Uno sguardo sulla fiera d’ Innsbruck

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ART  INNSBRUCK  2011

Uno sguardo sulla fiera

Fortunatamente l’Arte veicola da sé attraverso artisti sensibili in grado di dare forma alla sua voce

 

 

Innusbruk_Jean__Luc_Moni_030211Innusbruck (Austria) – La quindicesima edizione di ART Innsbruck, la fiera d’arte internazionale, è un’avventura artistica che snocciola prodotti per tutti i gusti e per tutte le tasche. Dal 3 al 6 febbraio 2011 negli spazi fieristici della città, un cubo poco distante dal centro, in cui è più facile trovarsi che perdersi, gallerie europee presentano quelli che di prassi vengono definiti grandi maestri contemporanei, ma in realtà di grande c’è solo il sogno in divenire o meglio di divenire artisti per l’oggi e il domani. Piccoli stand poco curati, nei quali un universo da conoscere è pressato alle pareti, cercano di tracciare un profilo dell’andamento artistico – economico europeo, ma finiscono col tracciare solo “nice prize” per decollare sul piano economico.

Passeggiando e sorridendo ci si sofferma dinanzi ad un’opera dell’artista argentina Isabel Carafi che libra pensieri leggeri e profondi, e ci si concentra dinanzi alla bella pennellata di Carmeline Allenbacher, un’astrazione vitale e dinamica che attrae  e dialoga con l’istinto.

Nulla di nuovo, nulla da dichiarare se non il senso poetico di Josef Zinsberger capace di adagiare sulle sue donne sensuali, eleganza e raffinatezza, la stessa che ritroviamo nei lavori di Karin Angerer, sottili ed intimi sguardi nell’anima. La realtà dell’Arte nella storia delle fiere scrive imperiose vittorie e catastrofici declini. In questo caso sembra attraversare il tempo senza clamori, senza meritevoli sviluppi, senza sfavillanti conquiste di stile o scalate finanziarie, semplicemente si lascia visitare come l’evento dell’anno, ci chiediamo se culturale o propagandistico … Forse è meglio voltare lo sguardo sulle opere di Karin Ganatschnig, informale, fortemente espressivo e dinamico nelle cromie calde di un parlato pittorico fluido e coinvolgente.

Innusbruck_Friedrich_Schilcher030211Ma se la fiera seduce poco, le opere di Simone Gutsche – Sikora, penetrano nel ferino impulso corporeo e scaldano le corde dell’io con immagini magnetiche che coinvolgono la suggestione. Ancora un giro ed ancora astrazione come impronte di pensieri e di sentimenti che si susseguono dalle opere di Isolde Angerer a quelle di Norbert Mayer, che strizza l’occhio al figurativo, passando per Michaela Moisl – Taurer Mondsee, ovviamente con le dovute variazioni tematiche, cromatiche, ritmiche. Più in là la tensione creativa perforante il magma sonoro dell’ispirazione di Ernst Schmidered.

Continuiamo in cerca di un ristorante per una pausa ed invece ci troviamo dinanzi ai lavori di Friedrich Schilcher, come per dire,  il mondo dei sensi nell’abbraccio morbido dell’acciaio, curve avvolgenti e linee avvolgenti in un soffio d’infinito. Peccato che il piano espositivo ha penalizzato la bellezza delle opere, lo stand, infatti, è posto in un angolo che restringe il campo visivo.

Ci si potrebbe quasi chiedere come mai ai nostri occhi emergono tanti artisti se la fiera lascia poi così tanto a desiderare. Non è una contraddizione, è il risultato di un’organizzazione poco attenta al particolare e alla programmazione degli eventi collaterali nonché poco selettiva sulla scelta delle gallerie.

Fortunatamente l’Arte veicola da sé attraverso artisti sensibili in grado di dare forma alla sua voce, la stessa forma che richiama la nostra attenzione durante questa breve esperienza, attraversata dall’emozione più pura con il fascino discreto della lirica astrazione: improvvisamente dinanzi ai nostri occhi l’essenza stessa della bellezza, ci troviamo dinanzi allo stand della Gallerie Le Nombre D’ Or di Versailles. Le opere di Jean – Luc Moniè sono una “lirica astrazione” che inebria l’anima. Ci sembra quasi impossibile avvertire il palpito del sublime dopo aver naufragato in acque poco spumeggianti. Il silenzio si liquefa in una sinfonia di eterea corporeità. Tumulti interiori come nuvole cariche di pathos e sentimento vibrano nel reale respiro di Moniè, mentre una calda tenerezza sembra rivestire la fulgida precisione compositiva nella quale riecheggiano accenti romantici, cupi soffi di intensa materia sonora. Persi nelle masse cromatiche percepiamo l’incresparsi delle onde, lo sgomento e lo stupore di vivere per un momento l’immensità dell’eterno.

Cercando Art Innsbruck abbiamo trovato il valore di un’emozione che vive nel tempo.

di Antonella Iozzo©Produzione riservata
           (04.02.2011)

Immagini: 
Jean – Luc Moniè  – 03.02.2011 – Innusbruk – Foto archivio Luongo
Friedrich Schilcher – 03.02.2011 – Innusbruk – Foto archivio Luongo

 

 

 

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