Relais Santa Croce, Magnificat evocazione

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Magnificat evocazione di un passato pulsante il culto del bello, essenza che diviene tradizione da custodire e tramandare.
di Antonella Iozzo

Relais-Santa-Croce-Common-areaFirenze – Fascinazione storica, seduzione culturale. Interazioni estetiche al Relais Santa Croce, Firenze, tra la Basilica di Santa Croce e il Duomo, in via Ghibellina, l’altro suono dello charme e dell’ospitalità firmata Baglioni Hotels. Un incontro tra stile e confort, tra raffinata eleganza ed elegia del tempo riscrive la bellezza e il piacere di percepirla.
Il valore di un sorriso, il silenzio musicale del luogo, il respiro informale dell’interior design curato in ogni più piccolo dettaglio si dispiegano come un’armonica partitura cadenzata dalla professionalità e dalla qualità al servizio dell’ospite.

La storia risveglia l’arte sopita nelle sue fibre
Relais-Santa-Croce-Sala-della-Musica-byluongoQuando la storia risveglia l’arte sopita nelle sue fibre, la realtà diviene un continuum del sogno. Il settecentesco Palazzo, oggi splendido Relais Santa croce, è stato progettato da Giovannozzo Giovannozzi su commissione del marchese Giovanni Maria Baldinucci, tesoriere del papa, che acquisiti i precedenti immobili li fece unificare per trasformarli in un maestoso palazzo. Spinto dalla magnificenza, ordinò il trasporto da Roma delle due colonne di granito orientale, che reggono il balcone.
Nel corso dei secoli molti personaggi di rilievo risedettero fra le sue mura, come il mecenate, collezionista e scienziato dilettante George Cowper, alla sua fervida mente dobbiamo una notevole collezione di dipinti e sculture ed una varia strumentazione per esperimenti di fisica, chimica e ottica. Dal 1798 si avvicendarono molti nomi come Bacci, Pagliari fino ai Jacometti Ciofi, che commissionarono significativi interventi di restauro.
Le sue monumentali sali ospitano affreschi e mobilio d’epoca, come la Sala della Musica, meravigliosa estensione dell’infinito che disegna l’artificio. Un tempo, infatti, era un piccolo teatro provato grazie alle spaziose finestre che divenivano spazi orchestrali, quasi a sottolineare la corrispondance tra suono e architettura. Ricchezza di colori e sfumature melodiche sottolineano la nostra immaginazione che corre tra i fasti dell’epoca. Intense emozioni che rivelano come conservare l’antico, ispirarsi alla sua storia, ma con una grande capacità d’innovare è l’imprinting Baglioni, declinato in Relais & Châteaux.

Geometriche intuizioni, mirabili
Relais-Santa-Croce-capriata-byluongoLa spazialità della Sala della Musica è sovrastata da un soffitto affrescato che riscopre il gusto dell’epoca e avvolge l’ospite in una suggestiva atmosfera, magari proprio dinanzi al camino che scalda sensazioni esperienziali che vibrano di pulsazioni culturali. È una danza fra le arti: arti figurative, musica e teatralità entrano in scena è creano la meraviglia dei sensi, trasportandoci in un viaggio tra le dimensioni auree della bellezza. Una continua sorpresa che illumina i nostri pensieri grazie al tripudio di luci del lampadario che illumina la Sala della Musica. Un enorme lampadario di tre metri di diametri un tempo sorretto da storiche Capriate in legno disegnate da Leonardo da Vinci, perfettamente visibile dal terzo piano del Relais Santa Croce.

Un romantico living preannuncia la visione: ingegno, scienza, lungimiranza nelle coordinate dell’architettura. Linee, segni, prospettive, tutto improvvisamente prende forma dinanzi i nostri occhi e le curve del legno, di una struttura circolare dove l’elemento orizzontale è determinante, flettono l’acutezza mentale in risvolti inaspettati per il tempo. Geometriche intuizioni, mirabili soluzioni e la scena irradia di luce lo splendore dell’epoca, unicità condivisa esclusivamente con le Capriate del Salone del Cinquecento di Palazzo Vecchio. Assoluta intensità anche nell’adiacente sala meeting, elegante e raccolta. L’affresco del soffitto raggiunge qui una vivacità Relais-Santa-Croce-Affresco-byluongoespressiva e timbrica senza uguali, quasi una suite dal fraseggio ampio e brillante. Mirabile sinfonia artistica costantemente seguita, nei lavori di restauro, dalla Sovraintendenza dei Beni Culturali.
Magnificat evocazione di un passato pulsante il culto del bello, essenza che diviene tradizione da custodire e tramandare.
Sulla pelle del Relais Santa Croce, accordi di raffinatezza e confort completano il piacere del soggiorno, è un sostare nella liquidità percettiva del benessere fisico e mentale, quintessenza che rinsalda le sensazioni alla materica impressione sonora che appena giunti alla reception ha investito l’iride. Dal pregio antiquario ai diversi richiami stilistici, l’arte entra nel nostro intimo. Forme e linee della tradizione in rivisitazioni d’artista cesellano l’essenzialità, candida, delle camere e suite. Colori tenuti, bianco e righe che rendono le pareti perfetti fondali per la nostra anima, inspirazione classica, liberty con un certo aplomb britannico, in alcuni casi, e un old chic artigianale sembrano, infatti, custodire per una notte, intimi segreti divenendo complici dei nostri sogni.

L’incanto del tempo
Relais-Santa-Croce-Deluxe-RoomRelais Santa Croce, l’incanto del tempo, la magia del luogo in un gioco di luci che arrivano a scolpire cose e volumi con fasci diretti oppure radenti è l’estetica dei lampadari. Retrò, vintage o semplicemente eleganti arabesche che debordano la sensualità di una diafana evanescenza luminosa. Colori sobri, linee nette e precise o fluide e armoniche, richiamano un caleidoscopio d’inventiva e di estro creativo intrecciato a materiali ricercati che sembrano prelevati da archivi di memorie sospesi nel tempo. Inventive in bianco, poi, per perlacee cascate di sensazioni culminanti in lapislazzuli di desideri. Sono fruscianti veli che vestono d’impalpabile grazie e originalità sopita in flagranza sensitiva tutti i corridori del Relais.

Un’unica cifra stilistica delle camere e delle suite, diverse l’una dall’altra, l’eleganza nitida che ha saputo legare pulizia formale e gusto della decorazione. Funzionalità ed estetica con-vibrano all’unisono nelle 24 camere e suite e lo sguardo corre in un percorso intarsiato di scenografici dettagli e arredi curati. Una cifra decorativa intima e astratta intesse seduzioni intellettuali e una leggiadra complessità emotiva. Un continuum che si rivela appieno nel gusto classico e informale che dona uniformità architettonica e ariosità, e la linea essenziale del letto a baldacchino di una romantica camera diventa cornice d’arte.

La tavolozza cromatica gioca sulle tonalità del bianco, bianco – crema e grigio e accenti di nero, in modo da far risaltare, per contrasto, i colori chiari. Uno stile classico, quindi, rivisto in chiave innovativa, grazie ad un astrattismo rigoroso forte e vitale che dilata la percezione e abbraccia il segno antiquario e il prestigio del tempo. Spaziose stanze da bagno, dotate di tutti i confort, irradiano intimità e bagliori soffusi nelle sfumature del bianco, quasi un’osai di relax , dove prendersi cura del proprio corpo, una nuova dimensione di calma e distensione che rinasce essenza Relais Santa Croce.

260 metri quadri di estensione melodica
Al piano nobile del Palazzo, troviamo la Suite Presidenziale de Pepi, la Suite Reale da Verrazzano e la Suite Reale Santa Croce composta dalle prime due. Affrescata da dipinti originali del XVIII secolo, soffitto a cassettoni, in una delle due camere da letto, mobili d’epoca tre bagni di cui quello della Suite Presidenziale, allestito come una piccola SPA, in marmo e tutti dotati di confort come vasca o doccia con bagno turco integrato e idromassaggio.

260 metri quadri di estensione melodica, di preziosa bellezza, di piacere profondo e regale, disegnano l’anima del Relais Santa Croce, scandiscono la passione del sogno e compongono una partitura emozionale cadenzata dal ritmo interiore. È come se privacy, intimità e seduzione dell’arte fossero la parabola ascendente del benessere sensoriale e noi cogliessimo la sospensione temporale dell’istante “eterno”. L’ampissimo salone della Suite Presidenziale de Pepi, con camino e affreschi originali del XVIII secolo, scopre trame e risvolti che inducono a nuovi suggestioni, quasi una rapsodia che gioca con la danza degli arredi, dei decori e costruisce una teatralità ben proporzionata sotto un cielo armonico di sfere risonanti il flusso neoclassico e romantico. Inafferrabile meraviglia che gravita intorno e dentro di noi.

Le tante anime del Relais Santa Croce, ci conducono nelle tentazioni del palato. Raffinatezza, discrezione e sobrietà che accarezzano gli addobbi floreali, scivolano dalle vettovaglie bianchissime, risplendono nel bagliore soffuso delle candele. L’arredo forma l’ambiente, l’arte culinaria dello Chef, l’opera in divenire di una tradizione toscana rivisitata e reinterpretata con classe.
È la naturale declinazione ed espressione della qualità che inizia a coccolarci dal mattino con una ricca colazione all’insegna del buon risveglio tra energia e delicatezza e prosegue il suo percorso del gusto verso il pranzo o la cena ricamando costellazioni di sapori presentati da un servizio attento e professionale. La cortesia è servita.
Relais Santa Croce, il piacere di cogliere il tributo eterno alla bellezza.

Relais Santa Croce
Via Ghibellina 87
50122 Firenze Italia
tel. +39 055 2342230 fax +39 055 2341195
http://www.baglionihotels.com/it/category/firenze-e-toscana/relais-santa-croce

di Antonella Iozzo ©Riproduzione riservata
                  (25/1172014)

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