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Il Western di Puccini all’ Oper Frankfurt am Main


la-fanciulla-del-westFrancoforte – Un’opera lirica … western all’Oper Frankfurt am Main, che sorprende, conquista, seduce per originalità e cast. Azione cinematografica in scena fin dalle battute iniziali c’immergono nella calda e arida Califonia con i suoi canyon assolati e la febbre dell’oro che s’insinua tra le vene. Ma noi ci troviamo a Francoforte in uno splendido teatro gremito … Tutto ruota intorno all’amore tra Minnie, padrona di un saloon, e il bandito Dick Johnson, sullo sfondo le tinte tipiche del puro western.

di Antonella Iozzo

la-fanciulla-del-westFrancoforte – Un’opera lirica … western all’Oper Frankfurt am Main, che sorprende, conquista, seduce per originalità e cast. Azione cinematografica in scena fin dalle battute iniziali c’immergono nella calda e arida Califonia con i suoi canyon assolati e la febbre dell’oro che s’insinua tra le vene.
Ma noi ci troviamo a Francoforte in uno splendido teatro gremito per La Fanciulla del West di Giacomo Puccini, ambientata tra saloon e cowboys.
La Fanciulla segue, come Tosca, il filone verista, con forti contrasti passionali esaltati dall’avventura. Tutto ruota intorno all’amore tra Minnie, padrona di un saloon, e il bandito Dick Johnson, sullo sfondo le tinte tipiche del puro western: grandi bevute di whisky, minatori, partite di poker, e l’immancabile sceriffo. Unico personaggio femminile nell’opera (con l’eccezione del ruolo di cammeo della nativa americana Wowkle) ha costruito sulla sua vulnerabilità interiore uno scudo impenetrabile, e sempre pronto a proteggere se stessa e l’oro che le è stato dato in custodia dal suo gruppo di minatori. L’allestimento è suggestivo: una pellicola cinematografica che riprende i personaggi in bianco e nero domina lo sfondo, consentendo alla regia di mettere in piedi una narrazione scorrevole ed efficace.
Il bancone del saloon del primo atto è il fulcro dell’azione, qui si serve da bere, si gioca, si chiacchiera, Minnie , entra in scena baldanzosa e vivace offrendo da bere a tutti. L’atmosfera è allegra, le ombre minacciose di un amore sofferto sono ancora lontane, adesso il saloon è non solo luogo di lavoro ma il regno e il rifugio di Minnie; e qui Minnie vive la felicità leggera del momento. Essenziale e sobrio anche il secondo atto, l’intera azione si svolge nella casa di Minnie: il sogno d’amore di Minnie nell’attesa di ricevere il bandito Dick Johnson, l’idillio fra i due, la cattura di quest’ultimo. Stati d’animo che si alternano e ricamano le cadenze scenografiche.
Molto appropriati i costumi, completi di stivaloni, frange, cinturoni, cappelli, pistole e fucili messi in risalto dalle luci.
L’interpretazione è convincente, sicura, incisiva Minnie e Dick rispettivamente Eva-Maria Westbroek e Carlo Ventre sono in gran forma e con padronanza tecnica abilità e temperamento affrontano il ruolo vocale e attoriale, ne risulta un canto omogeneo amalgamato nei vari timbri tanto da essere molto apprezzato dal pubblico.
Nitidissimo il fraseggio e la capacità di curare gli accenti, fondamentali per trasmettere con autenticità l’infinita gamma di sentimenti dell’eroina, figura fragile e romantica in netto contrasto con l’ambiente duro e amaro del west, ma alla fine della storia ne esce vittoriosa, quasi a voler testimoniare che l’amore e il perdono sono dei valori imprescindibili in qualunque epoca e in qualunque ambiente. Nel ruolo dello sceriffo ha brillato Ashley Holland, solida presenza scenica voce ferma e sicura nel vibrato.
Molto bene i numerosi ruoli di contorno tra cui, Peter Marsh (Nick), Alfred Reiter(Ashby),  Simon Bailey (Sonora), Michael McCown (Trin),  Sungkon Kim (Bello), Hans-Jürgen Lazar (Harry), Nathaniel Webster (Happy), Carlos Krause (Billy Jackrabbit), Elisabeth Hornung (Wowkle).
Il maestro Sebastian Weigle ha condotto con piglio sicuro e deciso l’Orchestra del teatro, sottolineando gli aspetti più accidentati della partitura e privilegiando toni lirici; il coro, solo maschile, mantiene inalterata la sostanza espressiva intessendo un solido rapporto con i protagonisti.
Il pubblico ha molto apprezzato sottolineando con ripetuti applausi alla fine del secondo atto l’aria tra Minnie e Dick. davvero notevole e coerente, quest’ultimo con degli acuti entusiasmanti ed un risultato vocale graziato da varietà di colore ed espressione.
Ripetuti Bravo! hanno sentenziato il successo finale di una Fanciulla del West protesa nella bellezza luminosa dal raffinato materiale melodico.

di Antonella Iozzo ©Riproduzione Riservata 
                 (19/06/2013)

Foto: ©Monika Rittershaus

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