Happy Birthday, VerbierFestival

image_pdfimage_print

Il concerto dell’anniversario, è una meteora infuocata di passione e musica, quasi tutti i maestri, infatti, che hanno tracciato l’orizzonte del Festival si sono alternati sul palcoscenico della Salle des Combins un viaggio musicale iniziato nel 1994 con un progetto ambizioso.

 di Antonella Iozzo

vf2013-20th-anniversary-by-nicolas-brodardVerbier (CH) – Verbier Festival: vent’anni di emozioni, vent’anni di successi. Suoni, natura e anima, connessioni per la meraviglia ideate da Martin T: son Engstroem un viaggio musicale iniziato nel 1993 con un progetto ambizioso: portare tra l’abbraccio delle Alpi svizzere l’eccellenza musicale internazionale. Un festival che ha come cuore pulsante un’orchestra giovanile residente e un’accademia. Gli insegnati? Artisti di fama mondiale, che trasmettono alle nuove generazioni, il senso e l’essenza della musica, la bellezza del fare musica e il valore della sua inafferrabilità.
Per il ventesimo anniversario del Festival l’intera cittadina è in fermento, strade, piazze, luoghi, attività commerciali e turistiche, uniti sotto il segno della musica incontrano il foltissimo pubblico di appassionati, critici, esperti del settore, giornalisti. Il concerto dell’anniversario, il 28 luglio, presentato da Laurence Ferrari e Thomas Quasthoff, è una meteora infuocata di passione e musica, quasi tutti i maestri, infatti, che hanno tracciato l’orizzonte del Festival si sono alternati sul palcoscenico della Salle des Combins. Grandi nomi, grandi talenti, grandi interpreti hanno incontrato la musica e tramite essa il pubblico È una festa nel sogno della musica che danza sulle note di Evgeny Kissin, Gautier Capuçon, Renaud Capuçon nell’esecuzione del trio per violino, violoncello e piano di Schubert Si bemolle Magg., op. 99.
E’ la memoria non può non varcare i confini del tempo per giungere alla prima edizione del Festival firmata proprio da Evgeny Kissin e dal violinista Maxim Vengerov, insieme a Dmitry Sitkovetsky, Mischa Maisky, Gidon Kremer, Yefim Bronfman, Yuri Bashmet e Frans Helmerson. È l’inizio di una collaborazione più unica che rara che sigla una progettualità finalizzata alla crescita musicale, al mondo dei giovani, prendono vita, così, gli originali programmi di musica da camera i “Rencontres Inédites”. Sono artisti che ritroviamo in questa coinvolgente serata, dicevamo, ed è sinergia implosiva quando l’Allegretto “Finale” del quintetto per piano, due violini, viola e violoncello in sol minore, op. 57, si sublima nell’espressività di Nicholas Angelich, Dmitry Sitkovetsky, Ilya Gringolts, Yuri Bashmet, Mischa Maisky
Frost -vf2013-20th-anniversary-by-nicolas-brodardL’accademia del Festival è un crescendo di creatività e genialità musicale grazie a musicisti come Isaac Stern, David Garrett e Renaud Capuçon tutti, nel corso degli anni, letteralmente al servizio di giovani promesse e vivere questa edizione del Festival è come saggiare riflessioni musicali di grande poesia. Un ‘anniversario che porta in se il forte magnetismo e la suggestiva comunicazione dei maestri che nel corso degli anni hanno fatto grande il Festival come Barbara Hendricks, l’Orchestre Mondial des Jeunesses Musicales e Antonio Pappano che hanno aperto il Festival nel 1996, e ancora interpreti che sono una presenza costante ancora oggi da Yuri Temirkanov a Martha Argerich, da Radu Lupu a Ida Haendel e Igor Oistrakh da Dimitri Bashkirov a Lynn Harrell e Gary Hoffman, da Joshua Bell e Leonidas Kavakos.
Il 28 luglio 2013 ha parlato la musica nelle sue varie declinazioni, un racconto che sfuma il romantico e incide il contemporaneo con il trio n.1 di Lera Auerbach per piano, violino e violoncello eseguito da Lera Auerbach, Leonidas Kavakos, Raphaël Merlin. Uno sguardo sul futuro che parte da lontano, infatti, volgendo gli occhi indietro ritroviamo anni che srotolano talenti e idee, e nel 2000 librano musica nella forma della Festival Orchestra Verbier (VFO) sotto la direzione musicale di James Levine. 110 musicisti di età compresa tra 16-29 di molte nazionalità, sotto l’attento insegnamento delle prime file della Metropolitan Opera Orchestra, affrontano il loro primo tour internazionale. Ma è il 2006 quando prende vita la Verbier Festival Chamber Orchestra (VFCO) formata dai musicisti più talentuosi della VFO, una formazione creata con l’intento di eseguire repertori da camera a fianco di grandi solisti, e come non rimanerne affascinati in questa serata quando Martin Fröst è accompagnato dagli archi della Verbier Festival Chamber Orchestra per una sensualissima e brillante interpretazione della Danza n.3 Klezmer di Göran Fröst. Il clarinetto scivola dentro la musica e ne esplorare ogni nota, ogni fraseggio, ogni melodia, il pubblico ne è rapito.
Musica, musica, e ancora musica …forever, now. È un’opera in continua evoluzione, è un assoluto che incontra la sua anima e riaffiora corpo sonoro. Sorvolando The art teacher di Rufus Wainwright in una trasparenza di stile che ci conduce fino alla sorprendente tecnica pianistica di Monty Alexander nelle sue Improvisation su “Happy Birthday” e ancora teatralità musicale con le conversazioni di Robert Schumann “Schön Hedwig” eseguite magistralmente da Khatia Buniatishvili al piano e Thomas Quasthoff voce, incisiva, sicura, naturale.
Sono davvero tanti i musicisti che accendono la notte su Verbier, sono stelle che trasformano ogni goccia di energia musicale in luce radiosa pronta a risplendere nel futuro del Festival.
È un proseguo che già si avverte nella seconda parte nell’interpretazione dei 24 Preludi op.28 di Frédéric Chopin, arrangiati da Dmitry Sitkovetsky.
Maisky-vf2013-20th-anniversary-by-nicolas-brodardSul palcoscenico un alternarsi di luci e ombre creano una suggestiva scenografia ai musicisti che sulle note del silenzio entrano in scena, rilasciano attimi di pura e intima essenza musicale, e avvolti dalla profondità del buio rientrano nel mistero della Musica. È un susseguirsi di emozioni da Yuja Wang a Yuri Bashmet e Nicholas Angelich, da Roman Rabinovich a Misha Maisky e Lilly Maisky, da Daniil Trifonov a Khatia Buniatishvili e ancora Roman Rabinovich, Mikhail Pletnev, Emanuel Ax. Agitato, lento, vivace, molto allegro, ogni tempo ha trovato il suo interprete, ogni interprete a disegnato le nuances di Chopin in un universo di affinità elettive e sensoriali.
Dal 2009 Charles Dutoit è il direttore musicale del VFO, una delle migliori orchestre di formazione in tutto il mondo che, siamo sicuri continuerà a risplendere nel firmamento musicale.
Le iniziative, i progetti a Verbier sono davvero tanti e quest’anno per la prima volta, sessanta giovani musicisti di età compresa tra 15 a 17, sono entrati nel progetto Verbier Festival Musica Campo, sotto la direzione musicale del direttore d’orchestra Daniel Harding.
Talenti in divenire per un summer dream che vive la realtà musicale 365 giorni l’anno, e rinasce Cultura, Musica, Natura nella fascinazione del Verbier Festival.
Finale entusiasmante con un brindisi a scena aperta fra tutti i musicisti, Buon Compleanno Verbier, al prossimo anno!

di Antonella Iozzo ©Riproduzione Riservata 
                   (31/07/2013)

Foto: © Nicolas Brodard

Articolo correlato: Sentimento Malheriano al Verbier Festival

Bluarte è su Facebooke su Twitter@Bluarte1

Bluarte è su https://www.facebook.com/bluarte.rivista e su Twitter: @Bluarte1