Tour Chianti in Oriente

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Tour Chianti in Oriente: dopo Hong Kong, Osaka, Tokyo e Singapore.  Incontri B2B, degustazioni guidate per una varietà di Chianti qualità Made in Italy.  Wine Monitor, l’Osservatorio del Vino di Nomisma: l’import di vino nel continente asiatico è passato da 1,6 a 6,1 miliardi di dollari, arrivando così a pesare per il 17% sulle importazioni mondiali.

Redazione

chianti-bicchieriTerminata l’International Wine & Spirits Fair di Hong Kong, una tra le maggiori manifestazioni del mercato asiatico e in continua crescita, il tour del Chianti prosegue in Giappone, nelle città di Osaka e Tokyo, con due giornate dedicate al Chianti, e a dicembre, si concluderà con la nuova tappa di Singapore.Il Chianti e i Consorzi delle maggiori menzioni geografiche specifiche saranno nuovamente insieme per comunicare una Toscana più unita che mai.

Giovanni Busi, Presidente del Consorzio Vino Chianti, afferma: “Presentarsi in questo modo aggregato non può che giovare alla denominazione. Gli operatori che ci verranno a trovare, si troveranno di fronte ad una varietà di Chianti rappresentativi di ciò che questa regione può offrire: una promozione della Denominazione che avrà ricaduta su ogni singola azienda della filiera”.

Sulla stessa lunghezza d’ onda anche i Presidenti degli altri tre Consorzi partecipanti, Chianti Colli Fiorentini, Chianti Rufina e Chianti Colli Senesi. Una compattezza, sia da un punto di vista di immagine che di mercato che certamente può aiutare a far crescere le denominazioni tutte.

Tre consorzi che hanno molto da raccontare: il Consorzio Chianti Colli Fiorentini nasce nel 1994 e rappresenta ad oggi la quasi totalità della produzione con 27 aziende associate: il vino di questo territorio si presenta di grande equilibrio, con profumi freschi e fruttati, leggermente tannico; il Consorzio Chianti Colli Senesi, fondato risalga il 21 febbraio 1977, ha effettivamente iniziato l’attività nel 2001, con una bella realtà di 300 soci. Il vitigno Sangiovese di queste zone, capace di esprimersi in molteplici forme, a seconda dei terreni e del microclima in cui viene allevato, regala struttura e profumi. Il Chianti Rufina, fondato nel 1980 ed oggi composto da 20 aziende, costituisce la più piccola delle sette sottozone e grazie al suo microclima e al territorio, propone un vino elegante, con una personalità decisa, caratterizzato da una singolare longevità.

Il Presidente del Consorzio Vino Chianti, Giovanni Busi, conclude: “La nostra denominazione, rappresenta da sempre il MadeinItaly che tutto il mondo c’invidia e dobbiamo essere pronti ad affrontare questi mercati: il bacino asiatico sta diventando infatti un importante e strategico sbocco per il vino italiano”. Considerazioni che trovano conferma nelle analisi di Nomisma. Secondo Denis Pantini, Responsabile Wine Monitor, l’Osservatorio del Vino di Nomisma “nel corso di un decennio, l’import di vino nel continente asiatico è passato da 1,6 a 6,1 miliardi di dollari, arrivando così a pesare per il 17% sulle importazioni mondiali. Di questi 6,1 miliardi quasi l’80% fa riferimento a Giappone, Cina- compreso Honk Kong – e Singapore”.

Dopo Hong Kong, appuntamento irrinunciabile per tutto il settore vitivinicolo italiano, il Giappone e per la prima volta, Singapore. D’altronde, come conferma Wine Monitor, con quasi 20 milioni di ettolitri la Cina rappresenta il primo mercato al mondo per consumi di vino rosso.

Più in generale, l’Asia pesa ormai per il 6,5% nell’export vinicolo italiano (contro il 4,6% di dieci anni fa) e rappresenta un importante mercato di sbocco per i vini rossi della Toscana: nel 2014, l’export nel continente di questa categoria (al cui interno il Chianti la fa da padrone) ha superato i 41 milioni di euro, vale a dire l’8% di tutte le esportazioni dei vini rossi Toscani, con una crescita che solo negli ultimi quattro anni è stata del 186%!

 

 Redazione
(24/11/2015)

 

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