Padova nella memoria del tempo

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Padova Arte e Architettura, Tecnologia e Storia s’incontrano nella memoria del tempo  e dialogano in una visione rapsodica dalle strutture profonde
di Antonella Iozzo

piazza_dei_signoriPadova, nella memoria del tempo l’elogio della città. Un patrimonio d’Arte, scienza e cultura che apre le forme della tradizione alle linee del futuro, una parabola creativa che punta dritta al cuore rivelando l’incanto dei luoghi.
Nella trasparenza d’istanti lontani, tonalità di puro spettacolo proiettano verso il futuro intermezzi di vissuto e preludi d’infinito; intrecci avvolgenti di narrazione, Arte e cultura in un’emblematica astrazione capace di mettere in comunicazione i riflessi di storia e del vissuto nella magia dell’evoluzione ed è come incontrarsi sotto il segno delle emozioni.

Nasce una grande performance. Uno spettacolo di dieci minuti realizzato con le più moderne tecnologie della proiezione 3D, andato in scena nella serata del 24 settembre scorso, un viaggio sensoriale nello spirito del ‘300. Suggestiva rappresentazione che ha avuto come palcoscenico Piazza dei Signori, sullo sfondo, inglobata dal Palazzo del Capitanio, la Torre dell’Orologio, monumento scelto per la proiezione, su di essa la consunzione del ricordo infiamma la ragione in uno scorrere del tempo sublimato dalla teatralità scenica, illusoria quanto reale nella sua essenza: sostanza identità e verità.

Proiezioni in 3D mappato, tecnica che interagisce con la geometria sulla quale e proiettata e prevede, con l’utilizzo di una grafica 3D, la preventiva ricostruzione computerizzata per poi influire con i contenuti che si vanno a mappare. Il risultato è un realismo sconvolgente dal forte impatto emotivo. Sulla facciata del palazzo, che nel Trecento era un’ala della Reggia Carrarere, il riverbero della storia s’incardinata su immagini e visioni, quasi un eco lontano di ciò che è stato  prima dell’ultima ricostruzione del palazzo, avvenuta 1532, secondo i canoni classici del ‘500.

m.f.danesinp.signori_8347Sotto i nostri occhi calce, intonaci, materia che irrompe, che cede, che esplode. Nella sua manipolazione astratta, virtuale, filtrata dalla musica appositamente composta da Max Lepore,  la trasformazione del palazzo in un percorso a ritroso tra le anse del tempo. Un progressivo disfacimento ci riporta al suo aspetto trecentesco con i mattoni a vista, poi il rogo, l’incendio distruttivo di ogni “segno carrarese”, fiamme ardenti e vitali come se volessero tramare, in una tensione crescente, le file del potere. Non dobbiamo infatti dimenticare la caduta dei Carraresi ed il successivo dominio della Repubblica Serenissima di Venezia.
Arte e architettura, tecnologia e storia s’incontrano e dialogano in una visione rapsodica dalle strutture profonde , è l’esperienza fascinosa della memoria che irrompe nel presente e prosegue nel futuro mostrandoci, attraverso questo meraviglioso evento, quale aspetto potrebbe assumere il palazzo fra qualche secolo, mentre la musica continua con un ritmo crescente a intarsiare minuti di sapere nel caleidoscopio artistico della città.

Lancette protagoniste più che mai, l’orologio infatti è il primo orologio meccanico astrale ideato da Jacopo Dondi medico, astronomo e professore all’Università di Padova, simbolo quindi,  di una modernità radicata nell’avanguardia artistica, scientifica e tecnologia del trecento.  La conoscenza del tempo, di conseguenza, diviene tangibile segno di un evoluzione che da sempre proietta Padova verso percorsi futuribili.

Una serata nata dall’idea di Target2 e resa possibile grazie al Comune di Padova, che con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio ha reso possibile anche il restauro dell’orologio, oggi visitabile all’interno. Entrarvi e come trattenere l’attimo che sfugge…

…ma è Padova che continua a trattenerci…

con il suo incanto medievale, con la raffinata scenografia artistica, con la cordialità dei suoi abitanti, con i sapori della tradizione, con l’eleganza del centro storico nel quale spiccano il Palazzo della Ragione, Piazza delle Erbe, dei Frutti e dei Signori, Palazzo del Capitanio, l’Arco Trionfale del Falconatto, che introduce al moderno edificio del Liviano, sede della facoltà di Lettere e che conserva la sala dell’antica Reggia dei Carraresi detta “Sala dei Giganti” per le grandi dimensioni degli imperatori e degli eroi raffigurati, ed ancora il Duomo, il Caffè  Pedrocchi uno dei più celebri locali storici d’Italia progettato dal’architetto veneziano Giuseppe Jappelli.

Padova inizia a risplendere…

Palazzo_della_Ragione… già a gli inizi del duecento a livello urbanistico e edilizio, per poi completarsi nel trecento a livello artistico. A cavallo fra il 200 e il 300 l’abitato è chiuso da una cinta muraria lungo il percorso fluviale, come veniamo informati dalla “Visio Egidij regis Patavini” un poemetto scritto da Giovanni da Nono nel primo ‘300, dal quale apprendiamo che nelle mura provviste di numerosi torri, si aprivano 19 porte munite da ponti di cui 4 sulle più importanti vie di comunicazioni. Oggi sono ancora visibile le porte Altinate e Molino. Anche le numerose residenze nobiliari avevano l’aspetto delle case – torri come si può ancora notare nel palazzo del consiglio in Piazza della Frutta, ottima occasione per immergersi nel sapore locale, da ottocento anni, infatti, è sede di pittoreschi e vivaci mercatini.
Dalla piazza possiamo, poi, ammirare il Palazzo della Ragione, lascito più imponente dell’epoca comunale. Il Palazzo, con la funzione di tribunale, fu costruito in cotto nel duecento e venne rinnovato tra il 1306 e il 1309 da Fra Giovanni degli Eremitani, che chiuse l’edificio con una grandiosa copertura a carena di nave, rivestita all’esterno di piombo. All’interno spiccavano le pitture di Giotto, chiamato a realizzare un complesso ciclo astrologico ideato dal medico e astrologo Pietro D’Abano, purtroppo andate distrutte dall’incendio del 1420: oggi si può ammirare il rifacimento eseguito da un artista padovano, Miretto e da uno ferrarese.

I soggetti inducono quanto mai, ad una riflessione: la grande importanza dell’astrologia, della scienza, della tecnica, tanto da rendere Padova centro nevralgico del sapere. Conoscenza per entrare nei corridoi della mente e le strade dell’universo.

 Già nel primo 200 si organizza a Padova, a seguito di una migrazione di studenti del 1222, uno studio universitario lo Studio Patavino, che assume nel tempo rilievo a livello europeo. L’università di Padova è una delle più antiche del mondo, la sede storica il Bo, conserva intatto il più antico teatro anatomico stabile, la trecentesca aula di medicina, la cattedra di Galileo Galilei professore a Padova dal 1592 al 1610.

Le vie dell’Arte conducono a Padova…

CAPP._SCROV._GEN._GIUD… e Padova ci conduce dentro un capolavoro unico: la Cappella degli Scrovegni e gli affreschi di Giotto. La costruzione dell’edificio, voluto da Enrico Scrovegni e dedicato alla Vergine annunciata inizia nel 1302. Sotto il cielo stellato della volta è un perdersi dei sensi per ritrovarsi emozione nella purezza dei colori, nell’espressività dei volti, nell’aurea di fede, arte e mistero. Gli affreschi si dispiegano in modo abbastanza complesso: nelle pareti su tre registri le storie di Anna e Gioacchino, l’infanzia di Cristo, la Passione; sull’arco trionfale l’Annunciazione, sotto una tavola con l’Eterno, in controfacciata il Giudizio Universale dove compare Enrico Scrovegni in atto di offrire alla vergine il modellino dell’edificio, come pentimento per la sua condotta di vita, una vita da usuraio. Il ciclo si conclude in basso da uno zoccolo monocromo con le figure allegoriche dei Vizi e delle Virtù. Figure maestose con ampie vesti esprimono la loro energia in gesti forti e in sguardi intensi che creano tra i personaggi rapporti drammatici. Giochi di chiaro scuro e contrasti di colore costruiscono la scena, mentre la luce invade i paesaggi e gli spazi architettonici facendoci capire l’ampia concezione spaziale e quindi prospettica di Giotto.

Oltre Giotto e dentro i capolvori di Padova…

Guariento_angeli_PH.BarbaraPiovan… come la Chiesa degli Eremitani dove sono custodite le tombe di Ulbertino e Jacopo da Carrara. I Carraresi governarono dopo un decennio di dominio scaligero, con loro si verifica il passaggio da comune a signoria e un grande impulso alle arti figurative. Ulbertino, capitano generale di Padova, fa completare il circuito delle mura e costruire la reggia, gli succede Jacopino assassinato nel 1350. Il rinvenimento del contratto delle loro tombe stipulato da Jacopino  e Francesco da Carrara con Andriolo de Santi, architetto e scultore veneziano di dichiarata fama, è segno di una concezione artistica atta a ricreare nel tempo la loro grandiosità La struttura delle tombe prevede un sarcofago pensile inserito in un arco acuto dove campeggiano gli affreschi del Guariento, grande maestro il cui linguaggio a Padova segna il corso della pittura.
Meticolosa resa spaziale, stilemi gotici sempre più raffinati, dolci timbri cromatici e acuta osservazione del reale. Queste le linee guida del suo gesto unico, che possiamo ammirare nella complessa iconografia del Giudizio Universale e le storie dei Santi Agostino, Giacomo e Filippo affrescate nell’abside e nelle pareti del presbiterio degli Eremitani entro il 1365.

Non possiamo lasciare Padova senza visitare…

prato11… la Basilica di S’Antonio chiamata il Santo e che presenta un’articolata volumetria gotica e contaminazioni con Bisanzio. Il culto del Santo è un vero e proprio atto di fede, pellegrini in visita, intonano canti e preghiere mentre il loro sguardo e rivolto verso l’invisibile custodito dentro i reliquiari che si conservano nella cappella del Tesoro. Tra questi si distingue quello dei capelli, dalla struttura a stelo, in cui l’immagine del santo intento a predicare compare tra i rami di una “nogara”, nocciolo in dialetto veneto; un unicum è costituito dal reliquiario del mento del santo donato nel 1350 dal cardinale Guy de Boulogne , vicario imperiale, quando è traslata solennemente la reliquia. In esso si distinguono due tipologie di reliquario: quella a busto e quella monstrance che prevede aperture per l’esposizione della reliquia. A pochi passi si apre l’immensa piazza di Prato della Valle, circondata dalle acque dell’Alicorno e resa suggestiva dalle statue di personaggi padovani, una piazza immensa, seconda solo alla Piazza rossa di Mosca. Intermezzo di storia e vissuto nel fascino discreto di una città che rilascia l’emozione di viverla dal di dentro.

E intorno Padova?

montagnanaIntorno le  Terme Euganee, perché la bellezza affiora anche attraverso la cura e il benessere. Cittadelle, come piccoli tesori incastonati fra i Monti Euganei come Monselice con il suo castello, al cui interno troviamo una preziosissima collezione d’armi. Intrigante e misterioso lascia spazio a leggende e sogni che s’infittiscono al calar del sole sullo splendido viale che disegna il percorso.
Assolutamente deliziosa Este con il suo lussureggiante giardino,la Torre Civica, il Palazzo del Principe e il Duomo dove fra le tante opere spicca l’Intercessione di Santa Tecla , Patrona della città, del Tiepolo e dove si trova anche la tomba di Beatrice d’Este.

Da non perdere Montagnana, sunto medievale di estremo fascino, completamente circondata da mura ottimamente conservate  e con 24 torri, capace di regalare la magia dall’altri tempi se si giunge al tramonto quando i caldi raggi del sole dipingono le merlature. Meritano il Castel di San Zeno ed il duomo di S. Maria Assunta al cui interno troviamo due affreschi della controfacciata da poco attribuiti ad un giovane Giorgione, una scoperta eccezionale per la qualità e i soggetti:  a sinistra David che ha sconfitto Golia e a destra  Giuditta vittoriosa su Oloferne.

Padova e i suoi dintorni, lo spirito del passato la coscienza del suo futuro, evoluzione e sapere in perfetta simbiosi  artistico culturale.

ArtTuring

Design, gusto e ospitalità. Padova si rivela….
un soggiorno in città può essere un’ottima occasione per assaggiare i sapori locali amalgamati con maestria nella raffinata cucina del ristorante Presidentino 360° FoodLab via Boccalerie 5, tel 049.8757205, in pieno centro. Atmosfera minimale annaffiata da ottimi vini dei Colli Euganei.
E’ ispirato ai quattro elementi, Terra, Fuoco, Acqua, Aria, l’hotel Methis (Riviera Paleocapa, 70
tel. 049 872 55559), ogni piano infatti è completamente arredato in sintonia con un elemento, come per dire confort e natura, professionalità e sottile seduzione.
A pochi chilometri da Padova, a Montagnana, infatti, nella splendida cittadina medievale, il fascino riservato dell’eleganza ci conduce all’Hostaria San Benedetto via Andronalecca, 13 tel 0429.800999, perfetta per una cena romantica, ideale per tutti coloro che vogliono deliziare il palato con squisite bontà della tradizione condite con delicata poesia.
Padova e i suoi dintorni….una questione di stile!

Per informazioni turistiche: www.turismopadova.it Tel 049 8767911

di Antonella Iozzo ©Riproduzione riservata
                  (06/10/2010)

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