iozzo_claudia

MAURI
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MUGNAINI
Mugnaini_gorgo

NYBERG
Nyberg_Expression_II640

PIGINI
Pigini_DELIRIO_DELLACQUA

SABATO
Sabato_Costellazione_rossa_80x60

SARAFIiANAU
Sarafianou

SCOVERO
Scovero_IreneScoveroAl_volo

BluarteVirtual presenta “Sinfonie d’acqua”, riflessi, spruzzi, zampillii, movimenti di luce sulla superficie acquatica dipinta da ventitre artisti nella musicalità visionaria e leggera dei timbri liquidi. Una mostra fluttuante sullo scintillio delle emozioni, che accompagnano l’istinto primordiale, spezzano il tempo, congelano il divenire e lo riducono a gocce d’esistenza, impercettibili misteriosi filamenti nella tempesta marina trattenuta dall’oceano, acqua dentro di noi.

L’esplorazione della natura si trasforma in ricordi e la scenografia vagamente onirica surreale di Mauri trasmette sensazioni intense nella correlazione tra passato e presente. Un istante ancora e la liquidità cristallina trattenuta dal paesaggio interiore di Nyberg, ricade in uno spazio irreale imbevuto d’atmosfere cromatiche . Una linea orizzontale, una linea dipinta dal pensiero, un’intuizione che si sfuma nel cielo di Messina che distende acquatiche percezione ed al di là della soglia il colore scivola nelle sue variazioni timbriche.

Sinfoniche trasparenze bagnate di pulviscolo sonoro per opere che si compiono di gesti e movimenti, prima l’acqua scorre dentro il suono dell’anima, dopo dilaga in pennellate vibranti l’idea dell’immenso di Dedè, una trasposizione d’infinito portata al di là dell’orizzonte da Fischer, attimi, implosioni guizzanti di vita nella brillantezza del colore scivolano pericolosamente nella sfera ancestrale, quasi un preludio al risveglio, acqua vitale che scorre tra le membra. Un fiume timbrico carico di essenzialità interpretativa avanza nello spazio informale della Cornea, mentre suoni e colori si sfumano nella tensione liquescente ben calibrata tra la forza dei rossi e la luminosità modulata in superficie. Fluide pennellate come sensazioni disciolte nutrono le cromie vivaci di paesaggi di sogno e d’emozione sospesi in una sinfonia d’acqua elaborata da Zanchetta.

Una fase contemplativa, una meditativa, una irrazionalmente controllata dal talento di  Capecchi e tutto sgorga in momenti narrativi luminosi, energici, emotivi, la descrizione scivola nell’elemento onirico e l’irreale diviene concreta ipotesi nell’inafferrabilità musicale, sinfonia d’acqua in una gocce di vita. L’opera di Sette ci regala la sospensione della visione, l’acqua affiora lentamente tra la pennellata leggera, sullo sfondo appare l’unico elemento riconciliabile con il tangibile, mentre spazio e tempo viaggiano all’unisono nel gesto dell’artista.

Acqua che avvicina e divide, acqua che rivela il mistero del mediterraneo, acqua che nel suo eterno movimento rimane sempre allo stesso punto, acqua che imprigiona e libera; dal suo essere si compone l’isola che c’è in noi, dalla sua essenza nasce e si genera l’universo, l’altrove diventa il nostro immaginario ripreso, elaborato, reinterpretato, nelle tonalità del cielo, da  Giantin in versi pittorici, cellule trasparenti e corporee evocanti il punto di fuga del ricordo, memorie primordiali nell’ordine sparso del  microcosmo. Un dinamico movimento di suoni irrompe come onde fruscianti sul fermo immagine di Sarafianou, spumeggiante evocazione di vitalità ripresa nel pieno della sua energia, un frammento d’energia dilatato nell’eternità di un attimo.

La dinamicità e la vivacità di uno zampillio, nel fermo – immagine acquatico di Scovero, sveste la storia e si muta in uno specchio d’acqua quieto e leggero tra la solidità dei sassi.

L’emozione onirica mista alla suggestione esotica ricopre il lavoro di C. Iozzo, quasi un intermezzo melodico giocato sul fruscio delle onde che riecheggino tra caldi colori stemperati dalla magia del tramonto.

Nel blu: l’assoluto. Nelle onde blu un respiro magnetico. Vortici e movimenti concentrici, che risucchiano l’imponente forza della natura nell’inspirazione artistica di Mugnaini, immagini/impressioni strappate alla costa e pietrificate in tralci di vita sedimentati dal tempo.  Luoghi interiori che si riflettono in luoghi esteriori e guardare un quadro diviene un esperienza, un pensare in direzioni differenti e non sempre convergenti, Nado apre la strada alla sensibilità artistica di ognuno di noi e le pagine della verità poetica volteggiano nella danza dell’invenzione creativa.

Se l’assoluto sfiora la percezione, in Sabato la dimensione spaziale è un punto fermo nell’evoluzione temporale, molecole di colore in caduta  libera precipitano nella massa acquatica, un rito sabbatico sprigionante l’ energia vitale.

Un non – luogo ridotto all’essenziale e sulla superficie acquatica affiorano immagini intuite logicamente slegate, ed enigmaticamente intrecciate è il delirio liquido di Pigini. La luce del giorno si spegne nella notte, dimensione profonda all’interno della quale, l’abisso marino incontra il suono caldo del violoncello, un poema sinfonico nell’interpretazione pittorica di Piccinini, il surreale è solo cromatica essenza il reale solo essenza materica.

Con frammenti perlacei baciati dal sole, Raad compone geometriche architetture della creatività. Sono mosaici di rara bellezza in cui la linea morbida e flessuosa incontra l’armonia cromatica del blu, riflessi d’acqua protesi nel bianco, il non colore dichiarato. Altra poesia in Leoni che affida squarci e prospettive al potere amplificante della luce, è una pittura in cui la combinazione dei colori produce la sensazione cangiante del luccichio meridiano. Paesaggi dove la realtà sfuma e ricompare nella veste sinuosa di un corpo femminile, illusione o sogno? La forma pittorica di Ghersi estrae il dato naturalistico per raggiungere il sensibile sentire in una sintesi cromatica imbevuta di liquidità.

Quando il mare si ritrae lascia sulla sabbia diafane tracce del suo passaggio. Forme di situazioni interiori rielaborate da Santilio in un’agitata sinfonia dei sensi, tempesta trattenuta sul bordeline della ragione, deserto materico sul quale il segno è presenza, quasi crepa sulla crosta pittorica un “rilievo” prosciugato dall’acqua.

Colore, timbro, ritmo si fondono in una partitura di grande effetto: allegro, adagio cantabile e …allegro molto con brio; l’abilità tecnica – interpretativa di Scagliarini ci conduce tra le sensazioni pulsioni del cosmo, soffio vitale tra gli stadi del tempo per una prorompente irruzione tra nuvole terse ed improvvisi scrosci d’acqua, un poema scritto con l’emozioni della natura.

Sinfonie d’acqua, immagini musicali fluttuanti nell’aria, mai la musica è stata così ricca di timbri liquidi, mai la pittura è stata così lirica nella sua sostanza cromatica.

 

di Antonella Iozzo©Produzione riservata
              (09.07.2008)

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