Warhol. La disoccupazione all’asta

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La disoccupazione diventa arte: 26mila dollari per il grafico della disoccupazione Usa di Warhol.
Redazione

 
La disoccupazione può diventare anche un investimento. Anche se l’economia, la scienza triste per eccellenza, mal si concilia con l’arte, espressione della creatività umana, ci sono casi in cui le due riescono a combinarsi.

È il caso dell’opera in cui Andy Warhol, icona della pop art, ha rappresentato l’andamento della disoccupazione americana nel corso della recessione dei primi anni 80, con il picco del 1984.
La rappresentazione, non precisa ma con un discreto grado di approssimazione, è stata messa all’asta online da Christie’s con una valutazione tra 20.000 e 30.000 dollari.
L’opera è stata assegnata il quattro marzo 2013 per 26.000 dollari, dopo essere partita una settimana fa da 12mila dollari.

Proprio Andy Warhol, secondo i dati di Artprice, è tornato al primo posto nella classifica mondiale delle vendite di opere d’arte all’asta, superando il cinese Zhang Daqian e Pablo Picasso.
Con incassi superiori a 329 milioni di dollari nel 2012, l’artista americano occupa nuovamente la vetta della hit parade, che aveva già conquistato nel 2007.

Il re della pop-art, che era terzo nel 2011, ha conquistato il primato grazie al fatto che la Fondazione Andy Warhol per le arti visive lo scorso anno ha venduto attraverso Christie’s numerose opere del suo stock.
Daqian, che era primo nel 2011, è al secondo posto con 287 milioni di dollari, mentre Picasso è risalito dalla quarta alla terza posizione con 286 milioni di vendite. ( www.ilsole24ore.com  )

    

  Redazione
  (08/03/2013)

 

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