Carmen l’Arena Domingo

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 Plácido  Domingo 

All’Arena

Una direzione che è cuore e pensiero  

    

Carmen__Arena_Verona_2009Verona – La bellezza visiva della musica in un quadro dalle pennellate calde, sensuali, languidamente vigorose, ritmicamente pulsionali e su uno dei palcoscenici più suggestivi del mondo, l’Arena di Verona, esplode la “Carmen” di G. Bizet per la regia di Franco Zeffirelli,  ripresa da Marco Gandini, direttore Plácido Domingo, coreografia di El Camborio ripresa da Lucia Real, orchestra, coro, corpo di ballo dell’arena di Verona, fra gli interpreti Geraldine Chauvet nel ruolo di Carmen, Marco Berti nel ruolo di Don Josè e Angel Odena nel ruolo di Escamillo.

Spettacolare allestimento scenografico costruito intorno all’opera in modo da coglierne il tempo, il gesto, l’atmosfera, il colore, e l’essenza della Carmen evapora dallo spartito per ricadere sui costumi, per scivolare sulle luci, per evocare il temperamento e l’anima della Spagna.  

Geraldine Chauvet, superba e fragile, energica e vitale, sensuale e ombrosa, da corpo e voce a Carmen con una sostanziosa prestanza scenica, il suo timbro morbidamente rotondo affascina e cattura nei recitativi come anche Don Josè ed Escamillo, rispettivamente Marco Berti e Angel Odena, che passando da un caloroso registro basso a quello acuto sfumano tutte le profondità delle note per fraseggi ed articolazioni che sottolineano l’intensità dei sentimenti.  

E se da una parte l’immensità della buca orchestrale e del palcoscenico rendono l’esecuzione difficile, dall’altra ci trasportano in una dimensione di naturale evasione, un sogno sottoforma di musica, danza, canto baciato dalla luna, ma a dire il vero, è stato più che baciato “bagnato” da una pioggia leggera ma insistente che, cadendo giù da un cielo tenebroso ha interrotto più volte l’esecuzione e sospeso il finale. Solo la bravura dei musicisti ha evitato che si scalfisse la qualità dell’interpretazione, eccellente in ogni sua parte, dalla baruffa fra le sigaraie del I atto all’aria del fiore di Don Josè, dal terzetto delle carte al quintetto musicale dei cantanti un frammento di poesia, rugiada cesellata, certo non particolarmente adatta a queste situazioni, ma l’abilità orchestrale ed il coro hanno reso musicalmente perfetti questi attimi di pura verità melodica diretti da Plácido Domingo maestro preciso, energico, cordiale, ridefinisce ogni dettaglio, ogni sfumatura. Nel suo gesto il respiro della materia sonora vibra e fluisce nell’inafferrabile, una direzione che è cuore e pensiero.  

Bizet e la Carmen: atmosfera spagnola dal primo all’ultimo atto. Passione, tormento e gelosia inscenano la loro “corrida” nell’arena, un fuoco di sentimenti irrompe, il ritmo diviene danza, ogni passo è azione, i ballerini ne sentono crescere il vortice fino al tragico finale, la morte di Carmen per mano di Don Josè. Una scena che senza dubbio ci avrebbe coinvolto nella drammaticità straziante di un istintivo impulso, ma le nuvole rigonfie di pioggia hanno deciso di alleggerire la passione stemperando gli animi …un ultimo fulminante gesto di Domingo … la musica si ferma, l‘emozione continua e continuerà fino al galà del 24 luglio per festeggiare i suoi primi quarant’anni di Arena.

di Antonella Iozzo © Produzione riservata
          ( 13/07/2009 )

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